Il turismo…psicologico!

Miei cari lettori, ormai si avvicina l’Estate (finalmente oserei dire!), per questo mi sembra doveroso entrare nel vivo del tema “vacanza”. Solo a pronunciare questa parola la nostra mente prende il volo in un viaggio attorno al mondo, vero? Dopo mesi e mesi in cui gli occhi si affaticano sui libri e i muscoli nelle routine lavorative, Maggio giunge per ognuno come un’ancora di salvezza in mezzo ad un mare in burrasca: il primo pensiero, credo della maggior parte di voi, sarà “Dove vado quest’anno?”. Ovviamente, essendo una studentessa di psicologia, non posso far altro che parlarvi del Turismo in un senso…psicologico!

La “Psicologia del Turismo“, ecco il tema di questo nuovo articolo, che spero vi interesserà al punto da fare le valige…se non realmente, almeno con il pensiero. Come disciplina nasce nel 1984 quando a Bergamo, al termine del XX Congresso nazionale degli psicologi della S.I.P.S. (Società Italiana di Psicologia) venne proposta una giornata di studio post-congressuale per discutere la possibilità di applicare la psicologia al comportamento turistico. A tale giornata parteciparono esperti afferenti a molti settori, non solo psicologi, ma anche economisti, medici, esperti di marketing, geografi, sociologi e antropologi, direttori di agenzie di viaggio e tour operator, per poter evidenziare ogni attributo della vacanza e di quello che rappresenta per l’individuo.

Il turismo è un ambito molto complesso e peculiare, per questo, essendo la psicologia una disciplina tutt’altro che semplice, possiamo dire che ritrova negli aspetti del turismo un banchetto di spunti di indagine di cui fare man bassa! Legati al concetto di “turismo”, infatti, vi sono diversi elementi psicologici:

  • motivazione
  • scelta turistica
  • funzioni della vacanza
  • “customer satisfaction”
  • marketing
  • altri…

Marcello Cesa-Bianchi, nella presentazione del libro “Psicologia del turismo. Turismo, salute, cultura.” scrive così: Ogni scelta turistica e’ indice certamente di una personale e sociale gestione del tempo libero, ma e’ anche motivata da soggettive esigenze, che vanno ricercate dallo psicologo.
Ogni momento turistico e’ investito di una personale forte valenza emotiva, sociale, economica. E’ giusto, dunque che psicologi, tour operators, amministratori di diverse regioni, dirigenti di diverse aziende di turismo e termali, si confrontino sui temi della formazione e della informazione turistica, a favore di una piena fruizione delle risorse ambientali e turistiche”. Quando noi entriamo in una agenzia di viaggi o semplicemente ce ne stiamo a casa a scorrere con sguardo avido lo schermo del computer nei siti di viaggi, operiamo delle scelte che sono in linea con la nostra personalità, con i nostri bisogni del momento, con i nostri desideri, tanto quelli nascosti quanto quelli manifesti. Il rapporto che c’è tra turismo e spostamento in generale, può in sintesi essere rappresentato dal punto di vista psicologico come la motivazione al muoversi: le forze sociopsicologiche che inducono una persona a scegliere l’esperienza turistica o una determinata località, dalle quali nasce la domanda “dove vado?”. La motivazione deriva da un bisogno, la cui soddisfazione fa sentire l’individuo appagato. Il marketing, nell’ambito del turismo, ha il compito di creare la consapevolezza del prodotto/servizio nella mente dei potenziali acquirenti, suggerendo loro gli obiettivi per la gratificazione dei bisogni.

Dunque, perché scegliamo determinate mete nelle nostre vacanze? Quali sono i nostri bisogni e le motivazioni che ne derivano?

  • fuga-evasione
  • vagabondare
  • ricercare se stessi
  • socializzare
  • cultura-conoscenza
  • prestigio sociale
  • cambiamento
  • sogno-ricerca del nuovo

Una volta riconosciuti i bisogni l’individuo deve operare la “scelta turistica“: come? Lo fa ricercando informazioni dai depliant nelle agenzie di viaggio, chiedendo ad amici, stando ore al computer sui siti turistici, comprando libri…in pratica, ovunque. Da qui si sviluppa un certo atteggiamento e la valutazione delle alternative a disposizione in cui l’individuo si crea un personale set di criteri di scelta. Una volta selezionati i criteri più rilevanti…non resta che andare in agenzia e prenotare la vacanza! Ma quali sono le funzioni della vacanza? Possono essere di compensazione, non tanto del bisogno personale, quanto del confronto con gli altri, oppure di fuga dal quotidiano, un modo per organizzare il proprio tempo libero, sentirsi liberi di scegliere. Il turismo è un “want“, un desiderio, un bisogno culturale, non un “need“.

Attualmente sono poche le realtà turistiche che si avvalgono della presenza di uno psicologo, ma è interessante considerare che occuparsi di Psicologia del Turismo vuol dire allontanarsi da una prospettiva puramente geografica ed economica per dedicarsi al turismo come scelta psicologica e comportamento dell’individuo.

Per il viaggiatore la vacanza è ogni volta fonte di una nuova formazione: d’altronde, “il mondo è un libro…e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina”.

Articolo di Sara Cremonini

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