TUNISIA, 23 MORTI, 18 SONO STRANIERI, 4 GLI ITALIANI COINVOLTI, TUTTI PIEMONTESI.

I terroristi che ieri hanno attaccato il museo del Bardo a Tunisi erano “muniti di cinture esplosive” e di armi “molto avanzate”.

Lo ha detto il ministero degli Interni tunisini Najem Gharsalli citato dai media locali. Il numero delle vittime dell’attentato “sarebbe potuto essere molto più alto”, ha aggiunto il ministro. Quattro persone sono state arrestate in relazione all’attentato di ieri al museo del Bardo di Tunisi. Lo ha annunciato la presidenza tunisina citata dai media francesi. Altri cinque sospetti sono interrogati dalla polizia. E’ ancora incerto il bilancio della carneficina di probabile stampo jihadista.

“Siamo in guerra”. Lo ha detto il presidente tunisino Beji Caid Essebsidurante una riunione del Consiglio superiore delle forze armate convocata dopo l’attentato di ieri al museo del Bardi di Tunisi. Per “sradicare il terrorismo” sono state mobilitati l’esercito e la polizia, ha aggiunto il presidente citato da Le Monde.

Secondo l’ultimo bollettino diffuso dal ministro della Sanità Said Aidi, le vittime dell’attentato sono 23 di cui 18 turisti stranieri e 5 tunisini, tra cui due degli attentatori. Sarebbero 11 gli italiani rimasti feriti ha aggiunto il ministro specificando la nazionalità delle vittime dell’attentato. Oltre agli italiani sono rimasti coinvolti 9 tunisini, 11 polacchi, 8 francesi, 5 giapponesi, 1 russo, 1 tedesco e 2 sudafricani. La lista completa è stata pubblicata dall’emittente privata Radio Mosaique.

Costa crociere ha reso noto che tra i passeggeri di ‘Fascinosa’ ci sono “tre morti, due persone irreperibili e otto feriti”. L’ad della compagnia, Michael Thamm ha condannato “con forza questo barbaro e ignobile attacco terroristico, un attacco alla democratica tunisina”, esprimendo “profondo cordoglio e condoglianze alle vittime e ai loro familiari”.

Delle quattro “possibili” vittime italiane comunicate dalle autorità tunisine, “due non sono vittime ma feriti”, ma “ci sono due dispersi ha detti ad Agorà, ha detto invece il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Se i dispersi dovessero risultare morti, il bilancio delle vittime italiane sarebbe dunque quattro.

Papa: vicino alle vittime, condanna atto contro pace – Il Papa, “informato del grave attentato che ha colpito ieri la città di Tunisi”, in un telegramma al vescovo della città “si associa nella preghiera al dolore delle famiglie in lutto, a tutte le persone toccate da questo dramma e anche al popolo tunisino” e “reitera la condanna di ogni atto contro la pace e la sacralità della vita umana”.

L’omaggio della folla al cane eroe rimasto ucciso
IL VIDEO DA YOUTUBE

“Oggi in Italia tutti i livelli di allerta di mobilitazione delle forze di sicurezza sono al massimo e concentrati sulla minaccia terroristica”. Così il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ad Agorà pur precisando che “tecnicamente” siamo in una “fase di pre-massima allerta” terrorismo perché l’intelligence non ha “minacce specifiche”. Il ministro esorta da una parte a non cedere a “nessun allarmismo”, ma dall’altra sottolinea che “è chiaro che tutti i meccanismi di allerta in Italia sono al massimo. “Dobbiamo proteggere i nostri confini, i nostri concittadini ed alzare i livelli di sicurezza sui possibili bersagli del terrorismo”, tutte cose – ha assicurato Gentiloni – che “il ministero interno sta facendo”. “I nostri servizi di intelligence sono attivi, abbiamo rafforzato la presenza navale nel Mediterraneo e finora – ha aggiunto – non esistono elementi di connessione tra fenomeno migratorio e terrorismo, ma nessuno può in teoria escluderlo”.

Migliaia in piazza, “La Tunisia non si arrende” FOTO 

Costa Fascinosa ripartita in nottata – Costa Crociere conferma nella sua pagina Facebook che la nave Fascinosa ha lasciato il porto di Tunisi all’1,55 di questa notte. Al momento della partenza il comandante ha informato che il numero dei passeggeri che non hanno fatto ritorno alla nave e’ sceso a 13. Dodici persone della Costa Care team e due dirigenti della sede centrale, viene detto, sono gia’ operativi a Tunisi ”per rimanere in contatto con le autorita’ locali per assicurare l’assistenza necessaria. Altre tre perone del Costa Care team arriveranno a Tunisi oggi”


Costa Crociere ribadisce di essere ”in stretto contatto con il ministro degli Affari Esteri, le autorita’ locali di sicurezza, il comandante di Costa Fascinosa, e l’agente portuale locale per monitorare la situazione e seguire la sua evoluzione”. La societa’ armatoriale ”esprime la propria vicinanza a tutte le persone coinvolte nei tragici eventi e alle loro famiglie”.

ATTACCO A TUNISI, LIVEBLOG

Ha lasciato il porto de La Goulette questa mattina alle ore 6.00 per raggiungere Barcellona anche la nave da crociera Msc Splendida. Ne dà notizia il sito ufficiale della compagnia di navigazione che comunica che nella città di Tunisia rimarrà un team di assistenza per i passeggeri coinvolti nella strage del museo del Bardo di ieri.

Il blitz delle forze speciali

E’ di due morti e tre feriti accertati, e una donna dispersa il bilancio dell’attentato di Tunisi per il Piemonte. La regione e il suo capoluogo, Torino, pagano il prezzo più alto dell’attacco al museo del Bardo rivendicato dall’Isis. Un dramma vissuto “con grande angoscia dall’intera comunità”, sottolinea il sindaco Piero Fassino, che segue la vicenda in costante contatto con la Farnesina e con l’ambasciata italiana di Tunisi. Degli italiani che domenica scorsa si sono imbarcati sulla Costa Fascinosa, a Savona, per una crociera nel Mediterraneo di una settimana i torinesi sono una ottantina. Tra questi molti, 31, partecipano a un viaggio organizzato dal circolo ricreativo del Comune di Torino. Un viaggio low cost, una vacanza fuori stagione in compagnia di colleghi di lavoro, amici e parenti, che si trasforma in un incubo. “Sparano, aiutateci”, dice al telefono Carolina Bottari, impiegata dell’ufficio Patrimonio del Comune di Torino. La donna è la prima a riuscire a mettersi in contatto con Torino, via telefono. Poi più nulla. E’ ormai notte quando il Comune di Torino rende noto che si trova in un ospedale della capitale tunisina. “E’ stata ferita e sottoposta ad un intervento chirurgico – riferisce il primo cittadino – ma non sarebbe in pericolo di vita”. Non ce l’ha invece fatta suo marito, Orazio Conte, informatico. “Se è successo qualcosa a mamma e papà…”, diceva tra le lacrime il figlio Simone, prima di essere informato delle condizioni dei genitori.

Tra le vittime dell’attentato c’è anche Francesco Caldara, 64 anni, pensionato di Novara. Era in vacanza con la compagna Sonia Reddi, ferita a una spalla e a un braccio e ricoverata anche lei in un ospedale di Tunisi, dove è stata operata. Ferita in ospedale anche Anna Abagnale, un’altra dipendente del Comune di Torino ostaggio degli attentatori al Bardo. Non si hanno invece notizie di Antonella Sesino, al momento dispersa, mentre Antonietta Santoro e il marito sono riusciti a raggiungere la Costa Fascinosa dopo una fuga avventurosa, grazie anche all’aiuto di una guida del posto.

Terrore a Tunisi, la ricostruzione dei fatti –  Cinque uomini armati travestiti da militari hanno assaltato il celebre museo del Bardo, nel cuore di Tunisi, accanto al Parlamento, che forse era il loro obiettivo originario, dal quale sarebbero stati respinti. C’è stata una sparatoria, un assedio con decine di turisti presi in ostaggio – drammatiche le immagini di ragazzi e bambini seduti a terra nel museo twittate dagli stessi ostaggi – e poi si è consumata la strage: 22 i morti, secondo l’ultimo bilancio diffuso dal governo, e almeno una cinquantina di feriti. Ma il bilancio, avvertono dalla Farnesina, “è ancora in evoluzione”. Ci potrebbero essere infatti un paio di dispersi, che dopo ore ormai dall’attentato si dispera possano essere scampati all’attacco.

L’Isis ha espresso il suo plauso per l’attacco, ma non una piena rivendicazione. Due degli attentatori, entrambi di nazionalità tunisina, sono morti, mentre tre membri del commando sarebbero riusciti a fuggire. In serata due sospetti sono stati arrestati. Gli altri morti sono due tunisini, tra cui un agente di polizia, e, oltre agli italiani, polacchi, tedeschi, spagnoli, colombiani.

ATTACCO A TUNISI, IL FOTORACCONTO

Se si esclude un fallito attacco suicida a Sousse nel 2013, era dal 2002, quando un attentato alla sinagoga di Djerba fece 19 morti, che i terroristi non sparavano ‘nel mucchio’ in Tunisia, colpendo anche nei momenti di massima tensione quasi esclusivamente politici, poliziotti, militari. Al momento dell’attacco, nel luogo della sparatoria erano in circolazione tre bus turistici con i partecipanti alla crociera sulle navi Costa Fascinosa e Msc Splendida. La Farnesina ha fatto sapere infatti che durante l’operazione sono stati messi in salvo cento connazionali. 

ANSA

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