IL SANTO GRAAL, UN MISTERO ANCORA IRRISOLTO.

Quello riguardante il “Santo Graal” è uno dei grandi misteri, ancora irrisolti, tutt’ora oggetto di studio da parte di teologi e storici.

Ma cos’è esattamente il “Santo Graal”? Di teorie riguardanti la questione ce ne sono diverse ed ognuna in contrasto con le altre. Ad onor del vero è giusto menzionarne la prima apparizione ufficiale, che avvenne in forma letteraria nell’opera Chrérien de Troyes del XII secolo denominata “Perceval ou le conte du Graal”. Nel racconto appena citato però il Graal non viene minimamente definito “sacro” e non avrebbe avuto niente a che vedere con la figura del calice, la cui leggenda narra abbia o-graalcontenuto il sangue del Cristo, ma anzi non ne fu descritta la forma, se non che era costituito da pietre preziose ed oro.

Oltre alla leggenda, secondo la quale Cristo avrebbe utilizzato il calice, durante la cosiddetta “Ultima Cena” con i suoi discepoli la sera prima di essere crocifisso. Famosa ad esempio è la leggenda del Re Pescatore, la quale narrava di un re zoppo la cui ferita alla gamba rendeva la terra sterile ed infruttuosa. In questa leggenda il Graal venne raffigurato come un vassoio, atto a rappresentare il concetto di abbondanza, ed una serie di reliquie tra le quali una spada ed una lancia. Il Graal era, ed è anche oggetto di studi esoterici, secondo i quali esso è inteso come simbolo di Conoscenza e Sapienza. Molte altre informazioni riguardanti questi studi sono contenute nelle “Visioni” di Anna Katharina Emmerick.

La leggenda del Re Pescatore.
La leggenda del Re Pescatore.

Doveroso anche citare le ipotesi più recenti, a partire da quella che vedrebbe la discendenza dell’espressione Santo Graal dalla frase “sang real” ovvero il sangue della discendenza del Cristo, secondo questa leggenda sposato con Maria Maddalena la quale, in seguito alla crocifissione dello stesso Gesù, fuggì in Palestina insieme ad altre donne.

Questa tesi è riportata nel libro di Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln datato 1982 ed intitolato “Il Sacro Graal”, da molti definito un best seller. Lo storico Daniel Scavone ha recentemente resa nota una sua teoria secondo la quale il Sacro Graal non sarebbe altro che la Sacra Sindone. Secondo lo studioso infatti la Sindone elargiva una chiara visione dell’intera esistenza del Cristo, a partire dai suoi primi anni di vita fino all’età adulta.

Diversi invece i luoghi indicati come possibili custodi del Graal. Tra i quali spiccano una cappella sita nelle vicinanze di Gerusalemme, più precisamente tra la basilica del Golgotha ed il Martirio. In un romanzo tedesco del XIII secolo, intitolato “Titurel il giovane” si troverebbe invece una testimonianza secondo la quale il Graal sarebbe stato custodito a Costantinopoli per poi essere portato nella città di Troyes, sita in Francia. Altri calici identificati come Graal si sarebbero trovati perfino a Genova nella cattedrale di San Lorenzo ed in molti altri luoghi sparsi per la terra tra i quali Castel del Monte, in Puglia, Glanstorbury in Scozia e perfino all’interno della Sagrada Familia, storico monumento di Barcellona.

Chi più ne ha più ne metta verrebbe da dire, e non si avrebbero tutti i torti nell’affermare ciò. Finora riguardo il Santo Graal si sono succedute teorie ed ipotesi tra le più disparate, sia di tipo religioso che non. Di misteri nella storia ce ne sono stati e continueranno ad essercene ancora molti, ma pochi hanno fatto discutere quanto quello riguardante il Graal, che potremmo definire un vero e proprio mistero irrisolto.

Matteo Perrini

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