Scandalo Volkswagen: fine della macchina del popolo?

Volkswagen: “veicolo del popolo” dal 1937 fino al..2015. Si può indicare così il lasso di tempo nel quale la casa produttrice tedesca ha seguito la sua vocazione di “trasportare il popolo ” seguendo i criteri di trasparenza e sicurezza. La sua perdita di credibilità, infatti, è datata 18 Settembre 2015, quando la EPA (Agenzia Federale per la protezione ambientale Americana) ha scoperto il software usato dalla casa automobilistica tedesca per raggirare le norme anti-inquinamento di cui nessun automobilista era a conoscenza.

I dubbi sulle irregolarità erano già sorti nei mesi precedenti dopo alcuni test ritenuti “strani” dall’Agenzia, ma erano stati coperti dal colosso tedesco con la scusa dei problemi tecnici. Questi fantomatici problemi si erano protratti per troppo tempo

Picture dated 1966 of the assembly line of the Volkswagen beetle plant in Wolfsburg, Germany. ANSA
Picture dated 1966 of the assembly line of the Volkswagen beetle plant in Wolfsburg, Germany. ANSA

alimentando le polemiche e arrivando fino alle minacce riguardanti il mancato rilascio di licenza per il 2016 se non fossero stati chiariti: le scuse sono state scavalcate dalla scomoda verità. L’imbroglio ‘risiedeva’ nei motori Diesel di alcuni modelli (Gold, Passat e Audi A3) attraverso un dispositivo che riduceva le emissioni dei gas inquinanti (l’ossido di azoto,componente dello Smog) se sottoposti a test con il dinamometro. Esso riusciva di fatto a “nascondere” valori al di sopra della media consentita che si sono rivelati essere superiori a 40 volte. Le macchine coinvolte sono 11 milioni, ma le varie inchieste Europee di questi giorni potrebbero far aumentare questo numero.

Di fronte a questa situazione il presidente Winterkorn ha diramato un comunicato di scuse e di piena collaborazione, ma adesso le parole servono a poco. Il crollo in Borsa, il probabile processo penale e la salatissima multa (forse di 18 miliardi) in arrivo rischiano di compromettere l’azienda a tal punto da vedere lo spettro del fallimento. I motivi di questa follia industriale sono oscuri, ma agli occhi delle persone possono essere racchiusi nel solito pensiero del capitalismo aggressivo che abbatte ogni ostacolo di natura umana e immateriale per raggiungere il bene materiale per eccellenza: il profitto.

Luca Vincenzo Fortunato

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