STORIE DI SPORT – LA FAVOLA BHUTAN!

Per le vie della capitale Thimphu l’entusiasmo è ancora alle stelle. E non potrebbe essere altrimenti: chi le aveva mai viste due vittorie in una settimana?

Sembra di vivere in un film, come quelli dedicati, nel tempo, a quella nazionale dalla divisa tanto bella (mica poco destreggiarsi con una maglietta gialla col disegno di un grosso drago arancione) ma dai risultati disastrosi, tanto da ancorarsi – nel tempo – all’ultimissimo posto (il 209esimo) del ranking Fifa. Ma, la settimana scorsa, trascinato da una selezione composta da ragazzini, il Bhutan ce l’ha fatta, sconfiggendo due volte il malcapitato (e incredulo) Sri Lanka nei preliminari asiatici a eliminazione diretta per i Mondiali di Russia 2018 e guadagnando così per la prima volta l’accesso ai gironi di qualificazione. La formazione di Colombo è stata regolata 1-0 a domicilio e 2-1 in un ribollente “Changlimithang Stadium”, a 2650 metri in quota: 15mila spettatori in delirio, lo stadio più pieno di tutte le altre eliminatorie asiatiche.

C’ERA UNA VOLTA “L’ALTRA FINALE” – Le pellicole sulla selezione himalayana furono girate sull’onda di quell’evento che si consumò il 30 giugno 2002, giorno della finale mondiale tra Brasile e Germania: in Giappone ci si giocava il titolo della migliore nazionale, a Thimphu – in caso di sconfitta – quello della peggiore dato che si sfidavano le ultime due del ranking Fifa. Il Bhutan (che in passato incamerò sconfitte come un 20-0 patito nel 2000 dal Kuwait) vinse, quel giorno, 4-0, contro Montserrat, isola caraibica che, in seguito, fece calcisticamente alcuni piccoli progressi – tanto da attestarsi attualmente in 172esima posizione. I Druk Eleven, invece, da quel giorno, vinsero una sola altra volta (6-0 nel 2003 contro Guam), prima di fare l’en plein nel doppio impegno dei giorni scorsi. Ci sono voluti 12 anni… Ad ogni modo, “The Other Final” rappresenta ancora un must per gli amanti del calcio romantico: l’evento fu organizzato da un tifoso olandese, deluso quell’anno, dalla mancata qualificazione degli Orange alla rassegna nippocoreana. Quel giorno d’inizio estate, sul prato spelacchiato del “Changlimithang Stadium” (che ora invece vanta una funzionale pelouse sintetica), c’era anche Chokey Nima, attuale allenatore della nazionale dei dragoni, che si è già guadagnato l’etichetta di “Ct rivoluzionario”.

ORIUNDI? NO, RAGAZZINI – Non è raro constatare, quando ci si trova di fronte alla crescita della nazionale di un paese piccolo non solo calcisticamente (bisogna sempre tener presente che il Bhutan è uno staterello di 46mila 500 metri quadri e di 760mila abitanti, incastrato tra India e Cina), l’utilizzo di giocatori di sangue misto o semplicemente naturalizzati per avere a lungo giocato nel campionato del loro nuovo paese. Non è assolutamente il caso dei Druk Eleven. Mister Nima, dopo aver sostituito il rassegnato predecessore giapponese Kazunori Ohara, ha convinto la federazione bhutanese a immettere qualche ngultrum (la moneta corrente) nelle tasche dei giocatori convocati in nazionale, visto che da queste parti il calcio, il più delle volte, non è attività retribuita. Dopodiché il “ct rivoluzionario” ha stilato una convocazione del tutto particolare, affidandosi essenzialmente a giovani ragazzi, in alcuni casi ragazzini, reclutando – pensate – anche due classe ’98, come il centrocampista Lungtop Dawa, tra i grandi protagonisti della doppia sfida allo Sri Lanka. E la ricetta ha funzionato alla grande.

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Da CR7 a CG7 – Mattatore del trionfo nel return match di Thimphu è stato Chencho Gyeltshen, 19 anni da compiere il prossimo 10 maggio. O meglio “CG7” com’è soprannominato da queste parti, poiché considerato il Cristiano Ronaldo bhutanese: “E’ il mio idolo assoluto, una continua ispirazione per me – spiega in esclusiva a Europort – E’ l’espressione dell’atleta professionista senza compromessi: l’esempio più lampante del talento abbinato al sacrificio degli allenamenti. Il numero 7 che indosso in nazionale? Ovviamente è dedicato a lui”. Esattamente come Cristiano Ronaldo, le ragazze in Bhutan impazziscono per CG7: cambia una consonante nel codice alfanumerico, non il risultato. A soli 18 anni, Chencho – unico giocatore bhutanese ad aver ottenuto lo status da professionista (per una breve esperienza appena conclusa nel calcio tailandese al Buriram United), si appresta a diventare il miglior marcatore della propria nazionale. Quattro gol in otto presenze: gli “idoli” del passato Passang Tschering e Wangay Dorji arrivarono a 5…

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SOGNANDO PIRLO – “Ronaldo non è il mio unico idolo. In Italia, ad esempio, impazzisco per Andrea Pirlo – prosegue Chencho, figlio di un’altra generazione calcistica che, evidentemente, tanto può offrire a questa piccolissima nazionale – Ho completato gli studi e ho deciso di dedicare la mia vita interamente al calcio. Ho fatto una breve esperienza in Thailandia, ora sono tornato a giocare a casa mia, nel Thimphu City Fc. Il mio sogno, però, è di approdare in un paese in cui questo sport viene considerato popolare, dove lo si possa considerare un lavoro. Qui, al momento, non è così: c’è chi è studente, chi impiegato, chi guida turistica, chi ancora pilota d’aerei, come il centrocampista Kharma Shedrup Tschering”. Tornando al doppio trionfo contro lo Sri Lanka, il 45enne ct Nima, facendo leva sulla propria esperienza, fa da pompiere: «Gran risultato, ma la strada per Russia 2018 è ancora lunghissima e molto complicata», ha detto. Gli ha risposto lo stesso CG7: “Complicato non significa impossibile”. Beata gioventù…

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