“What about Italy?”

Chissà come è stata accolta Samantha Cristoforetti lassù nello spazio, dove l’unico confine che esiste è laggiù dove l’occhio non può più vedere.

Arrivata nella stazione spaziale internazionale (ISS) assieme ad un cosmonauta russo e un astronauta americano, Samantha è entrata all’interno dell’ ISS con la bandiera italiana sulla tuta. Non ho la più pallida idea di come si viva lassù, ma immagino che ci sia anche il tempo di fare due chiacchiere con i tuoi colleghi a gravità zero. Avranno parlato un po’ di sè, si sarà presentata per poi arrivare alla fatidica domanda: “What about Italy?”

Eh, what about Italy, Samantha? Che ci dici del tuo Paese?

Ci avrà pensato un po’ su.

Eh, avrà detto lei, there is a strange situation. Tutto rimane fermo, come congelato, e si esulta per le grandi conquiste, anche quando non è merito dell’Italia. Think about Gianotti, Fabiola, head of ATLAS project. Higgs boson, quelle cose lì, avete presente? Italiana, sì, una delle migliori al mondo, ma da quanti anni non lavora in Italia? Non siamo capaci di valorizzarci, e quando qualcun altro lo fa per noi, lo rivendichiamo come nostre conquiste.

Oppure Renzo Piano, one of the greatest architect in the world, che da anni parla delle periferie, di attenzione a quei quartieri, e di valorizzazione delle aree già esistenti nelle città, senza andare a cercarne di nuove. Ma nessuno lo ha ascoltato, but no one had listened to him, e così guardiamo sconvolti i fatti di Roma o Milano.

Italian people do not like Italy, they want to go away, like me. Non vogliono andare tutti nello spazio, ma semplicemente pochi kilometri più in là, all’estero. Anche io ho studiato e vissuto all’estero prima di essere qua.

Sapete, cari colleghi, Italy is a walking dead country, non ha più senso vivere laggiù. Se hai un sogno, if you have a dream, go away, vai via per realizzarlo, in Italia niente sarà possibile. Tutto congelato, dicevo. We are the center of culture, but we do not do anything to preserve it. E allora c’è chi se ne va, come me per coltivare un sogno.

Ma da voi, colleghi, non voglio giudizi. Sono quassù con voi, che venite da ogni parte di mondo. Sono quassù con voi, dove i confini non esistono. C’è qualcosa che laggiù non ha funzionato e sono qua per dimostrarvi che comunque c’è speranza, anche per un Paese senza speranza.

Colleghi, forse non mi avete seguito, e ve ne do ragione. E’ un piccolo sfogo da parte di chi ce l’ha fatta, da parte di chi si trova in difficoltà nel pensare che tanti sogni, in quel Paese, resteranno quello che sono, appunto, sogni.

“What about Italy, Samantha?”

Tanti pensieri per la testa, tanti sogni, speranze buttate al vento, troppo difficili da spiegare a chi non ha idea di come sia l’Italia. E allora:

Italy? It is amazing. Wonderful, something unique in the world

Di Lorenzo Gottini

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