Nuovi attori… tornano

Quando si parla di cultura in termini di fruibilità è lampante quanto grande sia il divario tra Nord e Sud Italia. Un divario schiacciante, quasi incolmabile se riferito al resto dell’Europa.

Il fatto che una città del Sud come Matera sia stata nominata Capitale Europea della Cultura per il 2019, mostra quanto numerose e rilevanti siano le iniziative che partono dal basso, volte a colmare questi divari. Quanto forte sia la voglia di associazioni e semplici cittadini di riqualificare le proprie città, rendendole centri d’attrattiva. Spesso, però, l’apporto migliore arriva da giovani professionisti che, essendo maturati all’estero, arricchiti, dunque, di nuove esperienze, sono in grado di portare quella ventata d’innovazione volta ad una sana rigenerazione dei centri culturali in decadenza.

Ne parlo con Carlo Loiudice, attore e regista teatrale, originario di Altamura, che vive e lavora a Berlino dal 2011.

Bisogna sempre far crescere quello che si ha: –afferma- io ogni volta penso ai palchi su cui recito come piccoli posti per incontrare la gente, scambiarci chiacchiere, conoscersi, e non mi piace l’idea stagnante di teatro chiuso alle sole vecchie cerchie di abbonati. Il teatro dev’essere luogo aperto, spazio di incontri, e per farlo deve servirsi di nuove energie, progetti e nomi e volti nuovi.”

Loiudice ha iniziato la sua carriera a circa vent’anni, ispirato dal regista Carlo Formigoni, che definisce suo grande maestro. Oggi porta in giro spettacoli da lui scritti e interpretati, collaborando con l’amico e attore di Lucera, Vito De Girolamo, conosciuto circa 7 anni fa, ai tempi del teatro foggiano Cerchio di gesso.

Il nostro è un lavoro di coinvolgimento. Dietro tutto ciò che va in scena c’è la forte volontà di entrare in sintonia con il pubblico”. Ed è ciò che si percepisce assistendo al loro reading teatrale in cui interpretano gli scritti di Bukowski. Una scelta non facile, per il notorio stile forte e colorito dell’autore. E’ infatti, per questo, uno scrittore molto amato tra i giovani, ma non particolarmente compreso dai più, come mi confessa sinceramente l’attore, a cui è capitato di vedere signore abbandonare la sala.

FullSizeRender (1)

Il successo dell’intento, rafforzato dal consolidato sodalizio artistico dei due, vien maggiormente fuori nella commedia “I Corteggiatori – amore a colpi di poesia”, uno spettacolo esilarante, portato anche nel 2014 al “Festival in scena” di New York. Gli attori, muniti solo di sgabelli, si divertono ad abbattere qualsiasi tipo di stereotipo sull’uomo – conquistatore, che spesso atteggiandosi a macho non fa altro che mettersi in ridicolo. Così, ricorrendo alla poesia d’amore e giocando con riverenza con i versi di Alda Merini, Saffo, Neruda, e non solo, smascherano lo stereotipo del macho senza pecche e fragilità. L’alto contenuto arriva immediato al pubblico tramite la semplicità e la capacità di vivere le scene con una naturale leggerezza, come se si trattasse d’ improvvisazione. “Sento di aver raggiunto il mio obiettivo – ammette Carlo – quando avvicino realmente il pubblico agli autori, quando la gente, a fine spettacolo, viene a chiedermi di chi sia questa o quella poesia, o ancora quando mi chiedono il titolo della raccolta di quei determinati versi.

Quello che portano in giro in Italia e fuori, è quindi un teatro di qualità, frutto di numerosi studi sul campo e ricerche. Nonostante i vari apprezzamenti all’estero, i due attori pugliesi continuano a tornare entusiasti nella loro terra madre: lo faranno ancora presentando, proprio a Lucera, il prossimo dicembre, un nuovo spettacolo al quale stanno lavorando. Una scelta voluta, quella di sottolineare ancora una volta la propria identità, di mettere a disposizione il proprio percorso professionale come esempio di contaminazione e ricchezza. Un esempio per tutti coloro che restano.

10959649_814632291941315_7253903699365396608_n

Non è mai facile – spiega ancora l’attore delle Murge- autoprodursi, specialmente per i giovani.” Ma è l’unico modo per creare un’alternativa al vecchio teatro. Non è facile specialmente quando decidi di andare all’estero facendo un salto nel nulla. “Devi azzerare tutto e rifarti un nome, nuove conoscenze, entrare nei giri, devi avere energie per venderti”.

L’esempio che il talento costa sacrificio, non ammette scorciatoie, ma quando la bravura si mescola ad una giusta dose di coraggio, sì, si può fare. Ma “sempre devi avere in mente Itaca”, e così anche adesso che ha avviato a Berlino corsi di teatro per attori italiani, non smette di fare della sua italianità un punto di forza: “non deve e non può tutto ridursi a quelle feste del paese che cambiano di anno in anno. Chiedevo tempo fa ad un organizzatore della festa patronale di Altamura perché i paesini patiscano sempre più l’abbandono. E la risposta fu che non c’è più ritorno, che morta la generazione di emigrati, non v’è più ritorno. Cosa aspettiamo ad agire?”

Con questo interrogativo, al quale io e lui diamo la stessa risposta, ci diamo appuntamento al suo prossimo spettacolo, con la speranza che tutto il Sud segua la sua nuova capitale culturale.

Matilde Labriola

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...