Italiani: popolo di navigatori, santi, poeti ed evasori fiscali…

evasione-fiscale-lotta-vignettaLo Spiegel parla di uno dei vizietti del nostro Paese

Lo Spiegel pubblica un’inchiesta su quanto e come gli italiani, soprattutto quelli ricchi, evadono il fisco. Ma ce n’è anche per la Chiesa.

 PROBLEMA ANCHE ITALIANO – Non è solo un problema greco, a quanto pare anche i milionari italiani evadono le tasse. La guardia di finanza ha scovato migliaia di ricchi cittadini evasori e svelato i loro trucchi, da cui è uscito un vademecum per il truffatore. Prendiamo ad esempio la strategia 6640457697_76db0ae7c2messa in pratica dai due commercianti di automobili di Alessandria, semplice ma lucrativa: acquistavano auto, usate o provenienti dall’estero, in nero e senza pagare l’Iva, che però facevano pagare ai loro clienti, tenendo per sé il ricavato. I primi tempi dichiaravano parte di questo ricavato, ma poi non più, così in pochi anni sono riusciti a evadere 46 milioni di euro di ricavi e 7,5 milioni di Iva.

L’IMPRENDITORE MILANESE – Lui è stato decisamente più creativo: fondava sempre nuove aziende per i suoi affari in diverse città italiane, sempre sotto falso nome e con documenti falsi. Aveva realizzato dozzine di identità parallele, rimanendo però sempre nell’ombra come i suoi redditi. Sia i venditori di auto, sia l’imprenditore sono stati traditi dalla loro passione per il lusso: i primi due compravano gioielli, orologi e immobili per diversi milioni di euro, mentre l’altro viveva in un appartamento milanese per il quale sborsava 50 000 euro l’anno di affitto, si rilassava su uno yacht di 22 metri abbinato a una villa siciliana con palestra e piscina. I suoi mezzi di trasporto erano un modesto Porsche Cayenne e un Panamera, adesso però l’imprenditore avrà qualche problema da affrontare.

A QUANTO AMMONTA L’EVASIONE?– Per la prima volta dopo molti anni i controllori del fisco si attivano e si ingegnano per scovare gli evasori. Prima, durante il governo di Silvio Berlusconi, miliardario lui stesso finito sotto accusa più volte, un impegno attivo delle autorità non era troppo auspicato né era una garanzia per fare carriera. In questo modo il paese rimane impantanato in un sistema fiscale in cui, per colpa dei molti che pagano poco o niente, devono pagare più tasse coloro che non possono sottrarsi all’erario, come gli operai della Fiat o le insegnanti di scuola elementare. E poi maggiore è la pressione fiscale, più si cerca di non pagare le tasse. Molti liberi professionisti o imprenditori, meccanici o imprenditori dell’edilizia o anche dentisti, chiedono ai loro clienti: « Sono 80 euro, 120 se vuole la ricevuta» e molto raramente si tende a sborsare così tanto per una ricevuta fiscale. Si stima che gli evasori siano circa il 20% della popolazione, per colpa della loro condotta ogni anno dai 120 ai 150 miliardi di euro evitano le casse dello stato. E’ quindi per questo motivo che il governo Monti sta mandando iImmagine13spettori del fisco attraverso l’Italia. Ha avuto un’eco notevole il blitz effettuato a Cortina d’Ampezzo, dove persone apparentemente nullatenenti avevano posteggiato sotto casa Ferrari e Porsche. La guardia di finanza ha controllato se effettivamente potessero permettersi il loro tenore di vita, visti i redditi dichiarati, e in questo modo è riuscita a scovare molti evasori.

7500 EVASORI– Ecco quanti ”nullatenenti” lo stato è riuscito a scoprire nelle ultime settimane, secondo La Repubblica. Questi evasori però non sono coloro che ”dimenticano” di dichiarare gli arrotondamenti portati dal secondo lavoro o che abbassano i tassi di rendimento dei loro depositi in banca, bensì di quelli che non pagano un centesimo e vivono da pascià. In totale gli euro evasi si aggirano intorno ai 21 miliardi, circa 2,8 milioni di euro per ogni evasore. Quello che stupisce di più è la sfacciataggine delle frodi fiscali messe in atto. Per anni, alcune imprese edilizie di Arezzo, pur rilasciando regolari ricevute ai loro clienti, gettavano via le copie, invece di inserirle nei libri contabili, evadendo così quasi 70 milioni di euro. Stesso discorso vale per dei tecnici di riscaldamenti di Roma, che scrivevano sulle ricevute cifre ridotte e sono così riusciti a evadere più di 5 milioni di euro. Un ristoratore di Venezia invece emetteva regolarmente scontrini, solo che poi a fine giornata cancellava le entrate in cassa e gettava nella spazzatura le copie degli scontrini. In questo modo è riuscito a evadere 3 milioni di euro in tre anni, però adesso rischia l’arresto.

LA CHIESA – Anche la Chiesa cattolica si espressa in merito al tema dell’evasione. Qualche giorno fa, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale italiana, ha detto che evadere le tasse «è peccato» e che anche le attività di proprietà del Vaticano, quotidiani, filatelia, amministrazioni immobiliari e altri devono essere tassabili, altrimenti sarebbe «uno scandalo». In realtà il governo italiano dovrebbe riscuotere qualcosa dalla Santa Sede, per esempio, l’istituto di proprietà del Vaticano ”Propaganda Fide” che forse è il maggiore proprietario di immobili di Roma, al cui impero immobiliare appartengono appartamenti per suore sottopagate ma anche case di lusso in piazza di Spagna che fruttano fino a 10 000 euro al mese di affitto. Da tempo si discute il Vaticano debba o meno pagare la relativa imposta. Lo stesso discorso vale per i vari ostelli e hotel di proprietà della Chiesa, che solo a Roma offrirebbero circa 10 000 posti letto, per i quali, facendo i conti, il Vaticano dovrebbe versare al comune di Roma circa 25 milioni di euro.

Se eravamo un popolo di navigatori, santi e poeti… Adesso, sicuramente, siamo nel paradiso…fiscale.

Andrea Paone

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