C’è chi ha paura e non smette di lottare

Se Papa Francesco è stato il personaggio del 2013, il 2014 va dedicato soltanto a loro. Gli “Ebola Fighters”, coloro che ogni giorno combattono contro il virus Ebola.

In realtà il virus Ebola è cinque volte meno contagioso del morbillo. Il punto è che è spaventoso per quanto sia letale. E la paura può giocare brutti scherzi, si sa; ma non per questi eroi. Per loro la paura è costruttiva, almeno così sostiene Gino Strada, fondatore di Emergency: “Si è dei cretini a non avere paura. La paura serve a proteggersi meglio“.

E forse è vero, forse dobbiamo pensare a questi medici come dei soldati che vanno in guerra. Non per uccidere, ma per salvare chi sta morendo. Combattono una guerra giusta, quasi sacra, ma spesso strumentalizzata e non compresa. Soltanto chi ci vive tutti i giorni può capire l’inferno di quelle terre, noi purtroppo ne riceviamo soltanto un dolorosissimo eco. “Ci sono 26 letti, non riusciamo ad ospitare tutti quelli che chiedono aiuto. Così tanti stanno fuori dal centro in attesa. Ma a volte, quando si libera un letto perché qualcuno è guarito o purtroppo è morto, per loro è troppo tardi“, dice ancora Strada, che è sempre stato una persona diretta e (giustamente direi) perennemente incazzata.

Il lavoro non si ferma, la guerra non sente pause, e gli Ebola Fighters lo sanno. In questa guerra puoi essere ferito, ma il tuo destino è quello di tornare lì. Così il dottor Fabrizio, medico italiano malato di Ebola, che ha sconfitto il virus; vuole tornare lì, all’inferno, perchè non riesce a non pensare ai suoi colleghi che sono ancora in Sierra Leone, a lavorare per salvare i malati di Ebola. Ed ecco cosa pensano tutti coloro che sono lì, che vivono ogni giorno questa tragedia: Ebola si combatte stando al fronte. Più grande è il fronte, più è facile vincere.

A questo punto è giusto chiedersi cosa spinga tanti volontari e sopravvissuti a tornare al fronte. “Non ci sono missionari o eroi. Qui chi lotta lo fa perchè c’è bisogno, è l’etica del medico, vado dove c’è bisogno. Non sono altruista, prendo soltanto sul serio il mio lavoro, con la speranza che la sanità possa essere uguale in tutto il mondo.” Sempre diretto, Gino Strada. E sempre incazzato, come tutti coloro che vivono l’inferno ogni giorno.

E quindi sì, il 2014 va dedicato a loro, che, a dispetto di tutti gli ostacoli posti da burocrazie o teorie complottiste, vanno a combattere. Vedete, io la penso così: c’è chi la guerra la fa per la vita, chi per la morte. Nessun dei due vuole perdere, quindi vince chi ha il fronte più forte e più grande; e se esiste un fronte contro Ebola è soltanto agli Ebola Fighters.

Di Lorenzo Gottini

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