Diplomacy: un evento all’insegna della meritocrazia

Il mondo è vostro: dovete costruirlo!“, questa è la frase-simbolo pronunciata da Franco Pavoncello, preside del John Cabot University, durante la conferenza sulla diplomazia. L’evento, tenutosi al Dipartimento di Comunicazione dell’Università “La Sapienza” e condotto da Michele Cucuzza, ha visto tra gli ospiti, oltre al già citato Preside, personalità importanti del mondo universitario tra cui Paola Sartorio , direttore esecutivo della ‘Full-Right Commision’,  Alberto Sangiovanni-Vincentelli, professore della ‘University of California at Berkeley’, insieme a due importanti figure politiche contrapposte come la segretaria della CGIL Susanna Camusso e il parlamentare PD Marco Meloni. Tutti loro hanno provato a fornire soluzioni per superare in maniera efficace la crisi del lavoro.
Ad aprire l’evento ci ha pensato il ‘padrone di casa’ Mario Morcellini, direttore del Coris, che ha focalizzato l’attenzione su due questioni fondamentali: l’emancipazione della donna e la questione giovanile, citando gli articoli 3 e 4 della nostra Costituzione, che rappresenterebbero i punti di partenza per superare la crisi. Nel suo discorso sono emerse le parole-chiavi della conferenza: leadership, merito e sviluppo sostenibile.
Il primo intervento è stato quello della Camusso, che si è incentrata sull’aumento della disuguaglianza provocata dalla crisi , alla quale far fronte tramite un maggior diritto allo studio (distaccato dal livello reddituale), un innalzamento dell’istruzione obbligatoria (‘fino a 18 anni’) e opportunità reali di lavoro, ricreando così un’armonia generazionale per competere con il resto del mondo.
Il professore Sangiovanni-Vincentelli ha voluto mettere al centro del suo discorso la meritocrazia, ponendo l’America come punto di riferimento. Lì infatti vi sono condizioni ottimali per esprimere il proprio potenziale attraverso un reale sostegno statale, che favorisce il proseguimento degli studi e l’entrata nel mondo del lavoro. Al giorno d’oggi, secondo il professore, è importante insegnare ad essere flessibili attraverso progetti di lavoro che rendono il giovane maggiormente versatile.
Secondo Pavoncello, è proprio l’assenza di meritocrazia che favorisce “la fuga dei cervelli”. Come soluzione l’università italiana, luogo di formazione per eccellenza, dovrebbe accompagnare i giovani affinché si massimizzino meriti e opportunità.
Questa fuga però può essere ‘temporanea‘ come dimostra il programma di Paola Sartorio, che è un’importante testimonianza dello scambio culturale Italia- Stati Uniti.
L’ultimo ad intervenire è stato il deputato Marco Meloni, che ha sottolineato come il diritto allo studio (Art. 34) sia il meno attivato dalla nostra Costituzione e da questo ne è derivato un forte immobilismo sociale. Per superare questa stasi, sempre secondo il parlamentare, bisognerebbe puntare su una politica più responsabile e competente che crei alternative valide e ‘cittadini partecipi’ per invertire la rotta.
La grande partecipazione degli studenti a questo convegno dimostra quanto essi vogliano far parte di un Paese dove domini la meritocrazia . Sta adesso all’Italia riuscire a creare presupposti pratici per rilanciarsi ed essere al ‘passo’ con i tempi.

Articolo di Andrea Celesti e Luca Vincenzo Fortunato

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