Serie A: il campionato che fa perdere la “pazienza”

In Italia sono sempre di più gli errori dei giudici sportivi, degli arbitri,a dimostrazione di un sistema calcio che sta andando allo sfascio

Il sistema calcio in Italia è ormai allo sbando. Troppi gli errori commessi dagli arbitri, ma anche dai giudici sportivi in tema di sanzioni disciplinari verso presidenti e allenatori. A ciò si aggiunge un’arretratezza delle tecnologie, che continua a far discutere.

In questi giorni a parlare più di tutti è stato il tecnico della Roma Rudi Garcia, che in conferenza stampa ha mostrato tutto il suo sdegno verso il sistema calcio. Il tecnico francese era arrivato in punta di piedi nel campionato italiano, sconosciuto persino ai calciatori che doveva allenare(per ammissione dello stesso De Rossi). Col tempo Garcia si è fatto amare dai tifosi, anche grazie ai risultati ottenuti, mai una dichiarazione fuori posto in conferenza stampa, un comportamento sempre esemplare. In questa stagione però la situazione è cambiata. L’allenatore francese, che ha sicuramente voglia di cominciare a vincere, ha cominciato ad alzare i toni con i giornalisti. Dalla dichiarazione sullo scudetto, fino alle critiche sulle decisioni arbitrali, che hanno condizionato le sfide contro Juventus e Milan. Per questo Garcia è stato a lungo criticato da alcuni media, che lo hanno accusato di essersi fatto prendere troppo dal “clima capitolino”. Ma è stato veramente cosi? Come al solito la verità sta nel mezzo.

La sensazione è che Garcia col tempo ha cominciato a capire come funziona la serie A: un campionato arretrato, dove sono assenti le nuove tecnologie, dove si commentano troppi errori arbitrali, che molto spesso finiscono col condizionare le partite. A ciò si aggiungono le squalifiche date forse con troppa “leggerezza” dal giudice sportivo. Ne è un esempio proprio la sospensione di due turni che il tecnico francese ha rischiato di subire a causa delle semplici dichiarazioni di uno stewart(persona non tesserata). Purtroppo Garcia non è l’unica “vittima” di questo sistema che appare sempre più debole. Basta pensare al presidente della Sampdoria Massimo Ferrero, che è stato squalificato per tre mesi con relativa multa per le dichiarazioni contro il presidente dell’Inter Thoir, definito da lui stesso un “filippino”. Oppure ad Allegri, che all’inizio ha pensato ad uno scherzo quando ha appreso della sua possibile squalifica contro il Cagliari(poi ridotta ad un’ammenda più diffida), per un’ espressione insultante nei confronti dell’arbitro.
E’ vero anche che è una cosa prettamente italiana(negli altri campionati succede di rado) quella di attaccarsi agli arbitri, soffermarsi sui loro errori, protestare, quando invece bisognerebbe andare oltre.

Ma la cosa certa è che in Italia il sistema calcio deve cambiare e anche in fretta. C’è bisogno sicuramente di nuove tecnologie,come la goal technology, che eviterebbero molte polemiche a fine gara. Ma anche i fantomatici giudici di porta devono supportare l’arbitro, altrimenti il loro ruolo è inutile. Soprattutto è necessario cominciare ad essere coerenti con le squalifiche e darle se esiste un motivo valido, altrimenti non si va da nessuna parte.
La crescita del calcio italiano dipende anche da questo…

Articolo di Andrea Celesti

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