L’ITALIA E GLI ITALIANI, POPOLO DI…

#Renzi, #SerieA e #MissItalia (Hashtag mania). Questa è l’Italia odierna? Io dico di NO!

“…Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori e di trasmigratori…

garibaldi satiraCosì è scritto nella facciata del Palazzo della Civiltà Italiana. Purtroppo, forse, non lo siamo più o/e non lo ricordiamo. Negli ultimi mesi siamo riusciti solamente a parlare del confronto tra Renzi – Salvini, due grandissimi “statisti” italiani, attivissimi sui social, meno nel frangente politico. Serie A, ecco l’altro secondo nostro, immenso, problema:

Gli italiani perdono le guerre come una partita di calcio e le partite di calcio come le guerre“.

Churchill

Il britannico aveva e ha tutt’ora ragione. Arriviamo all’attualità, tutti contro Miss Italia. Le sue esternazioni, per quanto sbagliate, sono dettate dal tempo e la cultura che è presente nel “bel paese” odierno. Una volta, esisteva lo spirito al sacrificio, c’era una morale e la voglia di costruirsi un futuro. Una volta andare in televisione era un mestiere, una volta fare il giornalista era una vocazione, una volta le vallette erano vallette, una volta il politico era un politico, una volta… una volta quando? cantava Vasco.aaq123dd

I problemi dei tedeschi e dei francesi, per quanto gravi siano, impallidiscono di fronte alle difficoltà in cui si dibatte l’Italia, la società bloccata per eccellenza nel vecchio continente. Nel 1987 l’Italia annunciò ufficialmente di aver superato la Gran Bretagna nella classifica del PIL. Oggi l’economia italiana è pari solo all’80% circa di quella britannica. Il debito pubblico oltrepassa il 100% del PIL, spendiamo, ogni anno, il 4,5% delle nostre entrate per rimborsare gli interessi. Negli ultimi 30 anni le nostre politiche hanno costruito industrie vulnerabili alla concorrenza estera, come il tessile, l’abbigliamento e il comparto mobile. Le università italiane sono sovraffollate fino alla saturazione, le riforme sono state di basso livello e i fondi per la ricerca sono ai minimi storici. Senza cambiamenti strutturali e voglia di superare questo momento l’Italia rischia di rimanere impantanata in questo limbo. L’Italia è pure il paese con più scioperi d’Europa, ma neanche un cambiamento. Se guardiamo le date degli scioperi, vengono effettuati (la maggior parte delle volte) il venerdì. La presenza degli scioperanti è, quasi sempre, ridotta.

I Social in poco tempo sono, quasi, riusciti a standardizzare la popolazione. Un politico è politico solamente se ha un valido addetto stampa che ne cura la comunicazione. Un calciatore farà parlare di sé più su Twitter che nel rettangolo verde. Una Miss con tante affermazioni senza senso.

Gli italiani non pensano, sognano, osano più. Siamo un popolo controllato, “Mi piacerebbe nascere nel ’42, così potrei toccare la guerra. Tanto so’ donna non dovrei farla“. Frase infelice, ma analizzandola meglio, potremmo definirla l’archetipo perfetto delle nuove generazioni. Per questo dovremmo spremere le meningi e, provare, ricordarci del nostro passato. Essere italiani non è solamente figure barbine in giro per il pianeta, essere italiani dovrebbe essere un onore e un onere. Dovremmo ricordarci di essere italiani anche quando non gioca la nazionale!

1246757524Perché essere italiani significa essere considerati le perle del mondo…
Siamo ammirati ed invidiati da tutti. Dopotutto chi ha la nostra storia? Chi ha la nostra cultura? Chi ha la nostra cucina? La nostra arte? La nostra letteratura? Nessuno! Questa è la risposta, questa è la chiave, ed è per questo motivo che, in Italia ed all’estero, dobbiamo essere fieri di essere italiani!

Rendiamoci conto che in passato esisteva il detto “Roma caput mundi” (Roma capitale del mondo) riferendosi a quella che ora si trova ad essere la capitale di questo Stato; pensiamo anche agli illustri personaggi che nel passato hanno lasciato un segno significativo (Leonardo da Vinci, Michelangelo, Cristoforo Colombo, Dante Alighieri, Guglielmo Marconi, Marco Polo, Galileo Galilei…); accontentiamo il nostro palato con una buona pizza, un piatto di pasta e un bicchiere di vino italiano, che ovunque cercano di imitare, ma che solo noi siamo in grado di preparare fedelmente; indossiamo capi d’abbigliamento targati “Made In Italy”; ammiriamo vere ricchezze artistiche da noi conservate…

Tutti questi esempi sono riconosciuti nell’intero pianeta, e per noi rappresentano semplici simboli abitudinari, ma che dovremmo imparare a valorizzare maggiormente.

Valorizzare… si usa spesso questo vocabolo, ma mettiamolo in atto! Abbiamo tante ricchezze, sfruttiamole e vantiamocene! Ma eseguiamo questo in maniera umile, e non provocatoria.

Dunque essere italiani significa essere orgogliosi di chi prima di noi è riuscito a formare ed a tramandarci il patrimonio che ancora oggi ci appartiene; direi che a questo punto bisognerebbe solo cercare di migliorare questo Paese in modo tale da non vergognarcene e da non dover scappare in altri Stati a mangiare un piatto di pasta per ricordare che “Dove c’è Barilla c’è casa”.

Andrea Paone

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2 pensieri su “L’ITALIA E GLI ITALIANI, POPOLO DI…

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