Notte degli Oscar 2015: Birdman conquista Hollywood!

Stanotte è andata in scena la notte degli Oscar 2015 al Dolby Theatre. La guida dell’evento è stata affidata per la prima volta a Neil Patrick Harris che non ha deluso le aspettative, a differenza dei premi e di alcune dimenticanzeLa  “prima pagina” se l’è aggiudicata il film “Birdman” grazie alle 4 statuette per miglior film, migliore regista, migliore sceneggiatura originale e migliore fotografia: all’appello manca solo quello di miglior attore per Michael Keaton, che rientra tra i grandi delusi. Con l’occasione di poter parlare alla platea, il regista del film pluripremiato Alejandro Gonzales Innaritu ha affrontato uno dei primi temi sociali della serata: l’immigrazione.
Michael Keaton, invece, è dovuto rimanere in silenzio ad ammirare il successo di Eddie Redmayne come migliore attore dopo la magistrale interpretazione di Stephen Hawking nella “Teoria del tutto”. L’altra attrice vittoriosa è stata Julianne Moore che ha recitato in ” Still Alice” , affrontando anch’essa il tema della malattia e suscitando qualche perplessità: è giusto premiare solamente la sofferenza piuttosto che l’ironia e gli altri aspetti positivi della vita?
Per fortuna la smentita arriva con il premio di migliore attrice non protagonista Patricia Arquette, che rappresenta una madre divorziata in “Boywood” e che coglie l’opportunità per parlare di pari opportunità delle donne (emozionando anche Maryl Streep!). Inoltre l’attrice americana riscatta in parte la delusione del film di Linklater, che non segue la scia del successo ai 72° Golden Globe Awards.
Tornando ai film, anche “Grand Budapest Hotel” ottiene 4 statuette (trucco, scenografia, colonna sonora, costumi), tra cui spicca l’unica soddisfazione italiana: Milena Canonero vince la statuetta per i miglior costumi e ringrazia il regista Wes Anderson definendolo una sorta di “direttore d’orchestra”.
Grande amarezza invece per “American Sniper” (miglior sonoro) ,“Selma” (miglior canzone, “Glory” di Sthepens e Lynn) e “The Imitation Game” (miglior sceneggiatura non originale per Graham Moore)  che non vanno oltre ad una sola statuetta , ma diventano oggetto di battaglie sociali: diritti dei gay per Moore e diritti delle minoranze etniche per John Legend e Common (cantanti di Glory).
Oltre all’impegno sociale, la serata è stata contrassegnata dal memoriale ai grandi uomini del cinema scomparsi durante l’anno come Robin Williams, Anita Ekberg e Virna Lisi (anche se è stato dimenticato il grande regista Franco Rosi) e dalla bellissima esibizione di Lady Gaga in onore di Julie Andrews attraverso un medley di “Tutti insieme appassionatamente”.

Articolo di Luca Vincenzo Fortunato

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