AMARCORD: FILIPPO INZAGHI, MISTER 313

313. E’ questo il numero magico di Filippo Inzaghi. 313 appunto, come i gol segnati in carriera da “Superpippo” tra club, 288, e Nazionale, 25. Si potrebbe riassumere così la carriera del centravanti nato a Piacenza il 9 Agosto del 1973. Carriera di tutto rispetto che l’ha portato a raggiungere vittorie e traguardi di assoluto valore, specie con Juventus e Milan, prima dell’apice raggiunto nel 2006 in azzurro.

Una grande carriera appunto. Fatto, questo, dovuto in buona parte alle sue ottime abilità. Pur non avendo una tecnica eccelsa era però in possesso di un’ottima dose di rapidità, opportunismo e senso della posizione. Spesso molto bravo a sfruttare al meglio il minimo errore dell’avversario, anche grazie all’eccellente senso del gol. Celeberrime le sue realizzazioni sul filo del fuorigioco. Aveva infatti, oltre a quelle sopra elencate, un buonissimo tempismo. Dote che gli permetteva spesso di andare a segno senza cadere nella trappola dell’offside.

Ciò ha fatto si che Inzaghi potesse fare il salto di categoria già in giovane età. La prima grande occasione arriva nell’estate del 1995. Dopo due ottime stagioni passate in prestito a Leffe e Verona ed un’altra a Piacenza sempre in B dove, con 17 reti, farà guadagnare ai biancorossi l’accesso alla massima serie, arriva la chiamata del Parma dell’allora presidente Fulvio Pedraneschi. La prima stagione in Serie A per Inzaghi non è soddisfacente come le precedenti, anche complice un infortunio patito in amichevole e che lo terrà fuori dal campo per ben 3 mesi. 15 presenze e soli 2 gol all’attivo in campionato, di cui il primo al Piacenza il 29 ottobre 1995, non bastano al bomber per essere riconfermato. La svolta comunque arriva durante l’estate del 1996 con il passaggio all’Atalanta di Ruggeri. Con 24 reti si laurea infatti capocannoniere della Serie A a quasi 24 anni. Stagione esaltante per “Superpippo” che può inoltre vantare il record di aver segnato a ben 15 squadre partecipanti a quel campionato, risparmiando le sole Parma e Udinese. Il tutto condito dalla prima tripletta nella massima serie concretizzatasi il 9 Marzo del 1997 nel 4-0 alla Sampdoria.

Estate 1997: chiamata importante per Filippo Inzaghi. Si tratta della Juventus di Agnelli, che paga ben 20 miliardi di lire per assicurarsi il centravanti 24enne. Anche qui l’attaccante dimostra tutto il suo valore contribuendo alla conquista dello scudetto da parte dei bianconeri. Prima ancora, nel mese di Agosto, una sua doppietta al Vicenza decide la Supercoppa Italiana a favore della Juventus. Da segnalare anche la finale di Champions, persa per 1-0 contro il Real Madrid, con Inzaghi protagonista. Ben 27 le reti alla sua prima stagione a Torino, di cui 18 in campionato e 6 nella principale competizione europea. L’anno successivo si apre nel migliore dei modi per il bomber, assoluto protagonista della vittoria bianconera nella Coppa Intertoto. Ben 7 le reti in questa competizione per lui. La stagione terminerà malamente per i bianconeri, sconfitti dalla Lazio nella corsa al titolo. Ciò non toglie comunque l’ottimo campionato del centravanti, autore di ben 15 marcature in 33 presenze. La stagione 2000-2001 è caratterizzata ancora una volta dall’apporto di Filippo Inzaghi in zona gol. 11 le marcature in campionato mentre saranno 16 le sue reti totali durante l’annata che gli valgono il titolo di miglior marcatore della Juventus per la terza stagione di fila.

Si arriva così alla sessione estiva del calciomercato. L’estate del 2001 è segnata dal grande colpo messo a segno dal Milan che ingaggia Inzaghi per ben 70 miliardi di lire, 40 in contanti più Christian Zenoni. E qui ha inizio la parentesi migliore della sua carriera, inframezzata comunque da qualche infortunio di troppo. Il primo trofeo di rilievo è la vittoria della Champions League nella finale di Manchester contro la Juventus vinta per 3-2 dopo i calci di rigore. Decisivo l’apporto di Inzaghi, autore di ben 12 gol nella competizione. Da segnalare anche la vittoria della Coppa Italia ai danni della Roma nel doppio confronto. 4-1 all’Olimpico e 2-2 a San Siro i parziali in favore dei rossoneri. Le due stagioni successive sono per Inzaghi un susseguirsi d’infortuni che lo terranno per diverso tempo lontano dai campi di gioco. Nel 2007 ha luogo quella che potrebbe essere definita la partita più bella della sua carriera, almeno a livello di club. La doppietta nella finale di Atene contro il Liverpool non solo segna la rivincita dei rossoneri sui “Reds”, ma anche il punto più alto della sua esperienza in rossonero a livello personale. Il 2007 sarà per Inzaghi un anno molto prolifico in fatto di trofei con il Milan. Dopo la conquista della Champions arriveranno infatti la Supercoppa Europea, ai danni del Siviglia, e la vittoria nel Mondiale per Club contro il Boca Juniors. Questa partita segna un record per “Superpippo”. E’ infatti l’unico giocatore della storia ad aver segnato in tutte le competizioni europee. Gli anni seguenti saranno fonte di pochi trofei ma nonostante ciò riuscirà a togliersi ancora diverse soddisfazioni a livello personale. Una delle più importanti è sicuramente il raggiungimento dei 300 gol in carriera, avvenuto il 15 Marzo del 2009 nel 5-1 rifilato al Siena in trasferta. In quella partita Inzaghi segnerà una doppietta. Seguono altri due trofei con la maglia rossonera. Scudetto e Supercoppa Italiana, vinti entrambi nel 2011, saranno le ultime competizioni vinte in carriera. La sua ultima partita è datata 13 Maggio 2012, Milan-Novara a San Siro. In quell’occasione subentra all’81esimo minuto al posto di Pato e qualche minuto dopo metterà a segno la rete del definitivo 2-1 per il Milan. Il palmarès di Inzaghi con il club rossonero è di tutto rispetto: 2 Champions League, 1 Mondiale per Club, 2 Supercoppe Europee, 2 Scudetti, 1 Coppa Italia e 2 Supercoppe Italiane a fare da ciliegine sulla torta di una carriera a tratti stellare.

La sua avventura nella Nazionale maggiore inizia l’8 Giugno del 1997 quando il C.T. Cesare Maldini lo schiera nell’amichevole pareggiata con il Brasile per 3-3, valevole per il Torneo di Francia. La sua prima partecipazione ad una rassegna iridata risale al Mondiale del 1998 in Francia, nel quale è protagonista della vittoria dell’Italia contro l’Austria fornendo un assist a Roberto Baggio. Nel 2000 è convocato per l’europeo , torneo nel quale riuscirà a realizzare due reti. La prima contro la Turchia all’esordio e la seconda nei quarti di finale contro la Romania di Gheorghe Hagi. Dopo le delusioni del Mondiale 2002 in Corea e Giappone, dove sarà eliminato agli ottavi, e dell’europeo del 2004 svoltosi in Portogallo, in cui l’Italia fu eliminata al primo turno grazie al “biscotto” targato Svezia-Danimarca, nel 2006 si riprende una grossa rivincita portando, assieme ai suoi compagni azzurri, l’Italia ad essere campione del mondo per la quarta volta. Inzaghi non viene quasi mai impiegato da Lippi, che ritrova dopo i tempi della Juventus, ma si dimostra in grado di dare un’apporto fondamentale nell’ultima partita della fase a gironi vinta contro la temibile Repubblica Ceca di Pavel Nedved. Suo infatti il gol del 2-0 che mette fine ai sogni di gloria dei cechi, garantendo agli azzurri il passaggio del turno. In seguito alla vittoria iridata verrà impiegato da Roberto Donadoni durante alcune partite partite di qualificazione ad Euro 2008. Manifestazione alla quale però non prenderà parte. Le sue ultime reti in azzurro risalgono al 2 Giugno del 2007 nella partita contro le Far Oer, nella quale mette a segno una doppietta. L’ultima gara in Nazionale invece è datata 8 Settembre 2007, Italia-Francia 0-0 a San Siro.

Dopo il ritiro, avvenuto il 24 Luglio del 2012, ha intrapreso la carriera da allenatore nel Milan. Con gli Allievi Nazionali prima e con la Primavera poi. Degna di nota la vittoria nel Torneo di Viareggio del 2014, ottenuta battendo in finale l’Anderlecht per 3-1. A partire da questa stagione ha assunto il ruolo di allenatore della prima squadra, non senza difficoltà a dire il vero. Ciò non toglie però la grande carriera di “Superpippo”, costellata si da delusioni come l’europeo del 2000, ma anche da grandi vittorie.

Tutto questo è abbastanza per ammirare un grande campione che ha avuto forse la sfortuna di trovarsi spesso a competere con autentici assi nel suo stesso ruolo. Di sicuro di giocatori dotati di opportunismo e senso del gol come Inzaghi in Italia non ce ne sono stati molti. La speranza di tutti i tifosi italiani è quella di poter tornare ad ammirare giocatori simili a lui, non solo dal punto di vista atletico ma anche professionale. Perché al di là delle abilità di questo calciatore, le qualità più importanti sono state correttezza, sportività e professionalità che, specie al giorno d’oggi, sono più che mai merce rara. E questo nessuno potrà mai negarlo.

Articolo di Matteo Perrini

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