BIDONI D’ITALIA: VAMPETA, IL “DESAPARECIDO” BRASILIANO

La parola ideale per definirlo è appunto questa: “Desaparecido”. Probabilmente ancora oggi qualcuno nella Milano interista si starà chiedendo dove potesse essere finito il centrocampista brasiliano Vampeta, nato a Nazarè Das Farinhas il 13 Marzo 1974, durante la sua breve esperienza in nerazzurro. Acquistato con l’obiettivo di rilanciare l’Inter, in realtà si rivelerà un enorme buco nell’acqua.

Dopo un discreto inizio di carriera tra Olanda e Brasile, nell’Agosto del 2000 viene segnalato da Ronaldo alla dirigenza dell’Inter, che decide di acquistarlo per circa 30 miliardi prelevandolo dal Corinthians. In virtù della cifra sborsata da Massimo Moratti per il suo cartellino tutti si aspettano grandi cose da questo giocatore, anche perché nella nazionale brasiliana le sue prime uscite furono molto positive e facevano ben sperare i tifosi nerazzurri. Purtroppo le speranze verranno disattese già poco tempo dopo il suo arrivo.

Eppure le sue prime esperienze nei vari club, tra i quali spicca il PSV Eindhoven, e nella nazionale brasiliana lasciavano intravedere buonissime cose. Prestazioni positive e giocate importanti contribuirono ad accrescere la sua fama. Col senno di poi verrebbe da dire “Non fosse mai successo”. L’esordio di Vampeta in nerazzurro avvenne l’8 Settembre del 2000 nella partita valevole per la conquista della Supercoppa Italiana tra Lazio ed Inter giocata allo stadio Olimpico di Roma. Nonostante la sconfitta dei nerazzurri per 4-3 il debutto del brasiliano fu più che positivo, tanto da far registrare la sua prima, ed unica, rete con la maglia della “Beneamata”. Come altri suoi “illustri” predecessori, Vampeta saprà dare il meglio unicamente nella partita d’esordio. Con l’esonero di Marcello Lippi, con conseguente arrivo di Marco Tardelli, il centrocampista non vedrà mai più il terreno di gioco fino al 6 Novembre dello stesso anno. Quella partita, valevole per i quarti di finale della Coppa Italia, sarà ricordata sia per la roboante sconfitta dei nerazzurri col punteggio di 6-1, sia perché proprio quell’incontro sarà l’ultimo di Vampeta in nerazzurro prima di essere ceduto a titolo definitivo ai francesi del Paris Saint Germain durante il mese di Gennaio. Dopo l’esperienza francese, chiusa anch’essa in malo modo con alcune dichiarazioni poco lusinghiere verso il club di Parigi e non solo, la carriera di Vampeta proseguì in brasile con alterne fortune, con anche una parentesi in Kuwait, tra le fila di Flamengo, Corinthians, Vitòria, Brasiliense e Goias prima di concludere ufficialmente la carriera nel Clube Atlético Juventus.

Di sicuro il suo addio all’Inter non ha causato dispiacere ai tifosi nerazzurri, anzi tutt’altro.  Giocatore praticamente  mai utilizzato sia da Lippi che da Tardelli durante la sua breve permanenza. Questo la dice lunga sul fatto che evidentemente Vampeta non fosse un fuoriclasse ma l’ennesimo acquisto sbagliato di quel periodo da parte del club meneghino. Ed è stata forse la notizia della sua cessione l’unico evento positivo di quell’annata per l’Inter. Come disse Tom Hanks nei panni del celeberrimo Forrest Gump “La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”. Evidentemente l’Inter scelse quello sbagliato.

Articolo di Matteo Perrini

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