VICENZA: DAL LANEROSSI AL NUOVO MILLENNIO

Come tante altre squadre italiane anche il Vicenza, per lungo tempo denominato “Lanerossi”, ha vissuto alcuni momenti di gloria facendo debuttare o rilanciando giocatori risultati fondamentali per il nostro calcio.

Il Vicenza Calcio vide la luce nel lontano 1902, fondato  da un gruppo di cittadini vicentini sotto la guida di Antonio Libero Scarpa e Tito Buy, rispettivamente insegnante di educazione fisica e preside del Liceo Lioy, sito nella città veneta. Dopo anni di attività giovanile e campionati minori, nei primi anni ’40 la compagine biancorossa firmò il grande salto nella massima serie anche per merito di una mediana straordinaria formata dal trio Fattori-Albeni-Santagiuliana. Fu storica poi la vittoria per 6-2 contro la Juventus a Torino, nel 1943, che permise ai veneti di ottenere l’agognata salvezza.Negli anni seguenti ci fu un lento declino che portò la squadra alla retrocessione in Serie B sul finire del decennio.

Il 1953 però fu l’anno della svolta: il Vicenza venne infatti acquistato dalla società “Lanerossi” di Schio dal suo fondatore Alessandro Rossi, che affiancherà il nome dell’azienda tessile a quello della squadra. Di lì a poco una giovane generazione di calciatori composta, fra gli altri da autentiche rivelazioni come Azeglio Vicini, futuro romeo_menti2allenatore della nazionale, Mirko Pavinato, Mario David e Romeo Menti, iniziò a dare lustro e risollevare le sorti dei “Berici”fino al ritorno in Serie A avvenuto nel 1955 con la vittoria del torneo cadetto. Proprio a quest’ultimo fu poi intitolato lo stadio della città, a testimonianza del suo prezioso apporto alla causa.

L’arrivo del centravanti brasiliano Luís Vinício nel 1962 diede ulteriore slancio alla squadra capace, anche grazie al suo arrivo, di ottenere un preziosissimo quinto posto nel 1966. Dopo alcune salvezze ottenute sul filo di lana, tra le quali quella storica del 1973 dopo lo spareggio con l’Atalanta, il 1976 segnò il ritorno tra i cadetti. Proprio quando la nave stava per affondare ci fu una nuova svolta, con l’allora tecnico Giovan Battista Fabbri che ebbe un autentico colpo di genio schierando Paolo Rossi, futuro campione del mondo in Spagna, come centravanti. Mossa a dir poco azzeccata che diede al Vicenza la promozione nella massima serie. 84745119bd81644e8b5a02f7f76a3b1dL’annata 1977-1978 rappresentò un’autentica marcia trionfale fino al secondo posto, anche grazie ai gol dello stesso “Pablito” uniti alle prodezze dell’ala Cerilli e del centrocampista Salvi, oltre al gran gioco di squadra. L’impresa fu talmente grande da far meritare alla squadra l’appellativo di “Real Vicenza”.

Sembrava l’inizio di un sogno, ma il sacrificio economico per il riscatto di Rossi mandò in crisi economica il  Vicenza, che nel giro di due anni si ritrovò addirittura in Serie C. Nonostante tutto però la squadra berica risultò capace di lanciare, nei primi anni ’80, un futuro campione: Roberto Baggio. Nonostante un infortunio egli diede un ottimo contributo alla causa tanto da essere acquistato nel 1985 dalla Fiorentina. Sul finire del decennio, precisamente nel 1989, la squadra riprese la denominazione di “Vicenza Calcio”. Dopo alcune stagioni altalenanti, il club vicentino poté finalmente alzare un trofeo: il 29 Maggio del 1997, sotto la gestione di Francesco Guidolin, i biancorossi vinsero la Coppa Italia nella doppia finale contro il Napoli grazie alle reti di Maini, Maurizio Rossi e Iannuzzi, che spensero la resistenza partenopea nei supplementari. luiso4Seguirono la sconfitta in Supercoppa Italiana contro la Juventus ed una sofferta salvezza, oltre ad una buonissima Coppa delle Coppe, persa contro il Chelsea in una semifinale raggiunta anche grazie al centravanti Pasquale Luiso, autore di 8 reti e capocannoniere del torneo. L’annata seguente fu amara per i biancorossi, che tornarono in Serie B dopo un campionato al di sotto delle aspettative.

Dopo la retrocessione del 1999, ecco l’immediata risalita sotto la gestione di Edoardo Reja, grazie anche ai gol del bomber Luiso. L’annata seguente di nuovo una retrocessione, stavolta all’ultima giornata. Nonostante ciò venne lanciato nel calcio che conta un altro futuro campione del mondo, quel Luca Toni in grado di fare un notevole salto di qualità alla squadra nel giro di pochi anni. 01_4370410fSeguirono annate amare, fatte di salvezze e ripescaggi senza quasi mai lottare per il ritorno in Serie A. Il resto è storia recente. Dopo i play-off persi l’annata scorsa in semifinale contro il Pescara, i biancorossi si ritrovano nuovamente invischiati nelle zone basse della classifica, con l’obiettivo di evitare la retrocessione. Troppo poco per una piazza che in passato ha dato lustro al nostro campionato.

Nonostante tutto la passione dei suoi tifosi continua ad essere grande e sicuramente ciò non può che essere un bene in un calcio con stadi sempre più vuoti e con tante tifoserie sempre più distaccate. L’augurio per il Vicenza è quello di tornare a lottare per grandi traguardi, e magari, per un pronto ritorno in Serie A.

Matteo Perrini

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