ROMA, MAFIOSAMENTE INCORRUTTIBILE.

“…Prima pagina venti notizie
ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
si costerna, s’indigna, s’impegna
poi getta la spugna con gran dignità
mi scervello e mi asciugo la fronte
per fortuna c’è chi mi risponde
a quell’uomo sceltissimo immenso
io chiedo consenso a don Raffaè…”

Il cantautore Fabrizio De André, in una sua famosa canzone, descrisse così il problema Stato-Mafia.
Il funerale al “Re” dei Casamonica proposto a Roma è stato indecente. Un risultato che mostra tutta la mediocrità di un Comune, quello di Roma, ormai allo sbando.

In un’intervista al Messaggero i vigili urbani hanno dichiarato: “Avevamo paura? Noi quando operiamo dobbiamo pensare a tante cose. Anche alla nostra sicurezza personale” un vigile ha poi continuato: “Voi la fate tanto facile a parlare, ma vi rendete conto che quando si parla di mafia e camorra non è un gioco“.

Alcuni residenti dell’Anagnina hanno raccontato che i parenti del capofamiglia hanno intimidito la polizia locale, costretta ad assistere impotente al corteo di suv e motorini: “Qui ci pensiamo noi”. Messaggio chiaro. Ancora più esplicita la violenza di ieri contro la troupe del programma di Rai 3 Agorà: un cameraman spintonato e ferito perché effettuava delle riprese in via del Quadraro, dove abitano esponenti della famiglia, due di loro sono stati arrestati. Stesse scene viste 24 ore prima all’eliporto di Terzigno, in provincia di Napoli, dove alcuni individui hanno minacciato di morte il videomaker del sito Fanpage.it che ha scoperto la pista da cui si è levato in volo l’elicottero che ha lanciato petali sul corteo funebre.LAPR0388_MGTHUMB-INTERNA

Ovviamente non si tratta di un gioco, però questa situazione fa’ riflettere. Come è possibile che ci sia stato tutto questo scaricabarile? La Questura, la Prefettura, il Comune e la Chiesa che hanno permesso una scempio del genere!

Roma è caduta, i cittadini sono esasperati, la città è in una situazione preoccupante. Corrotta, fatiscente e inerme. La mafia non è più, solamente, un organizzazione, adesso è: uno Stato nello Stato.

La preoccupazione sale se pensiamo che il comune non ha una forza, non ha un carisma per uscire da una situazione tale di degrado. Marino per quanto possa essere (lo spero) “onesto“, non ha più la forza di stare al comando. E’ iniziato tutto con i dirigenti ATAC, quasi tutti dentro lo scandalo Mafia Capitale, poi proseguita con lo scandalo dei rifiuti gestita da AMA, anche qui i dirigenti immischiati nello scandalo corruzione. Da ricordare che in entrambe le società gran parte dei dirigenti erano stati messi durante il mandato di Alemanno.

Che ci siano innumerevoli incompetenti, al cospetto di Marino (anche all’interno del partito ci sono, presunti, corrotti) è cosa nota, adesso, questo funerale, ha dimostrato che il Sindaco non può più gestire la Città Eterna.

La forza il “Buon Ignazio” non ce l’ha mai avuta. Per i cittadini, come proseguiva De André, in una tale situazione, forse è più semplice pensare così:

‘ndentro ‘a roulotte ci alleva i visoni.
Voi vi basta una mossa, una voce
c’a `stu Cristo ci leva ‘na croce.

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