ITALIA ALL’ATTACCO: CONFRONTO TRA PRESENTE E PASSATO

Confronto. Con questo termine si vuole spesso indicare un paragone fra due o più cose. In questo caso verranno confrontate due realtà non molto distanti nel tempo ma che, vista la situazione calcistica attuale in Italia, sembrano lontane anni luce. Stiamo parlando dei centravanti nostrani, di ieri e di oggi.

Da sempre la scuola calcistica italiana ha saputo sfornare attaccanti di primissima qualità. Da qualche anno a questa parte però questo meccanismo sembra essersi inceppato. Il calcio italiano si sta sempre  più impoverendo, sia dal punto di vista tecnico, con giocatori più o meno affermati che non sono a livello degli altri paesi europei,  sia dal punto di vista dei vivai, dove i giovani faticano non poco ad emergere. I vivai appunto. Proprio i settori giovanili delle squadre italiane e della Nazionale hanno prodotto talenti che hanno portato i rispettivi club e la selezione azzurra a raggiungere prestigiose vittorie e grandi traguardi.

Un ruolo sicuramente  arricchito dalle selezioni giovanili era l’attacco. La nostra Nazionale un tempo poteva vantare autentici fuoriclasse quali Vieri, Mancini, Baggio, Chiesa e Vialli, solo per citarne alcuni. Adesso il massimo che abbiamo nell’ attacco azzurro sono i vari Immobile, Zaza, Destro, Insigne ed El Shaarawy ad esempio. Sicuramente buonissimi giocatori e con un ottimo potenziale, ma il paragone con i campioni citati qualche rigo sopra non regge neanche un po’.
Difficile, se non impossibile, immaginare una consacrazione immediata per le nuove leve della Nazionale. Ed allora che fare?
Le uniche cose possibili sono ripartire dalle squadre “Primavera” , magari inserendole nei campionati professionistici come avviene in nazioni come Spagna e Germania ad esempio e , cosa fondamentale, dare fiducia ad un tecnico, Antonio Conte, che sa sicuramente come portare avanti un lavoro iniziato dopo il disastroso mondiale in Brasile.

Già, il Mondiale. Il torneo iridato è stata la prova lampante del declino del nostro calcio, arrivato a livelli ormai abbastanza scarsi, se rapportato ad altre nazioni europee e non solo. In Brasile protagonista in negativo è stato di sicuro Balotelli, tanto osannato da critica e stampa ma sempre, o quasi, insufficiente in campo. Anche  Cassano è apparso in grave ritardo di condizione. Un tempo invece campioni come Baggio, Del Piero e Totti, risultavano spesso decisivi o comunque determinanti per le sorti azzurre nei vari tornei internazionali.

Noi sportivi possiamo solo sperare che, con l’avvento di Conte, le cose inizino a cambiare e che la selezione azzurra possa tornare ai livelli di un tempo giocandosi titoli europei e mondiali. Anche perché guardando l’attuale Nazionale, pensando ai fasti di un tempo, si avverte inevitabilmente un velo di tristezza.

Articolo di Matteo Perrini

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