Coppa Italia; Lulic porta in paradiso la Lazio. La Juventus sogna il Triplete.

Due vittorie esterne, due rimonte impossibili che hanno concesso il pass per la finale del 7 Giugno alla Juventus e alla Lazio. I biancocelesti ieri sera hanno toccato il cielo con un dito quando Lulic, uomo di coppa, ha infilato Andujar e ha portato avanti i suoi forse nel momento di maggiore sofferenza; mentre i bianconeri hanno dominato, nonostante le assenze, in uno dei campi più difficili d’Italia dimostrando una supremazia a tratti davvero imbarazzante.

Al San Paolo ieri sera la banda di Stefano Pioli doveva ribaltare l’1-1 dell’andata davanti ad un Napoli che, visto le ultime fallimentari uscite, aveva un bisogno disperato di raggiungere questa finale. Nei primi 45 minuti regna l’equilibrio, la Lazio tiene bene il campo ma l’unica vera palla goal capita sul sinistro al veleno di Gabbiadini che da calcio piazzato scheggia il palo, le due difese tengono bene ai tentativi offensivi e alla fine sono le uniche vincitrici del primo tempo. Al rientro dagli spogliatoio la musica cambia, il Napoli vuole regalare la vittoria al proprio pubblico ma spreca molto prima con Higuian e poi con Inler, la Lazio aspetta e coglie l’occasione al volo con l’uomo di coppa, il bosniaco che fece piangere la Roma nel 2013, è infatti il neo-entrato Lulic che trafigge Andujar con un piatto destro chirurgico su assist del solito Felipe Anderson. E’ un goal importantissimo per la Lazio che subisce la sfuriata finale dei partenopei che però non raggiunge il fine sperato visto che ancora Lulic, migliore in campo, salva sulla linea la conclusione a botta sicura di Insigne. La Lazio vola così in finale, una stagione partita in sordina fra critiche e tanti mugugni potrebbe trasformarsi in una cavalcata trionfale, merito di questo successo è sicuramente di Pioli, allenatore maturo e con idee chiare che ha risposto alle critiche sul campo arrivando non solo in finale di coppa ma anche in piena zona Champions ad appena un punto dai cugini che erano sicuramente partiti con altre aspettative.

Per la Juventus abbiamo finito gli aggettivi, uno scudetto(il quarto di fila) vinto già a Marzo, una qualificazione ai quarti di finale di Champions acquisita con l’impresa di Dortumund e da martedì sera ci dobbiamo aggiungere anche la finale di coppa Italia a questa stagione straordinaria che vede come unica pecca la sconfitta in Supercoppa Italiana. Fra le due finalisti ci sono tratti in comune, entrambe hanno cambiato allenatore in estate fra critiche e scetticismo generale ed entrambe hanno tratto beneficio da questo cambio, si perché anche Allegri come Pioli ha modificato in positivo la propria squadra, anzi volendo dirla tutta il tecnico bianconero merita più elogi perché ha ereditato una squadra vincente che però, stanca e logora dei successi avrebbe potuto frenare di botta, invece il buon vecchio Max ha impiantato la sua idea di calcio con calma e cura creando un mix assolutamente vincente fra il suo volere giocare sempre il pallone e la cattiveria agonistica trasmessa dal triennio Conte. La sfida del Franchi è lì a dimostrarlo, pressione immediata ai portatori di palla avversari e fraseggio degno del miglior Barcellona, così la Juventus aveva già chiuso i conti nel primo tempo grazie alle reti di Matri e Pereyra, mentre nella seconda frazione di gioco Bonucci scriveva la parola fine alla sfida. La Fiorentina ci ha provato bisogna ammetterlo, ma bisogna dire anche gli errori sia in fase di mercato, è ormai appurato che Gomez è stato una spesa di tempo e di denaro, sia in campo visto che la Viola è scesa troppo compassata, troppo sicura di essere già in finale dopo l’exploit di Torino. La Juventus non ha avuto pietà, data per spacciata troppo presto martedì ha dimostrato di avere acquisito il Dna delle sfide da dentro o fuori e ha inviato un segnale a tutta Europa, al Monaco in primis.

Ora non ci aspetta che assistere alla finale di Giugno all’Olimpico di Roma, troppo presto per fare pronostici visto che mancano due mesi e visto che in mezzo a questo lasso di tempo ci sono ancora tante partite che potrebbero segnare la stagione di entrambe le formazioni. Una cosa ci preme dirla, comunque vada dovrà essere uno spettacolo non solo in campo ma anche fuori dal rettangolo di gioco, per poter finalmente tornare a parlare di calcio e non di tifosi aggrediti o striscioni esposti.

Articolo di Raffaele Giachini

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