Hanno ucciso Babbo Natale, chi sia stato non si sa!

Vestito rosso, tenere guanciotte e un pancione che tutti vorrebbero abbracciare. L’uomo di cui sto parlando è San Nicola, Santa Claus, e per gli amici Babbo Natale.

Chi può avercela con una persona così dolce? Chi ha compiuto questo atroce delitto?

Mi impegno, dunque, a mettere insieme gli indizi e ad indagare per scoprire l’assassino.

Cerca, e ri-cerca… forse ho trovato un movente: sempre più persone si chiedono “Perché illudere i nostri figli dell’esistenza di qualcuno che non esiste? Non è un trauma rivelargli tutto d’un tratto che quel mito a cui hanno creduto fino a quel momento, a cui si sono ispirati per una buona condotta e a cui hanno fatto risalire la produzione dei propri giocattoli, in realtà è solo un’invenzione?”.

Eccoci al punto. È opportuno adesso trovare una risposta a queste domande, che poste in questo modo sembrerebbero avere un senso; ma nella mia indagine attenta e scrupolosa ho trovato qualcosa che ne ribalta il significato, e che forse mi fa avvicinare alla conclusione di questo strano caso.

Cari genitori afflitti, ascoltate bene:

i bambini vivono in un mondo per metà reale e per metà immaginario, popolato di fate, draghi, cani parlanti, fantasmi ed eroi dei fumetti. Poiché il loro “bisogno di meraviglioso” rappresenta una sorta di protezione contro la dura realtà del mondo esterno, non esiste alcuna ragione per voler a tutti i costi forzarli a mantenere “i piedi per terra” quando sono piccoli! Mentite forse ai vostri figli quando leggete loro una favola o quando inserite un DVD con i loro cartoni preferiti?

Certo, pensate sia difficile credere alla storia di Babbo Natale. Eppure, per i nostri bambini credere che esista un tipo paffuto, che si sposta a bordo di una slitta trainata da renne e che in una sola notte porta regali a tutti i bambini del mondo non ha nulla di straordinario! Niente di diverso dai topolini che scambiano un dente da latte con una moneta lasciata sotto il cuscino. Al contrario, se il bambino si stupisce nel veder ben cinque Babbo Natale uno di seguito all’altro in un centro commerciale, spiegategli che sono persone travestite da Babbo Natale e che, quello vero, arriva solo quando i bambini sono a letto addormentati.

Vado avanti con la mia ricerca. Scopro che una certa Isabelle Delaleu afferma che è possibile prolungare la magia finché il bambino sta al gioco, e che esistono tre possibili situazioni in cui potreste trovarvi:

  • Il bambino è piccolo e un adulto gli ha detto che Babbo Natale non esiste: se lo vedete triste, rassicuratelo, dicendogli che alcune persone non ci credono, ma che voi ci credete e che rispettate questa tradizione.
  • È più grandicello e inizia a fare domande: ciò significa che da parte sua esistono già dei grossi dubbi… per non dire che ha già capito tutto! Se ha circa 7-8 anni forse ci rimarrà un po’ male del fatto che gli confermate i suoi timori, ma meglio questa piccola delusione che sentirsi stupido perché più nessuno dei suoi compagni di classe ci crede.
  • Continua a crederci dopo gli 8-9 anni: il bambino rischia di essere preso in giro da un compagno di classe. Il rischio è che se la prenda con voi. E anche se ha ancora voglia d credere a Babbo Natale, in fondo sa che neppure voi ci credete più. Per lo meno, iniziate a parlarne al condizionale e a spiegargli che non è possibile che le persone volino in cielo a bordo di una slitta, si calino da un camino, e così via.

In ogni caso, quando gli direte la verità cogliete sempre l’occasione per inserire questa rivelazione in un contesto di storia familiare: ad esempio, ditegli che anche voi da bambini ci avete creduto per tanto tempo, che trovavate tutto questo meraviglioso e che avete desiderato ripetere questa magia anche con lui. Inoltre, fategli capire che non deve dire nulla ai fratelli e alle sorelle più piccole, ma che deve stare al gioco, proprio come lo avete fatto voi con lui e come lui stesso farà a sua volta con i suoi figli. Gli piacerà conoscere la verità su Babbo Natale ed essere il depositario di un grande segreto.

E adesso, eccoci giunti alla conclusione. Babbo Natale non è stato ucciso. È scomparso dalla realtà perché nessuno credeva più in lui. Non abbiamo paura di far sognare i nostri piccoli; anzi, dobbiamo esser consapevoli che proprio il gioco, la fantasia, i sogni sono indispensabili per un loro corretto sviluppo.

Il mistero è risolto. E allora che fare?

Chiudiamo tutte queste paure nella cella più buia, e poi buttiamo le chiavi. I bambini hanno diritto e necessità di credere in qualcosa. Infliggiamo l’ergastolo al timore che, da adulti, non siano sufficientemente stabili e realistici.

Il mistero è risolto. Babbo Natale è di nuovo tra noi.

Alice Ridulfo

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2 pensieri su “Hanno ucciso Babbo Natale, chi sia stato non si sa!

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