NOTTINGHAM FOREST: DA BRIAN CLOUGH AI GIORNI NOSTRI

Storia fatta di periodi bui alternati a vittorie importanti quella del Nottingham Forest, che tra gli anni ’70 e gli anni ’80, con Brian Clough in panchina, ha vissuto il periodo di massimo splendore

Il Nottingham Forest Football Club può essere definito come uno dei più antichi club calcistici del mondo. Nel 1865 infatti fu fondato da un gruppo di sportivi locali che scelse come colore di rappresentanza il rosso in onore del celeberrimo generale italiano Giuseppe Garibaldi. Unitosi alla Football Alliance nel 1888, riuscì a  vincere il titolo nel 1892 venendo così ammesso nella First Division, campionato nel quale militò per diversi anni fino al 1906, anno della prima retrocessione. Dopo alcuni decenni passati tra prima, seconda e terza divisione, a fronte di varie promozioni e retrocessioni,  nel 1957 parve arrivare una prima svolta con una nuova promozione nel massimo campionato dove militò per tutti gli anni ’60, retrocedendo nel 1972 al termine di un’annata disastrosa.

Dopo un paio di stagioni, precisamente il 6 Gennaio 1975, venne ingaggiato colui che cambiò la storia del club: Brian Clough. Il tecnico inglese, affiancato tra il 1976 ed il 1982 dal suo storico vice Peter Taylor, venne chiamato dal Forest poco tempo dopo il suo esonero dal Leeds United, mai troppo amato dall’ allenatore. Dopo due anni di assestamento nella Second Division, arrivò il terzo posto nel 1977, che segnò l’inizio di un importante ciclo di successi e vittorie che fecero entrare Clough nel cuore dei tifosi del Nottingham. CloughLa prima stagione da neopromosso per il Nottingham fu trionfale: campionato dominato sin dalle prime fasi( i 64 punti conquistati ne sono una prova più che tangibile), con Liverpool e Manchester City che dovettero accontentarsi delle briciole. Ma il meglio arrivò nell’annata 1978-1979. Il campionato fu avaro di soddisfazioni per la truppa di Clough, che concentrò invece le energie per la Coppa dei Campioni.
Il risultato fu sbalorditivo tanto che da rivelazione, dopo aver superato Liverpool, AEK Atene, Grasshoppers e Colonia, diventò campione in carica battendo in finale la sorpresa Malmö per 1-0 grazie alla storica rete di Trevor Francis al 45esimo minuto di gioco. La stagione seguente il copione non cambiò, grazie ad un’ossatura di assoluto livello costituita, solo per dirne alcuni, da Peter Shilton, portiere protagonista assoluto anche in nazionale, lo stesso Francis, Joe Robertson e Kenny Burns. In quell’occasione fu l’Amburgo di Branko Zebec a cadere sotto l’armata “Reds”, con la rete decisiva dello scozzese Robertson, per un miracolo sportivo ancora oggi vivo nella memoria di tantissimi tifosi inglesi.10

Negli anni seguenti ci fu una lenta discesa che portò il Forest ad ottenere risultati altalenanti . Se negli anni ’80 si ebbero comunque delle discrete stagioni, culminate con le vittorie in League Cup e Full Members Cup del 1989 sempre sotto la gestione Clough, gli anni ’90 rappresentarono un continuo sali-scendi tra prima e seconda divisione, nonostante il bis ottenuto nelle due competizioni sopracitate nel 1990 e nel 1992. L’abbandono di Brian Clough nel 1993 significò la fine dell’era più vincente dell’intera storia del Nottingham e l’inizio di un lento declino culminato, nel 2005, con la retrocessione in terza divisione inglese. Questo fatto consegnò al Forest un record ben poco lusinghiero: l’unica squadra capace nella propria storia di vincere la Coppa dei Campioni e di retrocedere fino alla terza divisione nazionale. Ma si sa, il calcio a volte è anche questo.

Il resto è storia recente, che vede i “Garibaldi Reds” disputare la Football League Championship, ovvero la seconda divisione, dopo la promozione ottenuta nel 2008 sotto la gestione dello scozzese Colin Calderwood.  Anche le ultime stagioni hanno visto il Nottingham ottenere risultati altalenanti e ben lontani dai vecchi fasti. La speranza è che anche questa “nobile decaduta” del calcio inglese possa tornare nel giro di qualche anno a disputare la Premier League e perché no, magari giocarsi qualcosa d’importante.Nonostante tutto però, ciò che fecero Clough ed i suoi ragazzi rimarrà per sempre impresso nei libri di storia e nella memoria dei tifosi.

Matteo Perrini

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