“NON CI POSSO FAR NIENTE, AMO LE PAROLE!”

Giovane, solare ed elettrizzata: bastano queste 3 parole per descrivere Chiara Dello Iacovo, nuova concorrente di The Voice nel #TeamFach, che abbiamo avuto modo di intervistare grazie all’ausilio dell’Ufficio Stampa.

Chiara è una ragazza di 19 anni proveniente da Asti che ha due sogni: volare ed esibirsi su un palco importante. Il secondo sogno è stato in parte realizzato l’11 marzo salendo sul palco di The Voice per le Blind, col brano “Le cose in comune” di Daniele Silvestri, dal quale vorrebbe emulare anche l’umorismo. Tra gli altri grandi autori di musica vorrebbe seguire la scia di Jovanotti, De Gregori e Fabi visto la sua grande passione nella scrittura di testi che le ha portato finora alcune soddisfazioni: vittoria al San Jorio Festival, finalista al “Premio Andrè” e 3 premi al Tour Music Festival presieduto da Mogol e svoltosi al Piper. Il suo “compagno” d’avventura è il pianoforte con cui ha svolto da poco l’ultimo esame al Conservatorio ma non disdegna la chitarra che studia da autodidatta.

Quale emozione hai provato prima di salire sul palco?

Onestamente? Ero elettrizzata,letteralmente.Se qualcuno mi avesse toccato in quel momento,sono quasi sicura che gli avrei dato la scossa.Francamente pensavo mi sarei ritrovata ad essere tesa e nervosa ed invece alla fine l’unica cosa che ha prevalso è stata l’irrefrenabile voglia di salire sul palco e fare la cosa che amo di più: comunicare.

Come mai hai scelto quel coach?

L’indecisione era forte, come si è potuto notare. Quindi, dopo essere stata immobile e muta come uno stoccafisso per dieci minuti buoni, ho deciso di seguire l’istinto e nonostante gli occhioni di J-ax avessero fatto breccia nel mio cuore, ho optato per il binomio Facchinetti. Loro erano l’incognita di questa edizione, ed io sono maledettamente troppo curiosa.

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Cosa ne pensi di questo talent? Valorizza a pieno i talenti?

Di sicuro è meglio di quanto mi aspettassi. Io non ho mai seguito i talent show, perché ho sempre ritenuto che fossero dei tritacarne che sfruttavano l’ingenuità dei sogni di giovani artisti. Percepito dall’interno però, l’atmosfera è diversa. Si instaura un rapporto di complicità non indifferente sia coi concorrenti che con i membri della redazione e dello staff. Già questo varrebbe l’intera esperienza del programma, a prescindere dall’esito. Per quanto riguarda la seconda domanda, credo sia ancora presto per asserire una posizione a riguardo. Spero con tutto il cuore che sia così, e che non prevalga il mero spettacolo a sacrificio dei meriti artistici e musicali.

In un ipotetico futuro quale genere vorresti seguire nel tuo percorso musicale?

Al di fuori di questa esperienza a TheVoice, io porto avanti un progetto musicale che si sta andando a delineare con più precisione da qualche mese a questa parte. Sono una cantautrice, scrivo ormai da circa tre anni e ammetto che però solo recentemente ho capito che il mio genere musicale è il cosiddetto “pop d’autore”. Non credo sia un caso che sia il mio preferito anche a livello di ascolto. Non ci posso fare niente, amo le parole!

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http://www.youtube.com/watch?v=EqjHQu_9a6M

ARTICOLO DI LUCA VINCENZO FORTUNATO

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