SPECCHI DI CARTA: NOVECENTO, IL PIU’ GRANDE PIANISTA SULL’OCEANO.

Autore: Alessandro Bariccoimages
Titolo: Novecento
Editore: Feltrinelli
Pagine: 64
Prezzo: 5,00 €
Tempo di lettura: 1/2 Ore

Avete mai avuto la sensazione di leggere un libro e di avere l’assoluta certezza che quella storia, da qualche parte, deve essere esistita?

Questa è la sensazione che provi quando per la prima volta leggi: “Novecento” di Alessandro Baricco. Chiudi il libro e senti addosso l’illusione che Novecento sia esistito davvero e che qualcuno forse l’abbia conosciuto.

“…Dicevano una cosa strana, dicevano: Novecento non è mai sceso da qui. È nato su questa nave, e da allora c’è rimasto. Sempre.Ventisette anni, senza mai mettere piede a terra. Detta così, c’aveva tutta l’aria di essere una palla colossale… Dicevano anche che suonava una musica che non esisteva…”

Novecento è un monologo teatrale scritto da Alessandro Baricco nel 1994 affinché fosse messo in scena da Eugenio Allegri, con la regia di Gabriele Vacis. Oggi questo monologo è diventato un po’ romanzo, grazie alla Feltrinelli che lo ha pubblicato e grazie alla bravura di Baricco che dà, ad ogni storia, una marcia in più.

Il romanzo racconta la storia di Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, un uomo nato sul transatlantico Virginian, dove fu abbandonato dalla madre e cresciuto dal marinaio Danny Boodman, che lo trovò per caso. Quando l’uomo morì, Novecento divenne figlio della nave. Non essendo mai registrato all’anagrafe, l’uomo non esisteva veramente. In realtà Novecento non era mai neanche sceso dal Virginian. Ciò che lui conosceva della vita si riduceva a quella nave, piccolo universo in movimento. Tutto il mondo, prima o poi, passava di lì ed ecco che Novecento lo conosceva tutto, il mondo, e di esso sapeva descrivere ogni città e ogni fiume, ogni porzione di cielo, ogni sapore dell’aria. Lo vedeva nei racconti dei passeggeri e nei loro occhi spaventati e malinconici. Perché casa è sempre casa, anche quando si è lontani. E per Novecento casa era il Virginian. Ecco perché la sua vita è sempre stata solo questo. Una nave e il mare. E il suo pianoforte, dove suonava una musica nuova, che prima di lui non esisteva. Suonava i volti della gente e i loro racconti, suonava il suo passato e i desideri futuri che mai avrebbe realizzato

tim-roth1“…Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone alla volta. E di desideri ce n’erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita. Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo grande per me. È un viaggio troppo lungo. È una donna troppo bella. È un profumo troppo forte. È una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò. Lasciatemi tornare indietro…”

Lo stile di Baricco, da molti criticato, arriva dritto al cuore. Le mille ripetizioni, l’assurdità della storia, lo spessore dei personaggi. Tutto contribuisce a rendere Novecento una storia che ti rimane dentro. E che affascina. Esistono tanti tipi di libri. Questo fa sicuramente parte di quel genere di libri che ti fa pensare che qualsiasi storia sia possibile, perché la vita è una cosa immensa e meravigliosa, ma bisogna sempre trovare la giusta prospettiva da cui osservarla…

“La leggenda del pianista sull’oceano” tratto dal libro di Baricco.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...