Jeffery Deaver presenta “L’ombra del collezionista”

Si torna sempre sul luogo del delitto, o almeno cosi’ si dice, e Jeffery Deaver e’ tornato quindi di nuovo al CourmayeurNoir Festival, a 17 anni dalla prima volta, quando’ arrivo’ semisconosciuto nel 1997 col suo ”Collezionista di ossa” che divenne subito un gran successo italiano.

Oggi vende milioni di copie in tutto il mondo e torna, non a caso, con un romanzo, ”L’ombra del collezionista” (Rizzoli) che ha vinto il premio Chandler e in cui riappaiono per la prima volta i suoi personaggi di quel libro, l’investigatore Lincoln Rhyme, tetraplegico e costretto su una carrozzella, la sua compagna Amelia Sachs e la poliziotta psicologa Katherine Dance (gia’ protagonista, lei da sola, del romanzo ”Solitude Creek”). ”Ho pensato fosse il momento giusto per riprendere Rhyme – spiega lo scrittore americano – che a suo tempo, per la sua infermita’, aveva anche tentato il suicidio, mentre oggi lo troviamo piu’ maturo, piu’ sereno, che accetta la sua condizione e pensa persino che certe sue doti intellettuali e investigative gli derivino dalla sua situazione, come fossero compensatorie. Mentre Amelia, che come forse ricorderete ha il suo ex marito in galera, qui e’ ancora legata a Lincoln, ma nel prossimo libro, che ho gia’ cominciato a pensare, questi uscira’ di prigione e vedremo cosa potra’ accadere”. La traduzione letterale del titolo originale di quest’ultima opera e’ ”Il collezionista di pelle”.

Il mio serial killer si diverte da sempre a lanciare messaggi alla polizia che lo ricerca e questa volta ho pensato che potesse farlo attraverso i tatuaggi, ovvero tatuandoli sulla pelle delle sue vittime con un potente veleno che le uccide a poco a poco. E’ il male che sfida il bene, e il bene deve cercar di decifrare quel che gli manda a dire per provare a stanarlo e vincerlo”. Il romanzo naturalmente, come tutti quelli di Deaver, e’ pura narrazione avvincente, costruzione di situazioni, colpi di scena e false piste in cui niente e’ come appare e la verita’ spesso si nasconde, come dice Amelia, ”nelle cose marginali”, senza indulgere in descrizioni efferate o macabre. ”Piu’ che un delitto in se’ e le sue modalita’ a me interessa capire cosa fara’ dopo l’assassino, cosa accadra’ nella sua testa e in quella degli investigatori. Puntare su scene scioccanti ti costringe poi a alzare sempre il tiro, perche’ i tuoi lettori ci si abituano”. Per Deaver ”lo scrittore deve mettere in evidenza i problemi come li vece, ma poi lascia la responsabilita’ al lettore di decidere che posizione prendere. Come diceva Hemingway lo scrittore non manda messaggi, altrimenti andrebbe alla posta”.

Lo scrittore, al contrario della maggioranza dei suoi colleghi che puntato sull’ebook, pensa che ”il futuro dell’intrattenimento sia sempre piu’ passivo, come dimostrano videogames e tv, e quindi punto sull’audiolibro. Ne ho appena scritto uno, che in realta’ e’ una commedia intitolata ”The starling project” con 80 personaggi per una ventina di attori e lettore protagonista Alfred Molina, il tutto con una durata che si avvicina alle 5 ore”.

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