Franco Zavaglia: dalla passione per il calcio al lavoro da procuratore sportivo

Persona di spicco ormai da svariati anni nel calcio professionistico italiano di tutte le categorie, partendo dalle giovanili per arrivare fino alla Serie A, Franco Zavaglia racconta ai microfoni di SwiftBrains la passione per quel pallone di cuoio che lo accompagna da trent’anni.

“Bene…tutti conosciamo Franco Zavaglia come ex allenatore e nel suo lavoro di procuratore sportivo e agente di moltissimi calciatori importanti, ma da dove partono gli esordi della sua carriera?”

“La carriera calcistica parte da Crotone, dove ho vissuto la mia infanzia e la mia giovinezza e dove ho iniziato a giocare a pallone. Sono venuto poi a Roma, dove ho iniziato a giocare per la S.S. Lazio. Dopo poco tempo però, mio malgrado, ho iniziato ad avere problemi alle ginocchia e sono stato costretto a smettere di giocare, tuttavia iniziando immediatamente ad allenare i giovani. Nel frattempo rimanevo ancorato e intrattenevo rapporti anche con le categorie superiori, fino a quando non è uscita ufficialmente la norma che i giocatori dovevano affidarsi ad un agente iscritto all’albo; ho fatto cosi l’esame per iniziare ad intraprendere anche questa professione e a tutt’oggi, dopo trent’anni circa, continuo a fare questo tipo di lavoro, anche se sicuramente questo è divenuto più difficile e complicato di prima”.

“Lei è stato anche agente per svariati anni del capitano della Roma Francesco Totti. Come ha scoperto un cosi giovane talento che sarebbe poi diventato un simbolo e una pietra miliare del calcio italiano?”

Io facevo l’allenatore a quei tempi in una società di dilettanti, mi sembra che fosse la promozione della Rustica e prima di una partita della squadra che allenavo svoltasi al campo del Savio in cui affrontavamo la Fortitudo, c’era un incontro di una categoria di bambini e in mezzo a questa partita vi era anche Francesco Totti che correva per il campo con i suoi capelli biondi, mingherlino e scattante. Mi informai con il responsabile della Fortitudo che si chiamava se non erro Armando e lo trovai al suo negozio di abbigliamento in via Ventuno Aprile, mi diede tutti i riferimenti e le informazioni su di lui e poco dopo contattai la famiglia del giovane fuoriclasse“.

“ Ed è lei stesso che lo portò poi ad iniziare la sua storica carriera nella Roma?”

Inizialmente lo portai a giocare alla Lodigiani e dopo un periodo di circa due-tre anni la Lodigiani lo aveva ceduto alla Lazio. Per lui che dormiva con la foto di Giannini dietro il letto sicuramente non era molto gradito questo trasferimento, cosi insieme al padre di Giannini, all’epoca responsabile del settore giovanile della Roma, e al lavoro di Raffaele Ranucci, siamo riusciti a portarlo in seguito a giocare per i giallorossi“.

intervista procuratore“E come mai in seguito terminò il rapporto lavorativo con il capitano della Roma?”

Il nostro rapporto lavorativo terminò a causa di alcune persone scorrette che si sono messe in mezzo e hanno fatto di tutto per cercare di farci discutere. Comunque io anche ad oggi ho un buon rapporto sempre sia con lui che con la sua famiglia“.

“Parliamo di attualità calcistica. Un suo parere ad oggi su quale squadra di Serie A, in questo inizio di campionato, è avvantaggiata e più propensa alla vittoria finale dello scudetto?”

Diciamo che è ancora un po’ presto. Non è una questione di essere avvantaggiati o meno, dato che le squadre si sono tutte restaurate e di questo chi ne sta raccogliendo i risultati in modo rapido sono il Napoli e la Fiorentina; quest’ultima ha giocatori anche importanti e interessanti ed io ero sicuro già all’inizio della stagione che la squadra viola avrebbe intrapreso un ottimo campionato. Ancora le posizioni non sono ben definite, ma ad oggi ci sono quelle cinque o sei squadre che sono Fiorentina, Napoli, Roma, Lazio, Juventus e forse l’Inter che possono ambire tutte alla conquista dello scudetto. Bisognerà sicuramente valutare la maturazione dei ragazzi che sono nelle diverse società: se andiamo a guardare la Juventus, la società si è rinnovata abbastanza, sono andati via giocatori importanti e sono arrivati altrettanti giovani bravi, per cui prima di prendere le misure del campionato italiano, che probabilmente non sarà il più bello del mondo ma è sicuramente il più difficile, passerà del tempo dato che la Juventus ha giocatori forti, ma come ho detto quasi tutti giovani, essi devono sentire quali sono le difficoltà del campionato italiano e quali sono le difficoltà per un giovane giocare in un club importante come la Juventus“.

“A proposito di giovani, lei è anche molto presente nell’ambito delle giovanili e dei campionati minori: segue talenti e ha dei collaboratori che operano come talent scout o sta seguendo giovani promettenti?”

Da qualche anno per la storia della mia compagnia, la #GeaWorld, mi sono dovuto difendere da tutto e da tutti. Ho quindi leggermente tralasciato il mio lavoro di scouting che ho sempre svolto ed al quale sono affezionato in modo particolare, dato che in passato la maggior parte dei giocatori che uscivano da Roma venivano gestiti dal sottoscritto e abbiamo fatto le fortune di molti giovani. Solo da un paio d’anni mi sono ributtato nella mischia e ci sono giovani delle annate 93’-94’-95’ di cui da qui a qualche anno si parlerà in modo positivo“.

“Concludo nel domandarle se ha obiettivi futuri o comunque a lungo o a breve termine per la sua carriera lavorativa…”

Sono tanti anni che svolgo questo lavoro e un po’ mi sono invecchiato. Preferirei anche cercare di cambiare attività e la mia ultima aspirazione è quella di diventare dirigente di una società di calcio e spero prima di terminare la mia carriera di riuscire“.

Articolo di Francesco Tripputi

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