Pier Paolo Pasolini: la “mosca fastidiosa” del XX secolo italiano

Sono passati 40 anni dalla misteriosa morte di Pasolini, ma la sua figura è ancora presente nell’immaginario italiano, tanto da diventare quasi “un‘icona pop” della generazione attuale. Nella conferenza di ieri, svoltasi nel Centro Congressi del Dipartimento Coris, si è cercato non solo di sottolineare questo aspetto, ma anche di elevare l’intellettuale dal punto di vista letterario e cinematografico. Infatti ogni ospite del memorial ha voluto esprimere la propria opinione su questo controverso personaggio, analizzandone i diversi aspetti che lo hanno contraddistinto.
Nella prima parte, presieduta dalla docente Silvia Leonzi, sono intervenuti diversi intellettuali tra cui lo storico Antonello Biagini , il critico Arnoldo Colasanti e i docenti Michele Prospero e Guido Vitiello. Tutti hanno focalizzato l’attenzione sull‘ideologia di Pasolini, che lo ha reso libero da qualsiasi condizionamento e un personaggio ‘scomodo’. Infatti l’intellettuale rifiutava l’adesione dei giovani alla borghesia e la centralità del consumismo simbolo di omologazione, elaborando il concetto di “dopo-storia” in chiave marxista. Nel primo video presentato, che è un autoritratto dell’autore, si sottolinea la rilevanza del sottoproletariato, cioè i lavoratori lontani dalle fabbriche, tramite le scene tratte dal film “Accattone“. Nella pellicola infatti si nota la sua idea di cinema fatta di rappresentazioni delle zone periferiche, dove domina il ‘dialetto’ e la spontaneità dei personaggi. A dimostrazione di ciò vi è proprio l’ossessione del volto per Pasolini, che deriva da una cultura pittorica piuttosto che letteraria. Il secondo filmato testimonia invece la critica dell’intellettuale nei confronti dell’arte popolare in senso estetico (prendendo come esempio la città di Orte) e l’importanza di difendere la tradizione. pier-paolo-pasolini-07
Nella seconda parte, presieduta dal docente Christian Ruggero, l’attenzione si è spostata sul mistero della morte del grande maestro, ucciso nell’idroscalo di Ostia senza un apparente motivo. Ad intervenire sono stati Franca Leosini, autrice dell’intervista al presunto colpevole Pino Pelosi, i docenti Giambattista Fatelli e Fabio Tarzia. In particolare ci sono stati due diversi approcci: la Leosini ha provato ad esaminare il caso dal punto di vista giornalistico, cercando la “verità assoluta”, il Prof. Tarzia ha analizzato un’ipotesi  complottistica, relativa alla stesura del libro “Petrolio“. L’intento della conduttrice era quello di sottolineare le ‘mezze verità’ del colpevole Pelosi, attraverso le domande mirate fatte nel programma “Ombre sul giallo”, riproposto agli studenti in aula. Tarzia, invece, ha evidenziato gli eventuali ‘temi scottanti’ contenuti nell’ Appunto 21 (del libro Petrolio) mai ritrovato e riguardante la figura di Eugenio Cefis.
Fatelli ha dato una visione d’insieme sulla figura di PPP , mai capita fino in fondo dai politici (sia di matrice conservatrice che progressista), dai cineasti e dai lettori di quel tempo. Ancora oggi, sempre secondo il docente, questo personaggio è incompreso e nessuno è stato in grado di raccogliere la sua eredità intellettuale, fatta di sincerità e semplicità in un’ottica tragica.
Pasolini si può così considerare un personaggio scomodo, eretico e quasi “un Cristo minore” per la sua continua sfida al sistema, che prima lo disprezzava ed oggi lo esalta in maniera fin troppo banale.

Articolo di Andrea Celesti e Luca Vincenzo Fortunato

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