Champions League: la Juve diventa “Galactica”, il Barca fa tris

Il match di ieri sera fra il Barcellona e il Bayern Monaco verrà ricordato da molti di noi come la prima partita in cui abbiamo avvistato una presenza aliena, Lionel Messi infatti secondo noi non farebbe parte di questo mondo, questa è l’unica spiegazione che siamo riusciti a darci dopo aver assistito alle prodezze dell’argentino. La sfida fra le due squadre più forti del pianeta, una sorte di finale anticipata, è stata bellissima con un Bayern che nonostante le assenze, Robben e Ribery su tutti, ha tenuto testa alla squadra più in forma del momento per 60 minuti buoni. Infatti nel primo tempo il Barcellona ci ha provato prima con Suarez e a più riprese con Messi ma, uno straordinario Neur e una difesa impeccabile, hanno permesso di mantenere invariato il risultato. Nonostante il pressing subito, i tedeschi non hanno mai rinunciato ad attaccare creando qualche grattacapo alla difesa blaugrana, il primo tempo allora scorre via con tanti rimpianti e zero goal. Nei secondi quaranta cinque minuti la musica sembra non cambiare, stesso canovaccio tattico e punteggio inchiodato sullo 0-0 iniziale; poi un certo Lionel Messi decide che è arrivato il momento di indossare il vestito buono e di prendersi la finale. Stavolta non ci sono portieri o difensori che tengano e alla mezz’ora un tiro scagliato con precisione e forza degne di un Dio infila Neur sul primo palo e fa esplodere il Camp Nou. Ma la magia vera si compie qualche minuto dopo, uno contro uno con Boateng: finta secca eseguita ad una velocità impensabile per qualsiasi altro giocatore e pallonetto a Neur che si infila piano piano come se volesse darci il tempo di stropicciarsi gli occhi davanti a tanta grazia e maestosità. La meraviglia di poter ammirare certe gesta in prima persona ci inserirà senza dubbio nella categoria di persone che hanno assistito ai goal più belli del giocatore più forte di tutti i tempi. Il Bayern è stordito, la reazione è inesistente, anzi al 93′ Messi decide di salutare i propri tifosi con l’ultima prodezza della serata, l’assist a Neymar, che solo davanti al portierone tedesco partecipa alla festa e prenota il biglietto per la finale di Berlino. Alla fine della gara mi sono divertito parecchio a leggere i commenti in rete degli utenti, ed uno in particolare mi ha colpito molto: “Non è giusto però, loro hanno Dio”. Credo sia la miglior sintesi ad una gara che forse il Bayern non meritava di perdere in maniera così pesante visto il modo in cui ha tenuto il campo per un’ora di gioco abbondante, però loro hanno Messi e questi campioni, come C.Ronaldo, valgono più di qualsiasi schema tattico, di qualsiasi marcatura ad uomo o a zona, sono quei giocatori che ti portano a venerare tale sport che perde una settimana ad analizzare moduli, schemi e quant’altro e poi si inchina a tanta classe.

Capitolo Juventus, forse i bianconeri non avranno Messi ma le vittorie si costruiscono anche con l’umiltà e la sofferenza e la Juve di martedì sera ne è la dimostrazione. Vittoria meritata contro i campioni in carica del Real Madrid, che invece di aggredire sono stati aggrediti dal primo fino all’ultimo minuto di gioco. Tanta corsa e spirito di gruppo per la Juve che sin da subito ha messo le cose in chiaro con Morata, galantuomo a non esultare nei confronti del suo vecchio club. Però sono bastati dieci minuti di Real per siglare prima il pareggio con Ronaldo e per scheggiare poi la traversa con James Rodriguez, tanti brividi al rientro nello spogliatoio e pensieri offuscati “forse c’è un motivo se il Real è campione del mondo” avranno pensato i tifosi. Sicuramente però tali parole non sono passate per la testa di Max Allegri, che ha spronato i suoi nell’intervallo a continuare come avevano iniziato il match; detto fatto, pressing a tutto campo e rigore conquistato e trasformato da Tevez Carlitos, che con calma e sangue freddo infila Casillas e regala una vittoria prestigiosa alla Vecchia Signora. Un piccolo passo verso Berlino è stato fatto, ma adesso viene il difficile visto che tra una settimana i bianconeri dovranno andare nella tana del lupo e cercare di difendere il goal di vantaggio. Non una chimera da scalare per il Real ma certo non sarà facile contro una difesa, quella juventina, che anche l’altra sera ha dimostrato di essere fra le più difficile da penetrare. Dall’altra parte infatti Ancelotti vivrà una settimana complicata, fra critiche e paure dei tifosi che rinfacceranno il gioco spumeggiante dei rivali del Barcellona già con un piede in finale.

Fra sette giorni conosceremo il nome delle due finaliste, il buon proposito è quello di vedere la Juventus andare a Berlino dove il tricolore italiano ha issato la propria bandiera 9 anni fa, in una notte afosa di Luglio.

Articolo di Raffaele Giachini

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