Eurobasket 2015: emozioni uniche andando a canestro con gli azzurri.

Grandi aspettative e dura realtà

A fine estate eravamo in molti ad essere emozionati per questi europei di Basket. Io ammetto subito la mia profonda ignoranza della pallacanestro europea: in realtà ho iniziato a seguire l’Italia del Basket agli europei in Slovenia solo due anni fa.

Ad agosto-settembre 2013, nonostante le assenze, quei ragazzi guidati dall’immenso Gigi Datome e da Marco Belinelli mi avevano fatto appassionare anche alla palla a spicchi giocata su questo lato dell’Atlantico facendoci vedere grandi cose. Indimenticabili le parodie de “La Gionata Tipo” sulle caratteristiche dei giocatori, per cui ti innamoravi anche di personaggi che conoscevi a malapena.Alessandro_Gentile_EuroBasket_2015-wikimedia-14set2015

Quest’anno tutti gli addetti ai lavori parlavano di una grande Italia, con immenso potenziale tecnico.

Il discorso era: “Abbiamo tutti gli italiani in Nba a disposizione, più tanti talenti di alto livello in Europa, possiamo giocarcela con tutti.”

In più, oltre al dato tecnico si aggiungeva un ricorso storico curioso e stimolante. Il primo europeo vinto dall’Italia risaliva al 1983, a Nantes, contro la Spagna. Sedici anni dopo abbiamo vinto di nuovo in Francia, di nuovo contro la Spagna. E ora, nel 2015, eravamo ancora una volta a sedici anni da quel grande risultato, con il mitico Flavio Tranquillo a commentare, come nel 1999.

In realtà, da subito ci siamo dovuti rendere conto che il talento dei singoli non basta, perché in campo ci vanno le squadre; e in più occasioni la mancanza di organizzazione italiana, dovuta al poco tempo trascorso insieme, si è fatta sentire.

L’esordio con la Turchia ci ha rimesso subito con i piedi per terra. Nonostante i favori del pronostico, i turchi si dimostrano più organizzati, e non basta nemmeno la straordinaria prestazione sopra i 30 punti di un immenso Danilo Gallinari.

E, se ciò non bastasse, a confermare le difficoltà del team italiano è arrivata la vittoria di misura e molto sofferta con l’Islanda, considerata da tutti la squadra più abbordabile in un girone molto duro.

A quel dovevamo reagire: l’avversario seguente era la Spagna di Gasol allenata da Scariolo; una squadra di fenomeni che in questi anni ha vinto tutto. E l’Italia non sembrava messa affatto bene, con il capitano Datome fuori dall’europeo per infortunio.

L’apertura del telegiornale sportivo è dedicata all’Italbasket: ci stanno facendo sognare!!!

La partita con la Spagna si è rivelata un qualcosa di leggendario. Siamo riusciti a competere, e perfino a battere, una delle grandi favorite dell’Europeo, esaltando i nostri talenti offensivi come finora non era mai accaduto. Il segreto di questa squadra veniva riassunto da Belinelli nell’intervista post partita: “Non abbiamo mai mollato!!” Questo è stato il segreto della vittoria azzurra: mettere in campo tutto il cuore e la voglia di vincere, cercando di sopperire ai limiti difensivi dei singoli.

Ecco gli highlights della partita:

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La partita decisiva per passare il turno, ed accedere agli ottavi, è però quella successiva, in cui dobbiamo affrontare i padroni di casa della Germania. E la cosa straordinaria è che riusciamo a confermare la prestazione con la Spagna, questa volta andando ai supplementari. E ancora una volta nei momenti difficili il talento e il cuore dei nostri ha la meglio sugli avversari.

Qui gli highlights della partita:

sempre accompagnati dal commento emozionante e significativo di Flavio Tranquillo.

Siamo una squadra che per competere ad alti livelli deve giocare al massimo della tensione, e concedersi spesso forzature e “improvvisazioni”, possibili solo perché si è creata una fiducia reciproca tra i giocatori. Purtroppo le forzature talvolta possono salvarti ma in altri casi ti fanno cadere.

La sconfitta con la Serbia nell’ultima partita del girone si è dimostrata ininfluente e contro Israele è arrivata quella consacrazione che ci fa superare senza troppe difficoltà gli ottavi.

Ai quarti abbiamo incontrato una nostra bestia nera: la Lituania. Un paese di tre milioni di cittadini completamente dediti al basket. Finora non avevano fatto un buon europeo per i loro standard, ma restavano comunque una squadra temibile, con giocatori dal talento notevole come Valanciunas e Maciulis.

La partita è stata bellissima, con le due squadre al loro meglio. Purtroppo nei momenti decisivi – sul finale dei tempi regolamentari e durante i supplementari – i lituani si sono dimostrati più bravi di noi a gestire le difficoltà e a sfruttare le debolezze dell’avversario.

Qui gli highlights:

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Analisi e prospettive

Dopo la sconfitta, molti giornalisti, commentatori e semplici tifosi che erano saliti, sul carro del vincitore, si sono affrettati a prendere le distanze e a trovare un colpevole. Ma il punto è semplice: non c’è un colpevole, siamo in un percorso di costruzione del gruppo, e la nostra forza deve venire da questa consapevolezza: se continuiamo su questa strada, con questo talento, possiamo fare grandi cose.

Ci sono gruppi con pari talento, o addirittura superiore, che giocano insieme da molto più tempo, si conoscono a memoria e sono uniti dall’aver vissuto insieme vittorie e sconfitte. E dovremmo sempre tenere a mente che, per le nazionali, gli automatismi formati molto lentamente faranno sempre la differenza nei momenti chiave.

La cosa straordinaria della prestazione italiana è stata, infatti, che nonostante questo gruppo abbia giocato pochissimo insieme sia riuscito comunque a dare ai tifosi delle soddisfazioni notevoli, colmando con talento dei singoli messo a disposizione del gruppo.

Berlino Berlin Eurobasket 2015 Group B Italia Serbia 10.09.2015 Nella foto: Danilo Gallinari Foto Ciamillo
Berlino Berlin Eurobasket 2015 Group B Italia Serbia
10.09.2015
Nella foto: Danilo Gallinari
Foto Ciamillo

A differenza dell’Europeo in Slovenia del 2013, l’uscita dalla competizione non ci ha fatto perdere la concentrazione, per centrare l’obiettivo di qualificazione alle prossime olimpiadi. Nonostante il dispendio di energie e il calo nervoso siamo riusciti a giocare una discreta partita con la Repubblica Ceca, entrando direttamente nelle qualificazioni preolimpiche  tra le prime sette squadre europee. Un’altra uscita convincente, che dimostra che si sono fatti passi importanti, che il gruppo c’è e vuole vincere.

Nel frattempo la Lituania, con cui siamo stati testa a testa, è in finale con la Spagna. Questo da una parte ci dice sia che potevamo esserci noi, ma soprattutto che siamo usciti con un avversario che nei momenti decisivi si è dimostrato di altissimo livello. Saremmo potuti arrivare fino in fondo, magari addirittura all’ora, ma questo avrebbe cambiato poco le carte in tavola. Siamo in un percorso di crescita e dobbiamo esserne consapevoli, d’altra parte non possiamo nasconderci che le vittorie aiutano. Eloquente su questo Gallinari, dopo la sconfitta con la Lituania: “Ci siamo rotti le balle di perdere!” Quindi godiamoci la finale, e speriamo che la crescita vada avanti.

Nicola Cucchi

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