5 COSE DA VEDERE A BOLOGNA

Fra le tante città d’arte italiane non può che essere presente anche Bologna, capoluogo dell’Emilia-Romagna e da sempre uno tra fiori all’occhiello del nostro paese
Durante un soggiorno fuori sede non si può fare a meno di visitare i monumenti principe della città in cui ci si trova, soprattutto se si tratta di un posto che ha molto da offrire artisticamente parlando, e Bologna non fa certamente eccezione. Uno dei primi luoghi che viene in mente pensando alla città emiliana è sicuramente Piazza Maggiore, da sempre centro nevralgico del capoluogo. piazza-maggiore-bolognaAl suo interno possiamo trovare elementi interessanti come la Fontana del Nettuno, nella parte ovest il Palazzo Comunale, detto anche D’Accursio e risalente ai primi anni del ‘300, e ad est il Palazzo dei Bianchi, opera d’origine cinquecentesca. La piazza, dopo varie ricostruzioni, assunse definitivamente attorno al 1400 la sua forma quadrata che la caratterizza ormai da secoli.

All’interno del centro storico è situato anche un altro luogo d’interesse quale la Basilica di San Petronio, che rappresenta la chiesa più importante della città, nonché quinta chiesa più grande a livello globale. I lavori per la sua costruzione iniziarono attorno al 1390 e richiesero l’impiego di molto tempo e spazio, tanto da causare la demolizione di edifici privati e di ben otto chiese. Questo importante monumento costituisce inoltre l’ultima opera di carattere gotico realizzata nel nostro paese e fu per lungo tempo utilizzata per svolgere svariate attività. Fu impiegata come tribunale, ma anche per celebrare cerimonie varie. Nel 1929 tuttavia, con l’avvento dei “Patti Lateranensi”, la Basilica andò sotto il controllo della Diocesi. Meritevole di menzione è anche la “Meridiana” realizzata da Giovanni Domenico Cassini ed atta a dimostrare il moto della Terra attorno al Sole, sfatando la credenza popolare che sosteneva l’esatto contrario.

Un altro simbolo di Bologna sono sicuramente le due Torri, denominate “Torre degli Asinelli” e “Torre della Garisenda“. Appartengono ad un ridotto gruppo di torri risalenti al XII e XIII secolo presenti in Italia. La prima, che prese il nome dalla famiglia di origine nobile, venne realizzata fra il 1109 ed il 1119 e fu utilizzata principalmente per scopi militari come torre di avvistamento per difendere la città. torre-asinelli-bolognaLa “Torre degli Asinelli” garantisce inoltre la visione completa del capoluogo al raggiungimento della sua vetta, distante ben 97,20 metri dal suolo. Riguardo alla Garisenda non si hanno moltissime notizie se non che appartiene anch’essa allo stile gotico, risulta più bassa di 47 metri rispetto a quella degli Asinelli e non risulta visitabile.

La Basilica di Santo Stefano, situata in Piazza Santo Stefano, accoglie un complesso di chiese tra le quali la Chiesa del Crocifisso, la Basilica del Sepolcro e la Chiesa San Vitale e Sant’Agricola, oltre al noto cortile di Pilato, solo per dirne alcune. Questi edifici molto antichi, pur essendo stati realizzati nello stesso arco di tempo, sono riconosciuti come alcuni tra quelli più interessanti e meglio conservati dell’intera città bolognese. Diversi studiosi sostengono che il progetto originario della Basilica risalga addirittura al V secolo per merito del vescovo Petronio che, a seguito di un viaggio a Gerusalemme, volle riprodurre i monumenti della città israeliana anche a Bologna. Questo complesso, inizialmente costituito da 7 chiese, attualmente ne annovera 4.

Ultima, ma non meno importante, è Porta Saragozza, che prende il nome proprio da via Saragozza, situata all’incrocio con i viali di Circonvallazione. Essa fu costruita nel XIII secolo ed a partire dal 1334 le fu integrato un punte levatoio. Solo dal 1634 però ha raggiungo uno stato d’importanza tale da essere considerata una delle attrazioni principali, il tutto a seguito alla costruzione di un portico che conduce fino al Santuario della Madonna di San Luca. 1024px-Bologna_-_Porta_Saragozza_(1_of_1)Porta Saragozza ha assunto la struttura attuale grazie ad un’importante ricostruzione avvenuta a cavallo tra il 1857 ed il 1859 per merito dell’architetto Enrico Brunetti Rodati, che guidò i lavori ed affidò in seguito il completamento della struttura all’architetto Giovanni Mengoni, al quale va il merito di averne modificato l’assetto originario. Sul suo lato esterno, più precisamente nella zona centrale, è posta una lapide con su scritto: “MDCCCLIX // QUESTA PORTA // AMPLIATA E COMPIUTA PER OFFERTE CITTADINE // A NOSTRA DONNA DI S. LUCA // PROTETTRICE SUPREMA DI BOLOGNA // SI VOLLE DEDICATA”. 

Di monumenti a Bologna ce ne sono parecchi e tutti con un’importante storia alle spalle. Di sicuro gli appassionati d’arte non rimarranno delusi da questo luogo che è considerato uno dei maggiori patrimoni artistici nostrani, oltre che il simbolo della Romagna. D’altronde se questa città è una delle più importanti d’Italia non è un caso.

Matteo Perrini

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