Roma, ore 8. Quando il traffico diventa uno stile di vita.

Roma. L’Urbe, la nostra Capitale. Tre, quattro, forse cinque milioni di persone(*) che animano il cuore pulsante del Paese, e che ogni mattina si muovono da un capo all’altro della città, per lavorare, per studiare, per costruire il futuro dell’Italia, o per andare a fare colazione al bar e vedere la partita della Maggica. Su quattro milioni di persone, quante centinaia di migliaia si conteranno tra macchine, motorini, camion, autobus, biciclette, monopattini e veicoli della nettezza urbana, nel loro incessante scorrere, o rimanere bloccati, verso infinite mete?
Nelle loro menti, esiste un solo, nitido, pensiero.

Ci sarà traffico!roma-fila-2

Il Traffico, a Roma, assume una dimensione mistica, è uno stato mentale, quasi un luogo dell’anima; non ha distinzioni geografiche o territoriali, assume confini universali.
Nel Traffico il guidatore trova una palestra di vita per la pazienza e per l’autocontrollo; il romano medio che è costretto a uscire nei celeberrimi “Orari di Punta” sa già che rimarrà bloccato, e sviluppa negli anni l’istinto di conservazione.

Durante l’imbottigliamento impariamo a sopravvivere ascoltando la musica, mangiando, fumando, facendo amicizia con il vicino di traffico. A volte, troviamo spazio per un dialogo con la nostra dimensione interiore, per fare chiarezza col nostro sè, per pensare al passato e riflettere sul futuro.

Le decisioni più importanti della vita di un Romano vengono prese sul Raccordo, a passo d’uomo.

Ma come è noto, esistono diversi tipi di individui nel traffico:

  1. L‘Ansioso/Frettoloso, lui che ancora non ha capito che tanto non riuscirà mai ad arrivare dove deve arrivare in tempo, e che farebbe meglio a rassegnarsi e cambiare meta.
    Suona il clacson con disperazione, come se la celestiale melodia avesse il potere di far scomparire le altre autovetture o di far scattare il verde al semaforo (oltre a quello, ben noto, di far girare le palle persino a Sant’ Orsola).
  2. Il Presunto furbo (**), lui che si infila di qua e di là per sgusciare via dalle code, ed è decisamente meglio lui.
    Di solito compie le sue manovre rigorosamente senza l’utilizzo della Freccia e alla guida di un’autovettura di piccole dimensioni, come un camioncino della Volkswagen o una Lange Rover.
  3. Il Fantasista dell’improperio, lui che è ancora ben lungi dal raggiungimento del Nirvana, tira fuori tutta la sua vena umoristica nell’arte dell’inveire: è così che nascono veri capolavori dell’insulto da traffico alla romana.
    Per citarne solo alcuni tra più profondi e densamente religiosi: “Prova le luci che il clacson funziona”, in riferimento all’ irrazionale strombazzamento dell’individuo 1, e “Metti la freccia, che la usavano anche gli indiani”, rivolto alla guida poco ortodossa dell’individuo 2.

Gli individui 1 e 2 di solito non sono ugualmente creativi: rispondono all’individuo 3 con un semplice ed universale “Ma li mortacctraffico-romai tua!”

Fino qui, abbiamo delineato la situazione del traffico a Roma in circostanze normali.
Ebbene, signori, vi è una particolare condizione che rende questo fenomeno sociale ancora più estremo e parossistico: l’aggravante metereologica della Pioggia.

La Pioggia romana sembra avere il potere miracoloso di moltiplicare le macchine, di rendere fertile il suolo capitolino e di permettere alle autovetture di germogliare come funghi. Quando piove, il Romano medio si incatena al suo volante, dimentico di ogni altro umido mezzo di trasporto, ed è allora che nel tempo necessario per spostarsi dal Roma Nord a Roma Sud si potrebbe facilmente per raggiungere Caserta, con un giramento di palle decisamente inferiore.

La scusa: “Mi dispiace, ma pioveva e c’era traffico…” a Roma giustifica comprensibilmente ogni ritardo e intenerisce anche il datore di lavoro più intransigente.

Non mancano, però, durante il Traffico, momenti appassionanti.
L’emozione più forte è sicuramente quella che proviamo nei brevi momenti in cui sembra che si stia tornando a camminare a velocità normale. Timidamente… La mano scende sul cambio,dalla prima si passa alla seconda… Quindi, un momento di folle ebbrezza, la libertà ritrovata…La terza!Traffico

E’ una
sensazione quasi mistica, un orgasmo su quattro ruote, intenso ma di breve durata. Svolti la curva e già rallenti, mentre la familiare muraglia di motori compare di nuovo davanti a te.

Cosa sarebbero Milano senza la sua nebbia, Venezia senza i suoi canali, Roma senza il suo traffico?

Roma caput Mundi: se impari a sopravvivere al volante a Roma, potrai guidare in tutto il mondo.

Carlotta Varriale

*Comma Uno: Nessun romano sa con esattezza quanti siano i suoi simili.
**I veri furbi, ricordiamolo, sono quelli che partono a Luglio, per godersi Roma deserta ad Agosto.

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