I selfie uccidono più persone degli squali: nel 2015 già 12 vittime

I dati allarmano tant’è che in Russia il Ministero degli Interni ha messo in guardia i cittadini sugli autoscatti più pericolosi

E’ innegabile che il selfie sia la moda del momento. Il fenomeno ha coinvolto praticamente tutti, dalle persone qualunque fino ai vip, tanto da diventare una vera e propria “mania” diffusa in tutto il mondo. Nessuno ormai rinuncia ad un autoritratto da condivide sui social per ottenere il “like”. C’è chi per fare questo è disposto a tutto, anche a mettere in pericolo la propria vita. Nel 2015 sono 12 i morti registrati a causa di incidenti legati ai selfie e il trend non sembra rallentare. Ma non è tutto: secondo il blog statunitense “Mashable”, le morti per gli “autoscatti estremi” supererebbero quelle provocate dagli squali, che in questo anno sono state 8.selfie pericolosi I dati allarmano e non poco.

Di recente, il Ministero degli Interni russo ha pubblicato un opuscolo per avvertire i cittadini sul pericolo di alcuni selfie, con tanto di segnali di divieto. “Prima di scattarsi una foto con il cellulare, le persone dovrebbero pensare che rincorrere i like potrebbe farli morire e che la loro ultima foto estrema potrebbe uscire postuma“, ha dichiarato il Ministero degli Interni russo. In alcune parti del mondo sono stati presi dei provvedimenti in proposito: a Pamplona è vietato il selfie durante la corsa dei tori, mentre alcuni parchi naturali degli Stati Uniti sono stati chiusi perché alcuni turisti volevano farsi delle foto con gli orsi.

L’ultima vittima un 66enne giapponese, che è caduto all’indietro mentre cercava di farsi un autoscatto con lo sfondo del tempio indiano “Taj Mahal”. Ma non è certo un caso isolato: in Spagna un uomo è morto mentre cercava di farsi un selfie in corsa con i tori, due russi hanno perso la vita sugli Urali per cercare di fotografarsi con una granata, una ragazza ha subito una scossa mortale sul tetto di un treno proprio quando stava per scattare. Pensare che delle persone siano morte a causa di una foto fa riflettere sulla società di oggi, dove non c’è più limite alla stupidità, l’unica cosa che conta è apparire, condividere con gli altri quello che si sta facendo, senza un minimo di privacy.

Articolo di Andrea Celesti

 

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