Psicopoetry: il potere della poesia

Da secoli la poesia è considerata una delle più alte forme di espressione dell’animo umano. Per gli antichi era lo strumento principe per esprimere emozioni forti, che fosse per declamare il loro amore ad una donna o per lasciare ai posteri messaggi indelebili nel tempo, quasi fossero scolpiti nella pietra. Non a caso lo stesso Ugo Foscolo sostenne che “la poesia vince di mille secoli il silenzio”, essa supera le barriere temporali e anche quando non saremo altro che polvere, tramanderà il nostro ricordo a coloro che verranno. Che sia per diletto o per sfogo, strutturata in sonetto, in rima o in versi liberi, rimane ancora oggi un mezzo efficacie per coloro che vogliono far sentire la propria voce.

Miei cari lettori, ormai avrete capito che ogni forma di arte è per me fonte di ispirazione e anche di sfogo e la poesia non fa certo eccezione. Sebbene già fossi persuasa del suo potere, avendone testati gli effetti benefici su me stessa, è per me un vero piacere scoprire che è diventata fonte di studio anche nel campo della psicologia, che l’ha eletta a strumento di aiuto alla mente in una vera e propria tecnica di aiuto in situazioni quotidiane o in presenza di disagi e sofferenze psico-fisiche. E’ bene chiarire fin da subito che non si tratta semplicemente di prendere carta e penna e scrivere una poesia, ma di vere e proprie tecniche che sono state sviluppate nell’ambito della psicoterapia.

Con il termine “psicopoetry” o “poesia-terapia” si intendono metodologie creative e alternative a quelle tradizionali di aiuto alla mente, fondate su tecniche specifiche di utilizzo della scrittura poetica e della lettura di poesie, con finalità di consapevolezza e supporto a stati emotivi e cognitivi (pensieri) che sono importanti per la crescita ed il benessere psicologico di una persona.

L’elaborazione di programmi di applicazione di questa tecnica terapeutica richiede una formazione psicologica specifica, in particolare nell’ambito della comunicazione e ovviamente di tecniche di psico-poesia e poesia-terapeutica. Di solito un intervento comincia con un colloquio motivazionale in cui viene effettuata la valutazione iniziale del disagio, attraverso la lettura o scrittura poetica o con griglie di auto-osservazione guidata degli stati emotivi o diari di bordo del percorso, attraverso i quali vengono definiti gli obiettivi che si vuole raggiungere. Ma quali sono le tecniche psico-poetiche di aiuto alla mente, di cui si avvale la poesia? Eccone alcune:

  • Il sogno poetico: viene eseguito uno stato di rilassamento guidato, per attivare fisiologicamente le parti più creative e allontanarsi dalla razionalità quotidiana, e un focusing su immagini mentali o parole, preludio alla successiva scrittura della poesia.
  • La poesia simbolica: tecnica utile per superare una delusione, un cambiamento, una perdita, consiste in una volitiva composizione e rilettura, al fine di staccarsi da una dipendenza affettiva o fissare le motivazioni per ricucire legami importanti che abbiamo perso.
  • La poesia positiva: è il pieno sviluppo del pensiero positivo, per alimentare nuove emozioni, per superare la tendenza a soffermarsi solo sugli eventi negativi del quotidiano come avviene nelle persone tendenti alla depressione.
  • La cronaca poetica: è una forma di allenamento utile alle persone “alessitimiche”, le quali hanno difficoltà a descrivere e riconoscere le proprie emozioni, che tendono a riferire come una “fredda cronaca” di eventi. Un altro metodo consiste nella stimolazione della creazione attraverso la lettura-recitazione emotiva di poesie altrui che si riferiscono all’evento da rielaborare.
  • La poesia dialogica: si tratta di una conversazione con un interlocutore simbolico o tra due o più personaggi, che siano persone reali o parti di sé, che può aiutare a esprimere ciò che abbiamo difficoltà a dire ad alta voce.
  • La poesia fantasmatica: si esprimono fantasie e timori in poesia, che siano descritti in prima persona o come paure dell’umanità.

Queste sono solo alcune delle tecniche di psico-poetry utilizzate. Uno dei programmi più comuni, del 2006, è il metodo “ten-poetry“, un percorso a dieci fasi di cui la prima e l’ultima centrate sulla percezione di sé iniziale e finale e le altre sull’esplorazione di un vissuto evolutivo fondamentale.

E’ un mondo misterioso, la poesia, o si ama o si odia, ma, almeno per me, è una lente di ingrandimento sul mondo. Concluderei con una frase che ho sentito anni fa e che ogni volta risuona dentro me a ricordarmi il suo potere: “La poesia lenisce l’animo…e lo incita ad accettare il mistero”.

Articolo di Sara Cremonini

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