NOBILI DECADUTE: DALLA GLORIA AL BARATRO

A diverse squadre, nel corso della storia, è successo di passare da momenti di gloria al baratro nel giro di pochi anni. Il calcio italiano non fa eccezione.

Dal nord al sud del nostro paese, passando per il centro, abbiamo diversi casi di squadre cosiddette “nobili decadute”, che per diverse stagioni, ed in alcuni casi decenni, hanno calcato gli importanti palcoscenici della Serie A per poi cadere nel baratro delle categorie inferiori.

Partendo dal nord non possiamo omettere il caso del Venezia, tornato in Serie A nel 1998 dopo una lunga militanza nelle categorie inferiori. recobavenezia_ppNonostante una partenza ad handicap la squadra del tecnico Novellino, grazie soprattutto alla pazienza di Zamparini e all’acquisto di Recoba a Gennaio, riuscì ad ottenere un’insperata salvezza grazie ad un girone di ritorno da primissime posizioni. Dopo alcune stagioni di alti e bassi, trascorse fra promozioni e retrocessioni, iniziò una lenta quanto inesorabile discesa culminata con vari fallimenti, tra cui l’ultimo avvenuto il 15 Luglio di quest’anno che ha portato il Venezia nuovamente fra i dilettanti dopo l’esperienza durata dal 2010 al 2012( anno della promozione in Lega Pro). Attualmente la formazione lagunare milita in Serie D, nel Girone C, dove sta raccogliendo buoni risultati anche grazie agli investimenti della cordata statunitense capitanata da Joe Tacopina.

Il Piacenza è un altro esempio validissimo di “nobile decaduta”. Se pensiamo alla storia recente di questa squadra saremmo sicuramente colpiti dal fatto che un tempo ammiravamo i biancorossi ottenere salvezze importanti e dare lustro a campioni come Dario Hübner, uno dei talenti più sottovalutati del calcio italiano, divenuto capocannoniere della Serie A con 24 reti a 35 anni suonati. nuovo-archivio-foto-hubner-piacenza-356x237 Dopo la retrocessione in serie B del 2003, anche per i “Lupi” biancorossi iniziò un periodo difficile, culminato col fallimento del 2012 dopo la sconfitta nei play-out di Lega Pro. Dopo un nuovo inizio nell’Eccellenza Emiliano-Romagnola, il Piacenza si trova oggi nei piani alti del Girone B della Serie D, intento a giocarsi un posto tra i professionisti.

Quella del Parma è storia recente, in quanto l’estate del 2015 ha visto sparire una delle società italiane più gloriose degli ultimi 25 anni. Dai trionfi in Coppa Uefa, Coppa delle Coppe e coppe nazionali, datati anni ’90 ed inizio millennio, al baratro del fallimento. parma-coppa-uefaNessuno in quel periodo, nel quale militavano in squadra professionisti del calibro di Crespo, Chiesa e Buffon solo per dirne tre, avrebbe mai immaginato cosa sarebbe successo qualche anno più tardi. La città ducale comunque non si è data per vinta ed ha iniziato ad organizzare la rinascita sportiva. Attualmente inserito nel Girone D della Serie D, il Parma sta dando prova della sua forza avendo conquistato la testa della graduatoria già dalle prime giornate. La gestione di Nevio Scala, in passato allenatore del gialloblù, sta dando i suoi frutti e di questo passo non potrà che avere esito positivo.

Anche la Cremonese ha vissuto i fasti della Serie A. Dopo la parentesi datata 1984-1985, annata conclusa con la discesa in Serie B, da fine anni ’80 a metà anni ’90 i grigiorossi hanno vissuto la favola della massima serie, pur inframezzata da alcune retrocessioni, annoverando calciatori del calibro di Gustavo Dezotti, protagonista ai Mondiali del 1990 con l’Argentina, ed Attilio Lombardo, futuro campione d’talia con la Sampdoria. 270px-cremonese_1994-1995Le luci della ribalta durarono però solo pochi anni in quanto la stagione 1995-1996 fu l’ultima della Cremonese in Serie A. Da quasi 20 anni la compagine milita nelle categorie inferiori, principalmente in Serie C (poi diventata Lega Pro), dove nella stagione in corso occupa una posizione di metà classifica non lontana dalla zona play-off.

Anche nel centro Italia abbiamo avuto dei casi di squadre cadute nel baratro dopo militanze in categorie importanti. Una di queste è sicuramente l’Ancona. La formazione dorica ha calcato i campi della Serie A per due stagioni, 1992-1993 e 2003-2004, senza però mai riuscire a mantenere la categoria. ancona-calcio03_04Sebbene nella prima fece alcuni colpi importanti, tra cui il 3-0 all’Inter grazie soprattutto alla doppietta del magiaro Detari, la seconda fu ben diversa e terminò con soli 13 punti all’attivo nonostante la presenza di giocatori del calibro di Ganz, Luiso, Hübner e Poggi, oltre alla presenza di quel Dino Baggio che fu capace di deliziare i tifosi del Parma qualche anno prima. Dal fallimento del 2004 l’Ancona milita nella terza serie nazionale, oggi Lega Pro, con discreti risultati tanto da sfiorare i play-off l’annata scorsa. L’obiettivo dei biancorossi non può quindi che essere quello di tornare nel calcio che conta.

Un altro caso emblematico di caduta nelle serie inferiori è quello del Lecce. Per diverse stagioni la squadra pugliese ha alternato salvezze importanti nella massima serie a stagioni travagliate concluse con la retrocessione in Serie B. Soprattutto ad inizio millennio però la compagine giallorossa ha saputo dare gioie ai propri tifosi, anche grazie alla presenza di giovani emergenti come Mirko Vucinic ed esperti quali Chevanton e Giacomazzi, ancora oggi nel cuore dei tifosi leccesi. 2003-2004Per non parlare di Zeman, che nell’annata 2004-2005 ha saputo, col suo calcio spumeggiante, portare il Lecce su buonissimi livelli e ad un undicesimo posto che fu accolto con soddisfazione. Dopo l’amara retrocessione del 2012, la società fu invischiata nel calcio-scommesse e fu quindi retrocessa d’ufficio in Lega Pro, categoria dove milita tuttora e nella quale è riuscita spesso ad imporsi tra le principali indiziate alla promozione, sfiorata tra l’altro nel 2013 nella doppia finale play-off persa contro il Carpi.

Un’altra squadra che ha vissuto momenti di gloria per poi perdersi nei meandri del dilettantismo è la Reggina, che con Pasquale Foti presidente ha per anni strabiliato i tifosi del capoluogo calabrese ottenendo risultati al di la di ogni più rosea aspettativa. In Calabria hanno militato giocatori di tutto rispetto quali Pirlo, futuro campione del mondo, Nakamura, Amoruso e Bianchi, questi ultimi due protagonisti di un’annata da incorniciare con Mazzarri in panchina, nonostante la forte penalizzazione iniziale che ne ha in parte limitato la stagione. bianchiPeccato però che nel giro di un paio d’anni è finita la festa ed è iniziato un declino che ha portato la compagine amaranto a sparire dal calcio professionistico. Attualmente militante nel Girone I della Serie D è in lizza per un posto nei play-off sperando di poter tornare a calcare, nel giro di qualche stagione, palcoscenici ben più importanti.

Un’altra storia interessante è quella che ha visto protagonista il Messina che, nel giro di pochi anni, è stato protagonista di una bellissima ascesa dai dilettanti alla Serie A, conquistata nel 2004 al termine di un campionato terminato al 4° posto, grazie anche alle reti del bomber Arturo Di Napoli, che assieme a Christian Riganò e Riccardo Zampagna, ha costituito per alcune stagioni un importante patrimonio per la squadra. Tutto ciò fino al 2007, anno della retrocessione in Serie B. ITALY SOCCERDa quel momento la squadra peloritana non ha più assaporato la massima serie e la cadetteria, venendo relegata nei dilettanti dopo il fallimento del 2008. Tuttavia nel 2013 è tornato il Lega Pro, dove milita tuttora dopo il ripescaggio dei mesi scorsi, con l’ambizione di disputare i play-off.

Tante storie dunque, una diversa dall’altra, ma ugualmente interessanti. Storie di giocatori, di squadre e di città che hanno vissuto momenti di gloria prima di finire nel baratro. La loro speranza adesso è di tornare a vivere quelle emozioni, e noi sportivi non possiamo far altro che augurarglielo.

Matteo Perrini

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