AMARCORD: VINCENZO MONTELLA, L’AEROPLANINO GOLEADOR

Ebbene si, aeroplanino. Nessun altro soprannome sarebbe stato più azzeccato per lui, e non solo per la singolare esultanza. Ovunque è andato è stato fra i trascinatori con i suoi gol e le sue giocate. Vincenzo Montella, nato a Pomigliano d’Arco il 18 Giugno del 1974, è stato fra i migliori attaccanti italiani degli anni ’90. Potremmo definirlo inoltre un folletto volante, grazie anche alla sua struttura fisica e le sue doti tecniche.

Doti tecniche appunto. Agile e dotato di una buona velocità era spesso in grado di tagliare le difese avversarie. Aveva inoltre un’ottima freddezza sotto porta, caratteristica che l’ha portato per gran parte della carriera ad essere tra i principali cannonieri sia in Serie A che nelle serie minori. Dotato inoltre di un ottimo mancino in grado di mettere in seria difficoltà i portieri avversari e con cui spesso risolveva partite, anche in bilico o bloccate, a favore della sua squadra.  Altra caratteristica molto importante era sicuramente la determinazione con la quale affrontava le partite, grazie alla quale spesso riusciva a fare la differenza.

La sua carriera ha inizio nelle giovanili dell’ Empoli nella seconda metà degli anni ’80, per poi passare dopo quatto anni in prima squadra. Da quel momento Montella ha una crescita costante che lo porta a fare un eccellente annata 1994-1995 durante la quale mette a segno ben 17 reti delle 32 realizzate dalla squadra toscana, ovvero poco più della metà, che però non basteranno per raggiungere le posizioni nobili della classifica. Al termine della stagione passa al Genoa dove, con ben 21 reti, si conferma astro nascente del calcio italiano portando i “Grifoni” a pochi punti dalla promozione. Nell’estate del 1996 si concretizza il passaggio ai rivali della Sampdoria ,per 8,5 miliardi di lire, che significa debutto in Serie A. Il primo anno in blucerchiato è di tutto rispetto. Concluderà l’annata con ben 22 reti in 28 presenze. Un ottimo risultato che ancora oggi costituisce il record per un esordiente nella massima serie. Si andrà infatti a classificare secondo nella classifica cannonieri alle spalle del solo Inzaghi. L’anno successivo l’ aeroplanino mantiene più o meno gli stessi ritmi con 20 reti all’attivo in 33 partite giocate. Il ’98-99 non è invece prolifico come le due annate precedenti. Messo fuori causa da una fastidiosa pubalgia gioca solo 22 partite segnando 12 reti, non sufficienti però ad evitare la retrocessione della squadra dopo un campionato a dir poco disastroso, chiuso al terz’ ultimo posto davanti solo a Vicenza ed Empoli.

Nel 1999 avviene la definitiva svolta: passaggio alla Roma di Sensi, dove otterrà le soddisfazioni maggiori della carriera, per quasi 50 miliardi e prima stagione da incorniciare a livello personale. Metterà a segno ben 18 gol,a conferma della sua costante maturazione calcistica. Nonostante tutto però la squadra chiuderà l’annata solo al sesto posto e ben lontana dalla vetta. La stagione 2000-2001 non si apre nel migliore dei modi per Montella. Sempre più chiuso dal neo acquisto Gabriel Batistuta e da Marco Delvecchio, entrambi preferiti all’Aeroplanino, trova poco spazio nel girone d’andata. Da metà campionato però le cose cambiano e riesce a ritrovare stabilmente il posto in squadra, mettendo a segno 13 reti e risultando determinante, tra gli altri, per la vittoria di uno scudetto a dir poco storico e che mancava nella Capitale da ben 18 anni. La stagione seguente si rivelerà molto positiva a livello personale, con ben 13 reti realizzate infatti diventa il miglior marcatore della squadra giallorossa targata 2001-2002. In campionato però la Roma non riesce a bissare lo scudetto vinto l’anno prima, soprattutto per un’inspiegabile serie di pareggi, ben 13 in 34 gare, che ne condiziona inevitabilmente l’annata. Alla fine sarà un amaro secondo posto pieno di rimpianti. Le due stagioni seguenti saranno ancora avare di trofei per Montella in giallorosso. In compenso riuscirà ancora a segnare un buon numero di reti che gli valgono la conferma in squadra. Da lì in poi avrà luogo nella sua carriera un lento e costante declino, dovuto soprattutto al suo scarso utilizzo da parte di Luciano Spalletti. Ciò porta inevitabilmente a due stagioni in prestito. La prima, a partire da Gennaio 2007, lo vede al Fulham. Esperienza durata molto poco e per niente fortunata per il centravanti. La seconda, datata 2007-2008, registra il ritorno alla Sampdoria dove, tuttavia, viene utilizzato col contagocce da Mazzarri. Saranno solo 13 le presenze a fine stagione, condite da appena 4 reti. Dopo un’ultima stagione alla Roma, nel Luglio del 2009 annuncia ufficialmente il suo ritiro dal calcio giocato.

La carriera azzurra è stata abbastanza breve per Montella. 20 partite giocate e 3 sole reti sembrano essere numeri troppo esigui per un attaccante della sua caratura. Preso molto poco in considerazione da Zoff e Trapattoni rispetto ad altri attaccanti. L’europeo del 2000 e lo sfortunato mondiale nippo-coreano rimarranno gli unici tornei disputati da Montella nella Nazionale maggiore. Entrambi si rivelarono cocenti delusioni, specialmente l’europeo in Belgio ed Olanda d’inizio millennio. In azzurro ebbe fondamentalmente due momenti di gloria. Il primo si verificò il 25 Aprile del 2001, quando mise a segno il primo gol con la maglia dell’Italia contro il Sud Africa, nell’ amichevole vinta per 1-0 dagli azzurri. Il secondo, ed ultimo, è datato 27 Marzo 2002, con la doppietta all’Inghilterra nella vittoria per 2-1.

Da qualche anno Vincenzo Montella ha intrapreso con buoni risultati la carriera di allenatore. Il primo incarico in una squadra maggiore gli fu affidato dalla Roma nel Febbraio del 2011, quando venne chiamato a sostituire il dimissionario Ranieri. Periodo tutt’altro che esaltante per la compagine giallorossa, che chiuse il campionato in sesta posizione staccatissima dal vertice e fra le contestazioni dei tifosi. In Coppa Italia invece fu capace di portare i capitolini fino alle semifinali. Ciò, comunque, non bastò al tecnico per essere riconfermato. La stagione successiva lo vede di scena a Catania dove riesce a raggiungere la salvezza con largo anticipo piazzando la squadra etnea all’undicesimo posto, stabilendo il record di punti in Serie A per i siciliani a quota 48. Record che verrà ritoccato l’anno successivo da Rolando Maran che porterà i rossazzurri all’ottavo posto a quota 56. L’11 Giugno del 2012 viene ufficializzato il trasferimento alla Fiorentina. La prima stagione a Firenze si conclude con un soddisfacente quarto posto, frutto dell’ottimo gioco espresso dalla squadra che per lungo tempo fu capace di lottare con il Milan per la terza piazza, traguardo sfumato negli ultimi minuti del campionato. La stagione 2013-2014 registra un altro quarto posto per i viola, pur con qualche difficoltà in più rispetto all’annata precedente.

Tutto questo fa di Vincenzo Montella un allenatore di tutto rispetto, sicuramente destinato ad una grande carriera anche nel ruolo di tecnico. La correttezza, la determinazione e l’abnegazione che ha sempre messo sul rettangolo verde ,sono un esempio che molti giovani calciatori, non solo nelle serie minori, dovrebbero seguire. Non ha mai mollato nonostante le tante panchine sia nella Roma che in Nazionale. Questo fa di lui un grandissimo professionista, che sicuramente saprà trasmettere i  valori sportivi alle sue squadre anche nelle vesti di allenatore. Purtroppo dobbiamo constatare, specie riguardo ai giovani, che l’Italia è un paese molto indietro in fatto di formazione. E tutto questo non fa altro che acuire la nostalgia degli anni d’oro, nei quali il nostro campionato poteva vantare non solo grandi giocatori, ma anche professionisti esemplari. E tra questi c’era sicuramente anche Vincenzo Montella.

Articolo di Matteo Perrini

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