GLI EROI SILENZIOSI – THE GOD OF PLASTIC!

Gli eroi sono i sognatori, uomini e le donne che hanno cercato di rendere il mondo un posto migliore rispetto a quando lo hanno trovato, sia nelle piccole cose che nelle grandi. Alcuni ci sono riusciti, altri hanno fallito, la maggior parte ha avuto risultati contrastanti … ma è lo sforzo che è eroico, per come la vedo io.

Esistono Geni che passano l’intera esistenza a cercare di cambiare il mondo, un po’ come Giulio Natta, ai molti che leggeranno questo articolo non gli dirà nulla, a meno che voi non abbiate studiato chimica, però questo signore qua è uno degli inventori più influenti dell’umanità. Giulio_Natta_2

Giulio Natta, nasce a Betlemme, no aspettate, ho sbagliato tizio!
Giulio Natta, nasce a Porto Maurizio vicino Imperia nel 1903. Figlio di un magistrato tale Francesco Maria Natta e di Elena Crespi. Il giovane Giulio impara a leggere fin da piccolo, la leggenda narra che già a 3 anni sapesse leggere e scrivere… A 16 anni si diplomò con il massimo dei voti e si iscrisse al Politecnico di Milano, dopo 2 anni divenne allievo interno all’Istituto di Chimica… Insomma bruciava le tappe. Natta aveva un ossessione: “sintetizzare il politilene”. Perfetto! quindi cosa? Semplicemente il ragazzaccio ligure creerà qualcosa che adesso è utilizzato praticamente ovunque; insieme al suo collega e amico Ziegler riceverà il Premio Nobel per la chimica nel ’63. Per cosa?
Ufficialmente hanno realizzato: “il polipropilene isotattico e ad alta densità”,Polypropylene polimeri che poi hanno avuto un altro nome, più commerciale, dando il via al commercio dei prodotti in plastica. In una nota nel 1954 scrisse: “scoperto il polipropilene“, cose da nulla! Giulio Natta, ITALIANO; è forse uno degli scienziati nostrani che ha lasciato il maggior segno nel progresso dell’umanità, al pari di Leonardo da Vinci, Meucci, Alessandro Volta, Marconi, ma a differenza di questi in pochi sanno chi sia… Al politecnico rimase fino al ’73 come professore ordinario di Chimica industriale e direttore dell’omonimo istituto, dedicandosi alla ricerca sui polimeri a struttura cristallina.

Quello che rese ancor più eroico quest’uomo qua, oltre all’umiltà, è che nel ’56 gli venne diagnosticato il Parkinson, una malattia degenerativa celebrale; un cervello troppo intelligente per un essere umano, quindi a partire dal 63′ fu necessario affiancargli il figlio Giuseppe (anche lui chimico), che presenziò pure alla consegna del Nobel a Stoccolma. Durante il discorso commosse tutto il pubblico con una dichiarazione profonda e umile:

“…Non mi sento un genio e nemmeno un inventore, mi sento solo un uomo a cui Dio ha dato un dono e, questo dono, ho provato a donarlo al mondo…”

Senza il regalo di Giulio Natta adesso, forse, non avremmo questo mondo, non avremmo gran parte dei materiali che ogni giorno compriamo o guardiamo… grazie Giulio per averci concesso il tuo dono a noi, poveri, poverissimi mortali…

ANDREA PAONE

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