Voglio dirvi una cosa.

Ciao a tutti, cari lettori. Mi chiamo Wolfgang Amadeus Mozart, sono nato il 27 gennaio 1756 a Salisburgo e, anche se sono morto più di duecento anni fa, ho deciso di rivivere qualche attimo per lasciare un’importante testimonianza a Swift Brains Post.

Sono da sempre considerato un bambino prodigio. Beh, in effetti già a tre anni battevo i tasti del clavincebalo, a quattro suonavo brevi pezzi e a cinque componevo. Il successo che ho avuto negli anni successivi lo conoscete più o meno tutti, ma non sono qui per annoiarvi con la mia biografia. Prima ho detto che devo fare una testimonianza. Quel che dicono di me è vero: fin da piccolo ho sofferto di persistenti tic nervosi, sia fisici che vocali. Voi la chiamate Sindrome di Tourette. Questa è una condizione caratterizzata da tic multipli, da movimenti involontari e improvvisi e irrefrenabili vocalizzazioni caratterizzati anche da insulti e parolacce (coprolalia).

Forse è solo un’ipotesi, forse non ho avuto questa malattia, ormai non possiamo saperlo. Però, so che ho sofferto molto, e solo io so quanto ho odiato quei “versacci”, mi facevano sembrare proprio buffo, e fastidioso. Fino a quando non ho conosciuto lei: la musica. Ho letto da qualche parte che nei soggetti con Sindrome di Tourette l’esecuzione musicale riduce i disturbi; ad esempio quando essi suonano il pianoforte i tic tendono a scomparire. È successo anche a me. Nel ‘700 nessuno sapeva dare un nome ai miei comportamenti, erano solo strani. Ma la musica mi ha aiutato a reagire, mi ha dato quella forza che da solo non potevo avere, perché non sono mai stato come tutti gli altri. Lascio la spiegazione della malattia a quei dottori che chiamate in quegli strani modi: psicologi e psichiatri. Non capisco molto la loro lingua, ma spero che troveranno la cura un giorno.

Intanto, voglio dirvi una cosa: niente deve ostacolare l’espressione della personalità delle persone; in fin dei conti ognuno ha il suo limite, ma esso va sempre sfruttato al meglio. Perché, dietro a qualsiasi difficoltà, tutti hanno i propri punti di forza: il mio è la musica e devo dire che mi ha portato lontano, tutti sanno che sono esistito! Quello che voglio dirvi è: non arrendetevi, io non l’ho fatto. Troverete tante persone che vi ostacoleranno, vi riterranno inferiori, o farete loro pena perché avete un handicap. Sì, è vero, abbiamo un handicap… è vero facciamo versi strani, non sappiamo parlare, non abbiamo una gamba, non sentiamo, non riusciamo a interagire con il mondo, siamo paralizzati in un letto, ma siamo comunque persone e nessuno può negarci questo diritto. E voi non vi abbattete. Perché la nostra forza nasce dalle nostre mancanze, dal nostro essere diversi e “strani”. È per questo che riusciamo a sviluppare tanta creatività: non possiamo usare le energie in ogni cosa, non ne abbiamo la possibilità, siamo malati,  allora troviamo quello sfogo che ci allontana dai problemi e contemporaneamente ci fa esaltare per le nostre qualità. La musica, la pittura, la scrittura. Questo sfogo ci fa stare meglio. Buttiamo tutte le nostre energie in esso. E direi che ci viene piuttosto bene. Ho detto quello che volevo dirvi. Me ne torno da dove son venuto.

Di Alice Ridulfo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...