“Mamma li Turkish!!!”

“Ci vuole orecchio” La musica ti fa viaggiare anche se stai fermo

Le nostre storie, i più importanti passaggi della vita, escono quasi sempre fuori dalle date convenzionali. Il mio “nuovo anno”, per esempio, è iniziato il 4 settembre 2014, quando mi sono trasferito a New York per tre mesi, e si è concluso il 18 luglio quando sono tornato a casa dopo sei mesi “out on the street again” a Roma.

Delle tante esperienze fatte in questi mesi quella che mi va di condividere è quella musicale. Prima New York e poi Roma mi hanno “regalato” tanta musica dal vivo di alto livello, suonata sia da grandi nomi – come Rokia Traoré, Lee Ritenour, Third World, Joan Baez, Mike Stern – che da band in ascesa, come Roots of Creation, Kinobe and the Wamu Spirits sentiti a NY, e Eneri, Carlo Valente e tanti altri cantautori conosciuti a Roma).

Insomma, non mi aspettavo altrettanto dal ritorno nella provincia, invece l’estate marchigiana mi ha regalato tante scoperte musicali, e tanta buona musica con i molti festival che animano l’estate: Monsano Folk Festival, i tanti jazz festival, San Severino Blues e l’Adriatico Mediterraneo.

Proprio nella mia città, Ancona, a fine estate, nella splendida cornice dell’Arco di Traiano mi capita di ascoltare questo gruppo di marchigiani: i Turkish Cafè. La prima impressione, che mi ha stupito, è che avrei tranquillamente potuto sentirli nei locali frequentati a Roma o New York.

In realtà non li sono andati a sentire per caso. Visto che nel gruppo ci suona un ragazzo che conosco, l’estate scorsa mi aveva “presentato il progetto”, ma tra vari impegni non avevo ancora avuto occasione di sentirli.

Alla fine li ho incontrati in due occasioni completamente diverse: prima nel festival musicale “Adriatico Mediterraneo” di Ancona all’arco di traiano e poi alla festa del Rosso Conero, dove giocavano in casa grazie anche alla presenza del mitico fans club. In entrambe le circostanze hanno saputo fare la differenza, tenendo alta la partecipazione del pubblico senza bisogno di urlare, schitarrare, o altro.

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“Dai caffè nel quartiere turco di Bruxelles alle Marche”

Il gruppo nasce nel 2008 dall’incontro tra la voce di Veronica e la chitarra di Julien entrambi in Erasmus a Bruxelles. Iniziano a suonare insieme e ad esibirsi come musicisti di strada; al loro ritorno in patria si aggiunge il contributo dell’eclettico bassista Simone.

“Le diverse culture e personalità artistiche si mescolano e si ispirano e mentre compongono arrangiano e sperimentano, cominciano ad esibirsi….La loro musica si colora dei territori che esplorano, dei personaggi che incontrano e della vita che filtrano.”  Da queste emozioni nasce il primo album dal titolo omonimo del 2011, un debutto che fa già capire la ricerca che sta dietro le loro composizioni.

Tra i primi brani inediti Alicia: https://www.youtube.com/watch?v=kVFReYT_Bkw, e

“I perché non contano” https://www.youtube.com/watch?v=sO5NWdfxOy8.

Da vedere il video in cui le canzoni dell’album accompagnano il viaggio di Julien per il Sudamerica.

https://www.youtube.com/watch?v=I1nQ8C6F5Rw

Dopo cinque anni, dopo aver suonato in Italia e in Europa, nel 2014, arriva il secondo disco, “Cambio palco”. L’idea è comunicare un’altra atmosfera, il silenzio poco prima di qualcosa di nuovo e inaspettato per tutti. Viene fuori un disco più elettrico, più maturo, che vede il contributo di una formazione allargata e che dimostra l’evoluzione musicale della band.

Due brani, interpretati dal vivo del nuovo album sono: Specchio https://www.youtube.com/watch?v=PKyg33ssOGY, e Sto piangendo https://www.youtube.com/watch?v=wec1JovtUgw.

Nel frattempo partecipano a vari festival, compreso quest’anno l’ottenimento del secondo posto a Musicultura, il festival di musica cantautoriale maceratese.

La musica la definirei fresca e nutriente ed eclettica, arrangiamenti densi per melodie leggere. Potresti sentirli e apprezzarli in una piccola cittadina europea, come in un locale di Williamsburg, o di Harlem a New York.

La caratteristica che mi sembra emergere dai loro pezzi è una leggerezza, che non diventa mai superficialità. si sente nel pezzo che ti resta in testa: “L’amore cade addosso”…una grande verità.

https://www.youtube.com/watch?v=XSMEf_paQbc.

In questi tempi in cui la rappresentazione pubblica della musica passa quasi solo attraverso il meccanismo della spettacolarizzazione perversa dei Talent Show, avere un gruppo che ha fatto tanta gavetta e si è costruito un suono e delle armonie veramente originali, non è cosa da poco. Quindi non possiamo che augurare un grande in bocca al lupo a questi “turchi”, sperando di vederli al più presto a Roma.

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