Renzi: “Io sto con Mattarella!”

Sergio Mattarella (PROFILO), questa la carta su cui spinge il premier Matteo Renzi per la corsa al Colle.

La minoranza Pd è d’accordo, ma Berlusconi dice no e spiega “il candidato ancora non c’è” (TOTO NOMI). Oggi alle 15 a Montecitorio si comincia a votare per il presidente della Repubblica (IL TIMING DELLA GIORNATA). Ieri Renzi ha visto Bersani e Berlusconi. Pd e Forza Italia al primo scrutinio voteranno scheda bianca, Lega e Fratelli d’Italia Vittorio Feltri. I Cinquestelle scelgono su internet il loro candidato su una rosa di 9: fra loro anche Prodi e Bersani (LE ‘QUIRINARIE’).

La delegazione Pd per le consultazioni per il Quirinale è riunita a Palazzo Chigi con il premier prima dell’assemblea dei Grandi elettori Democrat. Hanno fatto ingresso nella sede del Governo il presidente del Pd Matteo Orfini e i vicesegretari Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, i capigruppo di Camera e Senato Roberto Speranza e Luigi Zanda. A chi le chiedeva se Mattarella è il candidato ufficiale Pd, Serracchiani si è limitata a dire: “Vediamo, vediamo…”.

Renzi ha incontrato questa mattina presto, a quanto si apprende, anche il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone(PROFILO). Il nome del magistrato è girato nei giorni scorsi tra i possibili candidati al Quirinale.

Ieri in serata il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, all’uscita dalla Camera aveva affermato che per il voto “si parte” dal nome di Sergio Mattarella e “si arriva” a Mattarella. Guerini aveva incontrato alcuni esponenti del suo partito tra cui Beppe Fioroni e i giovani turchi Matteo Orfini e Andrea Orlando. “Stiamo lavorando, la nottata è lunga”, ha risposto Guerini a chi gli ha chiesto se ci sia stata una riunione.

Mattarella al Quirinale? “Ora vediamo” faremo i nomi “al momento opportuno”, afferma il leader di Sel Nichi Vendola uscendo da Palazzo Chigi dove ha tenuto un incontro sui fondi Ue. A breve la riunione di Sel sulla candidatura alla presidenza della Repubblica.

Non è ancora stato fissato, secondo quanto si apprende, un nuovo incontro tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi per sciogliere il nodo Quirinale. Il premier alle 13 incontrerà i grandi elettori del Pd e da questa mattina ha ripreso una serie di riunioni a Palazzo Chigi sempre per futura presidenza della Repubblica. A quanto si apprende però il capo del Governo e il Cavaliere potrebbero sentirsi telefonicamenteanche se l’ipotesi di un incontro in giornata non è da escludere.

Fonti di Palazzo Chigi smentiscono che ieri ci sia stato un incontro o un colloquio tra Matteo Renzi e Fedele Confalonieri come riportato oggi da alcuni organi di informazione.

RENZE METTE IN PISTA MATTARELLA, CAV RESISTE – di Serenella Mattera – Alla vigilia della prima votazione, c’è il nome di Sergio Mattarella al centro delle trattative per il Quirinale. Matteo Renzi ne parla con Pier Luigi Bersani prima, Silvio Berlusconi poi. Ma se la minoranza Pd sarebbe pronta a convergere sull’ex ministro e membro della Corte Costituzionale, il Cavaliere oppone strenua resistenza e ai grandi elettori di Forza Italia dichiara: “Il candidato non c’è”. Anche se poi aggiunge che “a nessuno conviene far saltare l’accordo”. Si va avanti a trattare, dunque: Berlusconi e Renzi si rivedranno.

Ma intanto anche i 5 Stelle provano a giocare la loro partita. E nellarosa di nove nomi che sottoporranno al voto della Rete spuntano Romano Prodi e anche Bersani.

Alle 15 dal banco della presidenza di Montecitorio Laura Boldrini e Valeria Fedeli dichiareranno aperta la prima votazione per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Ma a vincere saranno probabilmente le schede bianche. E’ questa l’indicazione che Renzi dovrebbe dare ai 460 grandi elettori del Pd, che ha convocato alle 13 in un centro congressi nel centro di Roma. Così voteranno anche Forza Italia – che rinuncia al candidato di bandiera Antonio Martino – e Area popolare. L’unico nome ufficialmente in campo dal primo scrutinio è dunque quello di Vittorio Feltri, avanzato da Lega e Fratelli d’Italia. Mentre i 5 Stelle voteranno il candidato che sarà scelto dagli iscritti al Movimento, in una votazione che si svolge oggi dalle 9 alle 14 sul blog di Beppe Grillo. I candidati, dopo che Lorenza Carlassarre si è sfilata dalla corsa, sono 9: Bersani, Raffaele Cantone, Nino Di Matteo, Ferdinando Imposimato, Elio Lannutti, Paolo Maddalena, Prodi, Salvatore Settis e Gustavo Zagrebelsky. Se i prescelti fossero Prodi o Bersani rappresenterebbero, ammettono i dem, una tentazione anche per la minoranza Pd. Intanto, però, il Pd sembra in grado di ricompattarsi attorno al metodo condiviso scelto da Renzi e soprattutto attorno al nome di Mattarella (“Ha le caratteristiche per unire”, dice anche un pasdaran come Stefano Fassina).

In mattinata il premier riunisce i gruppi di Camera e Senato. E ribadisce: “Partiamo dal Pd. Sono un contraente del patto del Nazareno ma non accetto” che FI metta il veto a un nome di area dem. Ai suoi parlamentari Renzi conferma che nelle consultazioni quasi tutti hanno chiesto un politico e che si punta a chiudere entro sabato. E ribadisce: “Non chiedo lealtà ma consapevolezza” che il Pd qui “si gioca la sua leadership”, soprattutto dopo il fallimento del 2013. Dopo aver visto di primo mattino Angelino Alfano e Maurizio Lupi, intanto, il presidente del Consiglio prosegue a Palazzo Chigi i suoi incontri. Verso mezzogiorno arriva Bersani, per un faccia a faccia di mezz’ora nel quale viene ribadita la volontà di arrivare ad un nome della “ditta”: L’ex segretario fa il nome di Piero Fassino mentre Renzi rilancia subito con Mattarella. Subito dopo Pier Ferdinando Casini. E a pranzo Berlusconi.

Mattarella è un candidato che ha il consenso di Bersani e di tutto il Pd. Su di lui neanche gli ex M5S, che Renzi incontra nel pomeriggio alla Camera, porrebbero il veto. Dunque è quello il nome che il premier propone ad Alfano, centristi e FI. Ma quando nel pomeriggio il Cavaliere riunisce i suoi grandi elettori, le sue parole confermano che a Mattarella oppone resistenza: “Il candidato ancora non c’è. E’ in corso una consultazione permanente per un nome di garanzia”, spiega, “il nome maturerà piano piano”. Proprio per questo, spiega Paolo Romani, la speranza è che al Cav sia accordata una deroga alla pena che sta scontando, che gli consenta di restare a Roma anche oltre la giornata di domani. La partita è ancora tutta da giocare e non è escluso che il no di Berlusconi a Mattarella – che fa il paio con il no di Renzi ad Amato – faccia avanzare altri candidati. In che tempi, è difficile dire. Ma Renzi vuole fare in fretta. Tant’è che il Pd ha chiesto alla capigruppo domani di valutare se fissare non due, ma tre votazioni, nella giornata di venerdì. A quel punto, se si trovasse un’intesa, un’accelerazione sarebbe possibile. E il quarto scrutinio a quorum ridotto potrebbe consegnare il nome del nuovo presidente già venerdì notte.

-Fonti ANSA-

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