SCONFITTE STORICHE: BRASILE-GERMANIA 1-7, IL “MINEIRAZO” BRASILIANO

L’8 Luglio del 2014 è una giornata che rimarrà per sempre nella mente e nel cuore dei brasiliani come una delle più nere della loro intera storia calcistica. Dopo il “Maracanazo” del 1950 un’altra tragedia sportiva si abbatte sul Brasile: Il cosiddetto “Mineirazo”. Il  Mineirão di Belo Horizonte ha ospitato infatti la semifinale del campionato Mondiale di calcio tenutosi appunto in Brasile nei mesi di Giugno e Luglio dello scorso anno.

Le due nazionali arrivarono all’atteso confronto dopo due percorsi molto diversi. Se i tedeschi si dimostrarono fin da subito superiori alla concorrenza dominando abbastanza agevolmentente il proprio girone e superando le ostiche Algeria e Francia nella seconda fase, lo stesso non si può dire dei padroni di casa, che invece faticarono parecchio sin dal girone eliminatorio, vinto soprattutto grazie alla presenza di Neymar ed alcune decisioni arbitrali alquanto discutibili. Anche la fortuna ebbe un ruolo di prim’ordine per le sorti del Brasile, capace di superare l’arcigna “Roja” di Vidal e Sanchez soltanto dopo i calci di rigore. Se solo quel tiro di Pinilla fosse andato qualche centimetro più in basso probabilmente avremmo parlato di tutt’altra storia, ma tant’è. Brasile ai quarti e poi in semifinale grazie ad una discussa vittoria sulla Colombia per 2-1. E proprio questa partita, causa infortunio di Neymar, condannerà il Brasile ad una delle peggiori figuracce della sua storia sportiva.

Partita storica dunque, dominata in lungo ed in largo dai tedeschi tra l’incredulità generale. Ed è proprio la “Mannschaft” allenata da Joachim Loew a passare in vantaggio all’undicesimo minuto grazie ad una rete di Thomas Müller, imbeccato perfettamente da Toni Kroos su azione di calcio d’angolo e liberissimo di colpire a rete di sinistro. Inutile dire che la marcatura di David Luiz in questo caso fu a dir poco inesistente. Ma questo è niente a confronto di ciò che accadrà più avanti. Tra il 23esimo ed il 29esimo minuto accade l’irreparabile per la compagine brasiliana: 6 autentici minuti di follia durante i quali i “verdeoro” perderanno la partita e soprattutto la faccia. Si perché Klose, Kroos, autore di una doppietta, e Khedira fissano il punteggio sul 5-0 dopo neanche mezz’ora di gioco. Ma oltre al punteggio è la disorganizzazione e la mancanza di lucidità dei padroni di casa a fare spavento. Molti si chiesero cosa potesse essere accaduto nella testa dei giocatori in quei momenti di ordinaria follia, prendendo in prestito parte del titolo del film “Un giorno di ordinaria follia” con protagonista Michael Douglas. Titolo più azzeccato di questo non potrebbe esserci per descrivere quanto successo quell’8 Luglio di quasi un anno fa. La ripresa è ancora di marca tedesca. Gli ingressi di Ramires e Paulinho al posto di Hulk e Fernandinho non bastano infatti al Brasile per risollevarsi o quantomeno abbozzare una reazione credibile. Al di là dei tentativi di Paulinho, Oscar e Ramires, ai quali Neuer si oppone con grande classe, è la Germania ad avere il controllo della partita. L’ingresso di Schürrle porta forze fresche ai teutonici, che realizzano altre due reti grazie proprio al neo-entrato. Il giovane talento è in serata di grazia e mette apprensione ad una difesa verdeoro già allo sbando, facendo ulteriormente emergere tutti i limiti della suadra sudamericana che fino a quel momento erano stati in parte nascosti dalle prestazioni di Thiago Silva e soprattutto del fuoriclasse Neymar. Non basterà al Brasile il gol di Oscar al 90esimo per evitare la disfatta. Si, proprio disfatta. Tant’è che i supporters brasiliani negli ultimi minuti di partita iniziarono a schernire i propri giocatori con degli “olé” pronunciati ad ogni passaggio dei tedeschi, a sottolineare la propria delusione per una partita ormai compromessa nel primo tempo.

Partita disastrosa e dramma nazionale per il Brasile, trionfo per la Germania. Potremmo riassumere così la partita di Belo Horizonte. La sconfitta più umiliante di sempre nella storia calcistica verdeoro, anche peggiore di quella rimediata contro l’Uruguay più di cinqunt’anni fa. Quella sconfitta fu una batosta non tanto per il punteggio, ma più che altro per il risultato sportivo. Il “Mineirazo” invece è stata un’umiliazione sportiva a tutti gli effetti. Inevitabile quindi fare un paragone con quanto successo al Maracanà di Rio. La selezione di Felipe Scolari deluderà anche nella finale valida per l’assegnazione del terzo posto contro l’Olanda, nella quale verrà sconfitta con un 3-0 senza appello. Questi risultati a dir poco deludenti hanno portato all’inevitabile cambio sulla panchina della nazionale verdeoro. D’altro canto dopo una batosta simile non sarebbe potuto essere altrimenti. La cosa certa è che quanto fatto in questa partita dal Brasile rimarrà scolpito per sempre come uno degli avvenimenti sportivi più tristi della storia brasiliana.

 

Articolo di Matteo Perrini

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