Imparare ad essere assertivi

Vai a fare la spesa quando esci da lavoro? Passi a prendere tuo fratello a scuola? Prepari tu da mangiare stasera?“…Sì, Sì e..Sì! Quante volte vi siete incontrati con persone che hanno sempre acconsentito ad ogni vostra proposta, che annuivano ancor prima che aveste finito di porre la domanda e che non mettevano mai in dubbio ciò che dicevate? O forse siete voi stessi a subire tali richieste senza trovare il coraggio di dire di no? Non preoccupatevi, cari lettori, non sto descrivendo nessuna grave patologia che impedisce di dire la propria, né l’incantesimo di una strega che costringe ad un’eterna obbedienza! Si tratta semplicemente di una modalità di comportamento molto comune: la passività.

In Psicologia Cognitivo-Comportamentale si descrivono tre stili di comportamento e di comunicazione:

  • Passivo
  • Assertivo
  • Aggressivo

Lo stile comunicativo deve cambiare a seconda delle situazioni, non ne esiste uno giusto o sbagliato, ma come ogni cosa che viene portata all’estremo, essere completamente passivi o completamente aggressivi può risultare disfunzionale.

La persona passiva è colei che per paura di creare una frattura nella relazione e non essere accettati dall’altro, non riesce ad affermare i propri bisogni e desideri e non dice mai di no: ad esempio un ragazzo che va al cinema con un gruppo di amici, ogni volta accettando di guardare un film che non sopporta, senza neanche provare a proporre un’alternativa. O la moglie che esegue passivamente le richieste del marito senza mai opporsi per paura di essere lasciata. Lo stile passivo risulta essere maggiormente correlato con il disturbo depressivo (come uno dei principali fattori di mantenimento), poiché determina spesso un abbassamento dell’autostima, dovuto al non riuscire mai a fare ciò che si desidera o semplicemente esprimere i propri bisogni, e una conseguente diminuzione del tono dell’umore. Se in un primo momento il comportamento passivo è apprezzato dall’altro con cui ci relazioniamo, perché vede i suoi voleri accettati, a lungo andare si sente in colpa, non riuscendo mai a capire se quello che dice lo facciamo con piacere o per far piacere a lui.

L’aggressivo è colui che invece afferma fin troppo chiaramente i propri bisogni senza tenere conto dei sentimenti altrui. Solitamente dà ordini e, poiché spesso gli aggressivi sono in relazione con i passivi, vede le sue richieste eseguite senza discussioni. A breve termine tale comportamento ha certamente dei vantaggi: tutti noi saremmo felici come una Pasqua se ottenessimo sempre ciò che vogliamo! Ma nel tempo ha conseguenze negative sul piano relazionale: le persone si allontanano dall’aggressivo a causa delle inimicizie che si vanno a creare. Talvolta molta aggressività è inconsapevole e quando qualcuno la fa notare, la persona di solito si sente in colpa.

Veniamo al dunque: secondo i saggi latini in medio stat virtus, per cui possiamo affermare che l’assertività risulta essere la modalità di comunicazione (e comportamento) più adeguata e adattiva per la persona. Essere assertivi significa partecipare alla relazione in modo costruttivo e responsabile, saper esprimere in modo chiaro i propri desideri e i propri pensieri, tenendo conto dei sentimenti e delle emozioni dell’altro senza giudizi o pregiudizi. Vi sono alcune caratteristiche verbali che definiscono uno stile di comunicazione rispetto a un altro: il timing, ovvero la capacità di esprimersi al momento opportuno (ad esempio è aggressivo chiedere qualcosa nel momento in cui l’altro è di fretta e ha da fare); l’essenzialità dell’eloquio e la brevità (chi parla a vanvera senza arrivare al punto risulta aggressivo); fare domande, per mostrare interesse verso l’altro (l’eccesso rimanda a uno stile troppo passivo); il silenzio, passivo se non chiedo, non dico, aggressivo se non rispondo alle domande. Vi sono poi caratteristiche non verbali che possono identificare uno stile o un altro: ad esempio un contatto oculare sfuggente come un camaleonte risulta passivo, mentre uno sguardo fisso come un gufo arrabbiato è aggressivo! Anche lo spazio interpersonale è fondamentale: un eccessiva vicinanza è interpretata come un segnale aggressivo di dominanza, mentre se siete troppo lontani dall’altro (oltre a problemi evidenti di udito!) risulterete troppo passivi. E ancora il tono di voce: con grande rammarico dei baritoni, un tono di voce basso risulta aggressivo, mentre le voci acute e squillanti dei soprani risultano passive. In questo caso la Natura ha fatto la sua parte e queste persone devono faticare molto per adattare il loro tono di voce ad una comunicazione quanto più possibile assertiva.682817595

In terapia cognitivo-comportamentale si utilizza molto il Trainig Assertivo, attraverso l’utilizzo di varie tecniche assertive verbali e non, e role playing in gruppo, poiché è fondamentale l’interazione comunicativa e il feedback da parte degli altri.

Che dirvi di più…imparate ad essere assertivi…e a dire di no!

Articolo di Sara Cremonini

 

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