SPECCHI DI CARTA – IL VECCHIO E IL MARE.

Titolo originale: The Old Man and the Sea
Autore: Ernest Hemingway
1ª ed. originale: 1952
1ª ed. italiana: 1952
Genere: romanzo breve
Lingua originale: inglese
Ambientazione: Cuba

Linfatico, struggente, eccelso, ma soprattutto: da leggere se ancora non l’avete fatto!2012_60443_177125

Questo libro di Ernest Hemingway è poesia allo stato puro… Ti prende dalla prima all’ultima lettera.

«Diversamente da ogni tipo di competizione,  qui (nella vita) le condizioni sono che il vincitore non prenderà niente, né la tranquillità, né la gioia, né la consapevolezza della gloria; e nemmeno se stravince, troverà una ricompensa in sé stesso.»

Un vecchio e un giovane uniti dal mare, metafora di vita. Vita che è innanzitutto apprendimento, sfida nei confronti di sé stessi.

È la storia di Santiago, un vecchio pescatore che è da ottantaquattro giorni che non pesca nulla, quasi fosse stato maledetto.

Ma il Vecchio non si arrende e decide di riprendere il mare, per cacciare un gigante pescespada: è l’inizio di una lotta contro le forze della natura, il mare e gli squali, che dura tre giorni e tre notti, ma soprattutto è la ricerca del proprio coraggio, di quelaleksandr_petrov_il_vecchio_e_il_mare qualcosa che può dare senso alla vita.

«È stupido non sperare, pensò. E credo che sia peccato.»

Una storia epica e riflessiva, in cui si cerca di analizzare la fatica che l’uomo fa per sopravvivere e al tempo stesso trovare la dignità che esso ha nel farlo.

Chi legge viene trascinato sulla barca di Santiago e si sente vicino a lui, al suo modo di affrontare la vita, alla sua umiltà di pescatore che è al tempo stesso riesce a farci capire la nobiltà di una lotta contro la natura, che però è percepita
anche come alleata, come elemento con cui fondersi.

Interessante anche la figura del giovane Manolin, che i genitori hanno allontanato da Santiago, che lo stava iniziando alla pesca, ma esso continua a pensare a lui, a quello che considera un maestro di vita.

«Tu sei la mia sveglia» disse il ragazzo. «La mia sveglia è l’età» disse il vecchio. «Perché i vecchi si svegliano così presto? Sarà perché la giornata duri più a lungo?»

La vita come sfida dunque e la lucida determinazione a resistere, malgrado l’inadeguatezza della condizione umana di fronte all’imprevedibilità del destino.
L’amara lezione di Santiago è: “Ora non è il momento di pensare a quel che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai” è di stringente attualità, in questo tempo di sottrazione di pane e di pesci…

Andrea Paone

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