Fobie: paure “irrazionali”

Avete una paura ingiustificata dalla ragione verso qualcosa in particolare? Quando vi trovate di fronte a questo “stimolo” cominciate a sudare copiosamente, avvertite tremori in tutto il corpo, il vostro cuore sembra stia gareggiando nella Formula 1 e provate un acuto e intenso desiderio di fuggire? Non allarmatevi troppo, non siete i soli: fate semplicemente parte del 5% della popolazione mondiale, incidenza che sembrano avere, nel loro complesso, le fobie.

Secondo le definizioni classiche, una FOBIA è una paura esagerata e persistente, collegata a un oggetto o a una situazione che obiettivamente non costituiscono alcuna fonte di pericolo. Anche voi lettori che state leggendo, infatti, concorderete sul fatto che quando siete lontani dallo stimolo che vi spaventa, riconoscete che la vostra paura è irrazionale. Tuttavia, nel momento in cui siete costretti a fronteggiare l’oggetto o la situazione fonte della fobia, avvertite quel familiare e indiscreto senso di ansia, insieme a tutta un’attivazione fisiologica di allarme che culmina con l’irrefrenabile desiderio di fuggire! Freud sosteneva che “ogni fobia risale a un’angoscia infantile e ne è la continuazione, anche quando ha un altro contenuto e deve quindi essere diversamente denominata”: possiamo concordare con lui sul fatto che questa condizione esordisce nell’infanzia, ma a volte tende a scomparire e attenuarsi nel tempo. Purtroppo per le signore, sembra che noi donne siamo le più colpite, come del resto deteniamo un vero e proprio record per tutti i disturbi d’ansia! Non preoccupatevi, care lettrici, ciò che perdiamo da un lato, dall’altro i maschietti lo acquistano, poiché anche loro non sono immuni da questi disturbi!

Per coloro che, come me, amano mischiare le varie discipline scientifiche con la letteratura, andiamo ad indagare l’etimologia della parola “Fobia”: deriva dalla divinità greca Phobos (Φόβος), figlio di Ares, dio della guerra, e di Afrodite, dea della bellezza. Phobos, assieme al fratello Deimos (spavento, terrore), si divertiva ad accompagnare il padre in guerra, incutendo paura e terrore nei suoi nemici facendoli fuggire a gambe levate! Certo non stupisce che le nostre peggiori paure derivino proprio da un tale mito!

Dobbiamo distinguere tra fobie semplici (o specifiche) e fobia sociale, una condizione in cui il soggetto prova un’ansia intensa nelle situazioni sociali, nell’interazione con persone nuove e sconosciute, che ritiene lo possano giudicare negativamente o umiliare, in una sorta di “anticipazione della vergogna”. Le fobie specifiche, invece, riguardano particolari oggetti, animali, situazioni, persone, che nei casi più gravi possono arrivare a limitare l’autonomia del soggetto, spingendolo anche a non uscire più di casa, mettendo in atto le cosiddette “condotte di evitamento” per paura di venire in contatto con gli stimoli paurosi.

Vediamo quali sono le fobie specifiche più comuni:

  • Aracnofobia: se otto zampe pelose vi fanno rabbrividire, allora benvenuti in questo gruppo numeroso, la paura dei ragni! Sembra che le donne ne soffrano in modo particolare e poiché mi sento chiamata in causa, non posso che essere d’accordo!
  • Acrofobia: se “non guardare in basso” è il vostro pensiero ricorrente quando vi trovate a piani alti, su un terrazzo o semplicemente su una scala, allora avete paura delle altezze.
  • Ofidiofobia: assieme al nostro amico Indiana Jones, non sopportate i viscidi rettili striscianti!
  • Musofobia: per alcuni il simpatico Jerry potrebbe essere paragonato a un mostro terrificante ed è proprio il caso di chi ha paura dei topi.
  • Agorafobia: la paura degli spazi aperti è molto diffusa, se accompagnata dal timore di non potersi rifugiare subito in un luogo sicuro che lo spazio aperto non offre.
  • Claustrofobia: se nomino un ascensore sentite un brivido lungo la schiena? Fate parte di chi ha paura degli spazi chiusi.
  • Glossofobia: la lingua si ingarbuglia, la bocca è improvvisamente asciutta e siete bloccati con un microfono in mano di fronte a una folla? Avete paura di parlare in pubblico.
  • Aerofobia: eccola qui, la paura che purtroppo impedisce a molti di viaggiare in aereo.
  • Belonefobia: se temete con tutti voi stessi il prelievo del sangue e le gamme diventano molli al solo vedere una siringa, avete paura degli aghi.
  • Brontofobia: è la paura estrema di fulmini e tuoni, se avete questa fobia non uscirete di casa durante un temporale e sarete allarmati già al primo sentore di brutto tempo.

Dalle più strane alle più comuni, purtroppo per voi, il trattamento per superare una fobia consiste nell’esposizione graduata agli stimoli temuti, partendo da quello più lontano dall’oggetto centrale e proseguendo con stimoli via via più ansiogeni man mano che il soggetto non prova più ansia per il precedente.

Non è facile liberarsi delle proprie paure, ma la sfida è aperta: provate!

Articolo di Sara Cremonini

 

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