Ostia: una porta sull’Europa

Tutto è pronto! Vanno solamente allacciate le fascette e indossati i guantoni. L’aria è elettrica qui al “Paladifiore” di Ostia Lido, caricata ancor maggiormente dall’ulteriore mese di attesa per questo importantissimo incontro, inizialmente stabilito per il 6 Marzo e poi spostato, appunto, ad oggi 17 Aprile. L’incontro sarà disponibile alle 22.00 su rete nazionale “Rai Sport 1”, in una serata che si preannuncia dedicata totalmente allo sport e alla competizione. Salvini-Crudetti, binomio equivalente a spettacolo, tecnica e potenza, certamente una sfida propensa a far rimanere gli appassionati della grande boxe italiana incollati davanti il televisore. Nei giorni che precedevano il grande match, siamo andati ad incontrare il campione Emiliano Salvini nel suo habitat naturale: la palestra di Casalbruciato, quartiere periferico di Roma in prossimità di Via Tiburtina.

 

“Emiliano, la prima domanda riguarda naturalmente la preparazione di questo grande match. Come procede e come la stai affrontando?”

La preparazione posso dire che è conclusa, manca solamente “un kilo di troppo”, detto in gergo pugilistico. Come hai visto stiamo combattendo anche i limiti del peso e ogni anno che passa diventa sempre più difficile, soprattutto per una questione di età”

 

“Comunque è sicuramente un match che ha molto valore…”

Si, io sono il Campione d’Italia e lui deve dimostrare agli altri che è più forte di me.”

 

“Bene. Si sa che il tuo soprannome di battaglia è “Globetrotter”, quindi “il giramondo”, ma da cosa deriva questo appellativo?”

Ma guarda, una volta ho combattuto in Irlanda e leggendo dopo il match la rivista sportiva “Boxe Ring” avevano scritto di Salvini, il piccolo “Globetrotter” romano e da li è nato questo soprannome.”

 

“Fantastico. Sappiamo quindi ora la derivazione del tuo soprannome “il giramondo”, ma qui a casa tua, in Italia, da dove inizia la carriera di Emiliano Salvini?”

Avevo 7-8 anni…nel frattempo in quel periodo facevo judo, calcio e correvo nelle maratone. Sono arrivato poi alla Casalbruciato e a 14 anni ho fatto il primo incontro, sono entrato in nazionale e da li è iniziata la scalata.”

 

“Parliamo allora del futuro: se dovessi riconfermarti campione hai già dei progetti?”

La cosa sicura è che lascerò il titolo italiano e in linea di massima con la conferma del titolo si apre l’Europa, quindi a quel punto combatterò per quello europeo; questo però da sfidante volontario, avendo i requisiti  per combattere in questo modo non ufficiale, dato che sarebbe più complicato come sfidante ufficiale a causa delle graduatorie.”

 

“Quindi possiamo dire che l’obiettivo è l’Europa?”

Si! Il titolo europeo da poco è diventato vacante, perché colui che lo deteneva lo ha lasciato per giocarsi il mondiale, quindi dovrei giocarmi bene l’opportunità nell’Unione europea. Questo è uno sport dove, purtroppo, devi sempre vincere e non c’è possibilità di sconfitta!”

Articolo di Francesco Tripputi

 

 

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