SCONFITTE STORICHE: SAN MARINO-GERMANIA 0-13. SAN MARINO SBATTE SUL MURO TEUTONICO

Avete presente il mito di Davide contro Golia? Ebbene, potremmo presentare così la sfida tenutasi il 6 Settembre del 2006 e valida per la qualificazione al campionato Europeo del 2008. Solo che, a differenza del giovane Davide che sconfisse il gigante Golia contro ogni pronostico, la nazionale di San Marino è stata letteralmente distrutta dalla Germania.  Il 13-0 in favore dei tedeschi evidenziò ancora una volta quanto potesse essere indietro calcisticamente il piccolo stato sammarinese. Non che ci fosse bisogno di ulteriori conferme, ma era giusto precisarlo.

Partita a senso unico, ovviamente in favore della Germania, che all’11esimo minuto sblocca il risultato con Podolski. A fine serata saranno ben 4 le reti realizzate dal centrocampista tedesco, abile a bucare la debole difesa di San Marino altre tre volte fra il 43esimo ed il 70esimo minuto di gioco. D’altro canto il parziale di 6-0 a fine primo tempo lasciava ben poco spazio alle interpretazioni. Differenza netta sotto tutti i punti di vista, che non poteva far altro che aumentare col passare dei minuti. L’emergente centrocampista Schweinsteiger diede il via alla girandola di reti della ripresa, fissando il risultato sul 7-0. Il sopracitato Podolski, Friedrich ed il neo-entrato Hitzlsperger porteranno il pallottoliere a quota 13 fissando il punteggio finale: San Marino 0 Germania 13 per l’appunto.

Tra le sconfitte peggiori, almeno riguardo le qualificazioni europee, possiamo inserire  la batosta subita dai sammarinesi per mano di una Germania nettamente superiore. Troppo basso il livello della formazione locale per sperare quantomeno di sorprendere gli esperti uomini di Joachim Loew, alla sua prima, e finora unica, esperienza da allenatore di una nazionale. Probabilmente nessuno in quel periodo immaginava che i tedeschi sarebbero potuti diventare campioni del mondo 8 anni più tardi. Sicuramente già s’iniziava a vedere la mano di un allenatore capace di trasmettere una mentalità vincente alla propria squadra ed abile a mantenere l’ossatura composta dagli ormai esperti Lahm, Klose, Podolski e Schweinsteiger. Quando si dice che spesso i successi partono da lontano. E la Germania ne è stata la prova.

 

Articolo di Matteo Perrini

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