IL FUTURISMO LETTERARIO, UN MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO

L’Italia d’inizio ‘900 fu segnata da diversi eventi. Uno fra i più importanti, almeno in campo letterario, è stato sicuramente l’avvento di una nuova corrente destinata a rivoluzionare per sempre la scrittura italiana. Stiamo parlando ovviamente del “Futurismo Letterario” cui presero parte alcuni dei più autorevoli poeti e scrittori italiani dell’epoca.

La nascita di questo movimento la dobbiamo a Filippo Tommaso Marinetti che, nel 1909 a Parigi, diede via ad una nuova concezione della scrittura creando il “Manifesto del Futurismo” nel quale erano esposte idee e pensieri che rifiutavano in maniera netta gli usi e costumi passati, sia in campo artistico che, tra gli altri, politico e letterario. Gli esponenti di questa corrente letteraria avevano una particolarità innovativa rispetto ai loro predecessori: l’amore per la tecnologia, la velocità e tutto ciò che potesse dare un’idea di modernità. L’automobile e l’aereo ad esempio vennero presi come modelli in quanto rappresentavano, secondo l’idea dei futuristi, la definitiva affermazione dell’essere umano nei confronti della natura. Marinetti in particolare incarnava alla perfezione le idee rivoluzionarie del movimento, in quanto sosteneva che bisognava “distruggere la sintassi, disponendo i sostantivi a caso, come nascono”.  Impossibile dimenticare un’altra opera cardine del movimento come “Zang Tumb Tumb”,appartenente alla raccolta “Parole in Libertà” ed ispirato all’assedio di Adrianopoli avuto luogo durante la guerra tra Turchia e Bulgaria, nel quale Marinetti utilizza lettere di diverse dimensioni e caratteri ed in cui sono presenti suoni onomatopeici. Il tutto allo scopo di attirare il lettore facendolo sentire parte integrante del racconto.

Questo atteggiamento di ribellione favorì l’adesione anche di un altro illustre poeta e scrittore italiano d’inizio ‘900 quale Aldo Palazzeschi, autore di opere come “La fontana malata” e la celebre raccolta letteraria dedicata allo stesso Marinetti dal titolo “L’incendiario”. Palazzeschi utilizzò più volte nelle sue opere le figure onomatopee, presentanto al pubblico un’immagine da poeta saltimbanco allo scopo di divertire i lettori. Celebre un suo verso che recita “Sono forse un poeta? /no certo” in cui è presente l’essenza di questa nuova caratteristica letteraria. Altro esponente di spicco è stato sicuramente Paolo Buzzi, aderente al Futurismo fin dalla giovane età ed autore di opere quali “Aeroplani” e dell’antologia, datata 1912, “I poeti futuristi” in cui pubblicò diverse sue poesie in collaborazione con Marinetti ed un saggio sul verso libero. Altri importanti fautori del movimento futurista furono Luciano Folgore, Ardengo Soffici e Corrado Govoni. A loro si aggiunse anche Salvatore Quasimodo, autore della poesia “Sere d’estate” pubblicata nel 1917 sulla rivista “Italia Futurista”, avente sede a Firenze.

Movimento rivoluzionario quindi, che diede una nuova impronta di ribellione ed innovazione alla cultura letteraria italiana. Grazie agli artisti sopracitati il nostro paese ha potuto assaporate, con l’opportunità di goderne tutt’ora, le opere di questi illustri poeti e scrittori che sicuramente hanno segnato un’epoca ed avranno sempre un ruolo importante nella storia della letteratura nostrana.

Matteo Perrini

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