LA MORTE DI ADOLF HITLER, UN MISTERO CHE HA FATTO LA STORIA

Uno degli eventi storici di maggior rilevanza è stato sicuramente quello riguardante la morte di Adolf Hitler, da molti ritenuto uno fra i dittatori più crudeli e sanguinari di ogni epoca. Riguardo questo avvenimento molteplici sono state le ipotesi, alcune delle quali sosterrebbero un’eventuale fuga del “Führer” in Argentina.

Il 30 Aprile del 1945 è un giorno ricordato per un evento destinato a rimanere per sempre nella storia: la morte di Adolf Hitler, avvenuta in compagnia di sua moglie nel bunker dello stesso dittatore tedesco. La scoperta della sua morte suscitò subito grande clamore, tanto da aprire diversi scenari riguardanti l’evento stesso. Secondo quanto affermato dall’Unione Sovietica i resti del dittatore e della moglie Eva Braun sarebbero stati recuperati e seppelliti in luoghi misteriosi fino al 1970, anno nel quale furono esumati e cremati con relativa disperdita delle ceneri. A rafforzare questo scenario, secondo gli esponenti del KGB, ci sarebbe anche il ritrovamento del cadavere la cui identità sarebbe stata confermata tramite l’impronta dentale dello stesso Hitler. Secondo l’opinione di molti testimoni dell’epoca, accorsi sulla scena dell’avvenuto suicidio, il gesto del “Führer” sarebbe stato percepito tramite un colpo di pistola sparato da lui stesso intorno alle 15:30, dopo aver trascorso le ultime ore della sua vita in compagnia della consorte a seguito dell’invasione dell’esercito Russo a Berlino, evento questo che certificò la definitiva sconfitta della Germania.

Quanto avvenuto suscitò diverse reazioni sia nello stato tedesco che nell’Unione Sovietica. La popolazione teutonica apprese la notizia della scomparsa di Hitler solo il 1 Maggio grazie alla stazione radio “Reichssender” , con sede ad Amburgo. Nel frattempo l’ammiraglio, nonché successore del “Führer”, Karl Dönitz, autorizzò il ritiro delle truppe dell’esercito nella zona ovest del paese evitando la cattura di circa 2 milioni di soldati tedeschi da parte delle truppe sovietiche. Mossa azzeccata, ma che comunque non bastò ad evitare la disfatta in quanto l’esercito tedesco registrò comunque grandi perdite di uomini fino all’8 Maggio, ultimo giorno di combattimenti da parte delle truppe teutoniche. A ciò si aggiunse inoltre la richiesta di resa incondizionata avanzata da Iosif Stalin, il quale chiese conferma della morte di Hitler, mostrandosi abbastanza dubbioso riguardo l’evento in questione.

Tuttavia negli anni immediatamente successivi furono diffuse diverse ipotesi riguardo alla morte del dittatore tedesco, alcune delle quali vennero rese pubbliche da parte dell’Unione Sovietica, riguardanti il fatto che Hitler non sarebbe morto e godesse di una protezione da parte degli ex alleati. La sua morte venne messa in dubbio anche da Thomas J. Dodd, allora rappresentante degli Stati Uniti d’America al processo di Norimberga, che dichiarò: “Nessuno può dire che sia morto”. Queste parole rendono l’idea su come già allora questo episodio suscitò tanti dubbi negli altri stati che presero parte al secondo conflitto mondiale. Esistono anche altre teorie alternative riguardo la modalità del suicidio di Hitler. C’è chi sostiene che la morte del leader tedesco fosse dovuta all’ingerimento di veleno, chi asserisce che il “Führer” abbia fatto uso di una pistola con la quale si sarebbe auto-inflitto il colpo mortale e chi addirittura ha cercato di creare un compromesso tra queste due ipotesi, sostenendo che il suicidio sarebbe avvenuto per effetto di una pillola di cianuro unita al colpo d’arma da fuoco. Fondamentale dire che queste ipotesi sono state tutte fortemente respinte e criticate dai vari studiosi.

Eppure esiste un’altra teoria, decisamente contrapposta a quelle sopracitate, secondo la quale Hitler avrebbe messo in pratica una fuga in Argentina assieme alla moglie Eva Braun. Più precisamente un sommergibile, con a bordo il dittatore, avrebbe fatto capolino in Patagonia, come sostenuto dal giornalista sudamericano Abel Basti. Secondo quanto deposto da un certo Shabelmann, i vertici del governo statunitense sapevano che il dittatore avrebbe voluto mettere radici in Argentina. Tutto ciò sarebbe ovviamente dovuto rimanere top secret, in quanto avrebbe potuto avere ripercussioni di carattere politico ed economico. Qualcuno sostenne addirittura che in seguito Adolf Hitler si sarebbe trasferito in Paraguay, dopo aver vissuto per qualche anno in Argentina (il tutto ovviamente sotto mentite spoglie). L’elemento che fa scalpore è che entrambe le nazioni citate nella teoria erano politicamente simpatizzanti del “Führer”, pur non aderendo al regime nazista. La permanenza di Hitler in Argentina sarebbe quindi stata favorita dai servizi segreti statunitensi in cambio di importanti segreti militari che lo stesso dittatore avrebbe loro fornito.

Tutto ciò può essere vero? Qualcuna di queste teorie può essere credibile? Nessuno probabilmente sarà mai in grado di dircelo. Ciò che si potrebbe sospettare però è che molte di queste teorie o supposizioni siano state create allo scopo di confondere l’opinione pubblica circa la morte, o presunta tale, di Adolf Hitler. L’unica cosa certa è che questa vicenda sarà per sempre una questione con risposte discordanti e che continuerà a far parlare di sé come tutti i grandi misteri dell’umanità. Un mistero, per l’appunto, che ha fatto la storia.

Matteo Perrini

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