MALAMANERA? UNO STILE DI VITA!

Malamanera, vuol dire tutto e niente, può voler dire “Onestà” o può anche essere uno degli ultimi posti occupati di Milano; quello che sicuramente abbiamo capito dopo questa intervista è che si tratta pure di un gruppo, una band che suona per la voglia, l’armonia e l’amore di fare musica… Ecco, forse, per capire cosa voglia dire/essere Malamanera bisognerebbe ascoltarli, almeno 1 volta per ammirarli, 2/3 volte per gustarveli e, provare a capirli, 5/6 volte per amarli e 8/9 volte per riniziare ad ascoltarli per capire che cosa si stia ascoltando! Il gruppo è formato da 5 personaggi simpatici e genuini, un mix di pazzia e genialità:

Letizia Papi voce, Gianluca
Letizia Papi voce, Gianluca “Denny” De Vito chitarra e voce, Carmignani Jury basso, Emiliano Pasquinucci tastiere e fisarmonica, Leonardo Orlandi batteria

Letizia Papi come voce e compositrice insieme a Gianluca “Denny” De Vito chitarra, voce e anche lui compositore, Carmignani Jury bassista, Emiliano Pasquinucci tastierista e fisarmonicista, Leonardo Orlandi batterista!
Il viaggio dei Malamenera è iniziato quando ancora la band non era formata, tutti i membri già lavoravano in diversi gruppi, poi alla fine del 2013, “Denny De Vito” contatta Letizia per proporli di mettere insieme dei pezzi e iniziare questo viaggio. I Malamanera oltre ad essere un gruppo, forse sono qualcosa di più; uno “uno stile di vita”, ho provato a proporre, essendo molto pacati e umili, hanno cercato di aggirare la domanda con una risposta sbarazzina, però alla fine, il loro stile e modo di pensare è proprio da Malamanera: Onesti, Caldi e Aperti!

Come descrivereste la vostra musica in tre parole?

Rumba, Cumbia, Latin Reggae.

Aspetti della vostra vita?

Letizia: Sono irrequieta.  Non sopporto le mode, gli ipocriti e chi calpesta i sentimenti altrui. Essendone pieno il mondo è difficile non entrare in contatto  con queste categorie umane e quindi resta poco spazio per il buonumore. Sono affezionata a Oh Oh! perché è un riepilogo al contempo scherzoso e serio sul bisogno di sfuggire all’essere “fighi” a tutti i costi.

Gianluca: ho viaggiato tanto, diciamo che ho visto un “pezzo di mondo”, sono innamorato del Nicaragua, perché la dignità dei residenti mi è entrata nel cuore. Il mio gruppo preferito e di riferimento sono i Manonegra, a cui anche noi ci ispiriamo.

imageCosa provi quando canti?

Letizia: gli spigoli diventano rotondità, la paura diventa coraggio, la rabbia diventa amore.  Mi concedo di essere me stessa e mi metto a disposizione del pubblico.

Gianluca: Oigamé, è la canzone a cui sono più affezionato, è un inno a madre natura. Dovrebbe farci riflettere su quello che stiamo facendo alla natura, perché è come dire “Svegliamoci tanto lei ci passa sopra!”

Crisi musicale italiana?

Letizia: siamo tutti figli della crisi. La storia insegna che dalle crisi nascono idee per uscirne. Non ci resta che resistere e affidarsi all’onda creativa. Se ti riferisci alla crisi come fatto commerciale, credo che sia conseguenza delle nuove forme di comunicazione e canali di fruizione della musica. Probabilmente ad alti livelli, c’è anche un problema di qualità rispetto ad altre epoche: oggi vengono messi sul mercato fenonemi lampo, messaggi in cui è facile identificarsi. E’ nell’ambito della musica indipendente per trovare spazi di creatività e sperimentazione di valori più profondi.

Gianluca: in Italia è dura anche per il discorso della SIAE, perché i padroni dei locali sono troppo svantaggiati nel pagare questa “Tassa”, inoltre la rete ha creato un boom colossale, non si prova più ad ascoltare singoli gruppi e capirli, per via della quantità spropositata di gruppi presenti su internet. Credo poco nel discorso della crisi, la vita in sé è altalenante, il problema è che mostri sacri come De André, non siano più presenti in Italia, anche se giovani interessanti stanno uscendo. Diciamo che proprio nel mondo in questo momento, non solo in Italia, viviamo in un Medioevo poetico e sociale.

11907219_416650281874354_5251453851027024181_oSe fossi un politico?

Letizia: rispristinerei valori ormai passati di moda come la partecipazione e la vera democrazia, ritrovando un legame sano e fecondo fra cultura e politica. Ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa, a partire dal proprio ambito di vita;  soprattutto  i più  giovani che non devono perdersi d’animo,  anche se  comprensibilmente si sentono sfiduciati e tagliati fuori dalle decisioni che li riguardano.

Gianluca: non potrei essere un politico, perché non sarei felice. Immaginandomi una persona di potere, cercherei di contornami di persone ricche di buonsenso. Credo che in una società corrotta come quella di adesso, per essere leader, bisogna avere uno spessore umano dove chi comanda abbia vissuto, veramente, la povertà. José “Pepe” Mujica forse è stato l’ultimo.

12132563_426250334247682_4293529438168191726_oCosa pensate dell’Italia odierna?

Letizia: l’Italia odierna è ferita. Però ha tante risorse per rinascere, pensiamo al suo patrimonio artistico e culturale, alla bellezza del suo paesaggio, ai mille luoghi del suo territorio, alla varietà dei suoi prodotti e alla stessa musica. Ma servirebbe una maggiore coscienza delle nostre potenzialità e una politica diversa da quella da quella che attualmente ci stanno imponendo, preoccupata più degli aspetti finanziari che dei valori reali e dei bisogni effettivi della gente.

Gianluca: io credo che si sia perso di vista, come ho detto prima, il “buonsenso”,  la storia è un’altalena e adesso siamo in periodo globale oscuro.

Create uno slogan politico!

EVVIVA LE DIFFERENZE!!!

Ringrazio i Malamanera per la cordiale disponibilità a questa intervista. In bocca al lupo da parte di tutto lo Staff di Swift Brains Post.

Andrea Paone

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BOOKING: GIANLUCA 3703117087

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