Serie A, la Juventus ipoteca il tricolore

In uno stadio Olimpico tinto completamente di giallorosso è andato in scena il confronto fra i campioni d’italia della Juventus e la Roma inseguitrice.

I punti che distanziavano le due formazioni a inizio match erano 9, un enormità se paragonati allo “zero” che ha preceduto lo scontro dell’andata a Torino. La Roma di Rudi Garcia non avevo altro risultato disponibile che la vittoria, unica strada percorribile per riaprire un campionato considerato già concluso, mentre i bianconeri di Allegri si potevano anche accontentare del pareggio.

Queste erano le premesse di inizio gara, ma si sa che al fischio dell’arbitro la teoria lascia posto alla pratica, ed ecco allora una Juventus che gioca con il coltello fra i denti, che lotta su ogni pallone e che quando accelera fa paura, sopratutto con Tevez. In poche parole la squadra piemontese fa il gioco che avrebbe dovuto fare la Roma che invece si accontenta di “addormentare” l’incontro con un giro palle sterile e fine a se stesso. Il primo tempo scivola avaro di occasioni, nonostante i tentativi bianconeri di Tevez e Pereyra. Nella seconda frazione di gioco le cose non cambiano, la Juventus fa la partita mentre Buffon è ancora spettatore non pagante, gli ospiti alzano il ritmo intorno alla mezz’ora e su una delle tante ripartenze trovano un calcio di punizione d’oro, in quanto porta all’espulsione di Torosidis e alla propria realizzazione eseguita in maniera magistrale da Tevez. Il vantaggio è meritato ma ha un effetto rivitalizzante sulla spaesata Roma che si riorganizza e impegna, per la prima volta, Buffon su un colpo di testa di Manolas. È l’anticipo del goal del pareggio firmato Keita(in collaborazione con Marchisio) che fa esplodere la curva giallorossa ma che allo stesso tempo anticipa il fischio finale, visto che in pratica da li’ in poi non accade più niente.

Il risultato maturato va a favore della Juventus che, grazie agli scontri diretti dalla propria parte, aumenta le lunghezze di vantaggio sulla Roma a 10 punti e mette le mani sul quarto scudetto di fila. Certo gli uomini di Allegri sono rammaricati perchè hanno assaporato il gusto della vittoria, che però è svanita nonostante i giallorossi giocassero con un elemento in meno; detto questo però vanno riconosciuti i meriti di una squadra troppo forte e mai paga di successi nonostante il cambio in panchina. A proposito di nuovi allenatori, quello bianconero Allegri(alla prima stagione con la Juventus) merita una menzione particolare visto che sta centrando uno scudetto che pochi avevano pensato possibile al suo arrivo quest’estate, e sopratutto ha cambiato in maniera positiva una squadra già fortissima di suo permettendole di giocare con Vidal,Pirlo,Pogba e Marchisio contemporaneamente.

Capitolo Roma invece, la stagione non è fallimentare visto che appena due campionati fa i capitolini si classificavano settimi e la Juventus non la vedevano proprio, diciamo che è stata sotto le aspettative che, con molta onestà, sono state troppo ingigantite da società e allenatore. Però va detto che ieri la Roma ha giocato solo dopo il vantaggio bianconero e che di questo passo sarà difficile andare avanti in Europa League e difendere la seconda posizione dagli attacchi di Napoli,Fiorentina e Lazio. Concludiamo dicendo che se si vuole portare in alto questa società, bisogna avere pazienza e accontentarsi quando necessario, infondo finire dietro a questa “mostruosa” Juventus non è peccato.

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