LEEDS: DAL SUCCESSO ALLA RINASCITA

La storia del Leeds United ha vissuto momenti di gloria, specialmente a cavallo fra gli anni ’60 e gli anni ’70, e lenti declini. Il tutto in un susseguirsi di eventi che hanno segnato intere generazioni di tifosi

Fin dalla sua fondazione, avvenuta ufficialmente nel 1919 dalle ceneri del Leeds City, il club dello Yorkshire ha alternato periodi propizi e vittoriosi ad altri di assoluta crisi e declino.  Nell’Agosto del 1920 disputò il primo campionato di Seconda Divisione esordendo con una sconfitta rimediata dal Port Vale col punteggio di 2-0. L’arrivo in Prima Divisione avvenne ufficialmente nel 1924, salvo poi retrocedere appena due anni dopo. Dopo aver conquistato per due volte la promozione dalla Seconda alla Prima Divisione durante il periodo precedente alla Seconda Guerra Mondiale, il Leeds ricominciò la sua attività soltanto nel 1947 in un’annata che verrà per sempre annoverata fra le peggiori della sua storia a causa di una nuova retrocessione.

Anche gli anni ’50 non furono molto redditizi nonostante la presenza del futuro campione bianconero John Charles. Il “Gigante Buono” guidò comunque i “Whites” ad una nuova risalita. Charles era tanto importante per la compagine dello Yorkshire che la sua cessione indebolì non poco la rosa e contribuì alla retrocessione del 1960. Nessuno però immaginava chi stesse per sedersi sulla panchina del Leeds e ciò che sarebbe stato capace di ottenere. Questo signore inglese dall’aria burbera e seriosa ha un nome ben preciso: Don Revie.Don-Revie Il suo approdo si rivelerà determinante per la causa dei “Whites”, all’epoca in seconda divisione ed invischiati nella lotta per non retrocedere. Revie non solo salvò la squadra ma nel giro di 4 anni, precisamente nel 1964, seppe riportare il Leeds ai livelli che più gli competono. Ciò che accadrà negli anni successivi rimarrà per sempre nella storia del club: due scudetti, 1969 e 1974, una FA Cup nel 1972, una League Cup nel 1968 e ben due Coppe delle Fiere, la prima sempre nel 1969 e la seconda nel 1971, unite al Charity Shield conquistato nel 1970. Il tutto ovviamente impreziosito da varie finali, tra le quali ne spicca una organizzata dall’UEFA per la definitiva conquista della Coppa delle Fiere nel 1971 e terminata 2-1 per il Barcellona. Uno dei trascinatori della squadra fu il capitano Billy Bremner, al quale fu in seguito dedicata una statua fuori dall’Elland Road, lo stadio del Leeds.

Il dopo-Revie fu a dire il vero avaro di soddisfazioni per la compagine dello Yorkshire la cui dirigenza ebbe l’idea di tesserare come allenatore nientemeno che Brian Clough, acerrimo rivale di Revie e per questo inviso a gran parte dei giocatori, che ne causeranno l’esonero dopo appena 44 giorni dal suo approdo. L’arrivo di Jimmy Armfield sulla panchina del Leeds risollevò la squadra e contribuì a portarla al raggingimento di una storica finale di Coppa dei Campioni in cui gli inglesi furono però sconfitti dal Bayern Monaco col punteggio di 2-0. Proprio quella sconfitta, forse inaspetatamente, segnò l’inizio di un declino che sarebbe durato diversi anni e culminato con la retrocessione avvenuta nella stagione 1981-1982 sotto la gestione di Allan Clarke. Per ammirare una ripresa bisognerà attendere fino al 1990, ottenuta grazie soprattutto al grande lavoro di Howard Wilkinson, culminato con la conquista dello scudetto nel 1992 per merito, fra gli altri, di un giovane Eric Cantona. Leeds_United_2069836cNegli anni a venire la squadra, che nel frattempo perse l’esonerato Wilkinson, alternò stagioni positive ad altre assolutamente da dimenticare, nonostante un filotto di buoni piazzamenti ottenuti a cavallo tra i due millenni, grazie anche all’acquisto di giocatori di sicuro affidamento quali la punta australiana Mark Viduka, Alan Smith ed il futuro asso del Manchester United Rio Ferdinand. Sotto la gestione O’Gray infine, il Leeds raggiunse un’importantissima semifinale di Champions League, nella stagione 2000-2001, persa nel doppio confronto col Valencia di Hector Cuper. Dal 2002-2003, anche complice la grave crisi economica che colpì il club, le cose iniziarono velocemente a precipitare e l’anno successivo arrivò un’inattesa quanto deludente retrocessione, che diede inizio ad una lenta e inesorabile discesa fino alla Football League One, ovvero la terza divisione inglese. mark-viduka-leeds-united_10fzbaptmqfpi11fbws8q6dbm7

Il resto è storia recente, nella quale i “Whites” hanno dato inizio ad una lenta risalita che li ha portati fino alla Championship, dove negli ultimi anni la squadra si è assestata verso la metà classifica. Inutile dire che sono ben lontani i fasti di Don Revie ed i tempi d’oro di Wilkinson. Fatto sta però che questa discesa, seppur dolorosa, non ha minimamente intaccato il prestigio di cui gode il Leeds United dal momento della sua fondazione. Probabilmente ci vorrà ancora qualche anno prima di poter tornare ad ammirare il Leeds di un tempo, ma ciò non toglie l’affetto dei suoi tifosi e la simpatia provata da molti sportivi per questa compagine da troppo tempo lontana dal calcio che conta. Ma nel calcio di sorprese ce ne sono state tante, e chissà che il Leeds United non decida di farcela.

Matteo Perrini

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