Barbara D’urso gioisce: chiude la fabbrica di Babbo Natale

Dite tutti addio a Babbo Natale e alla sua grandissima fabbrica di giocattoli. All’anziano signore, da anni vittima della criminalità polare artica, hanno confiscato e pignorato tutti i suoi beni per non aver pagato la TASI, non aver assicurato i suoi elfi e per aver sfruttato delle povere renne, pensando e sperando che potessero volare.

MA NON FINISCE QUI! È stato scoperto che l’effetto serra, il buco nell’ozono, il disgelamento delle acque nel Polo Nord e l’accoppiamento omosessuale dei pinguini, sono stati causati dal povero Babbo Natale e dalla sua fabbrica, priva di norme di sicurezza e costantemente portatrice di scarti radioattivi. Babbo Natale è stato condannato anche per bancarotta fraudolenta, prostituzione minorile e spaccio di droga. Gli elfi cercano disperatamente lavoro e stanno emigrando a più non posso nel resto del mondo. Uno di questi è stato intervistato dalla talentuosissima GIORNALISTA, Barbara D’Urso, nel suo programma “#ordinedeigiornalistinontitemo” e ha affermato: “ shh e wannm ehh h aggiovistonorumor aaaaa el iroo majeafaccr cazz” che tradotto in Italiano significherebbe: “ Cerchiamo lavoro disperatamente, ma richiedono esperienze concrete. Mannaggia!” Così, per colpa dell’”Agenzia delle Entrate polari” e di “Equipolonord”( l’equivalente di “Equitalia”), quest’anno non si festeggerà il Natale. Ciononostante, se davvero vorreste salvare la celebre ricorrenza, potreste adottare anche voi un elfo tuttofare a soli 0,99 centesimi. Consultate il nostro sito http://www.savetheelf.org oppure http://www.stannoterminandoleofferteeminflex.com e adottate anche voi – come Barbara D’urso – un elfo di Natale. Anche loro, meritano di essere felici!

Carissimi lettori e carissime lettrici, il Natale è ormai alle porte. Quanto può essere bello il Natale e quanto può essere magica l’atmosfera natalizia? Tutti improvvisamente vanno d’amore e d’accordo, come se, quelle futili antipatie giornaliere, non fossero mai esistite. La magia del Natale è talmente forte che la stessa Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana nello spazio, potrebbe sentire il richiamo della tradizione, lasciare tutto e tornare sulla Terra, al calduccio, nel lieto candor familiare mentre tutti cantano a squarciagola “È Natale, non soffrire più” oppure mentre la nonnina  urla durante la tradizionale tombolata: “Ma il 58 è uscito?” Tutto questo, però, non avverrà quest’anno. Samantha non sentirà il richiamo della jungla perché la magia sta ormai scomparendo. I troppi pensieri e i portafogli sempre più vuoti, stanno trasformando l’umanità in esseri frustati e rabbiosi. Il Natale dovrebbe essere la festa delle illusioni, dell’alchimia e dell’empatia: si è talmente animali per 364 giorni, che almeno al 365esimo, si ha la necessità di scoprire o di riscoprire la bellezza della positività, dell’umanità e della felicità.
Intanto, a causa dei musi lunghi, Babbo Natale muore! Non solo vittima della criminalità organizzata, di tanti reati e di Barbara D’urso, ma anche dei bambini che non credono più in lui. A questo punto, prendete le vostre preziosissime e costosissime cuffiette( espressione presa dall’articolo: “Belen si cosparge i seno di mostarda ed è subito un successo in rete) e ascoltate questa bellissima melodia (https://www.youtube.com/watch?v=Feeo_Rtx96s ). Ora siete davvero pronti e possiamo sfatare un mito: “Crescere non significa diventare realisti”. Attualmente sembra quasi che, per diventare grandi o per non sembrare stupidi, bisogna mettere da parte i propri desideri, la creatività e la fantasia perché il sistema vuole persone realiste e obiettive. Ma senza illusioni, come si pretende di trasformare le disgrazie in grazie? Inutile giustificarsi, affermando: “ È colpa della crisi economica “ perché la vera crisi è di natura cognitiva. Non credere più in Babbo Natale, non credere più in qualcosa d’intangibile, immateriale e perfetto, significa aver perso la speranza e di essersi conformati agli aspetti negativi del sistema. Più che di testa, bisognerebbe ragionare anche con il cuore; più che razionali, bisognerebbe essere un tantino idealisti.

Così, almeno quest’anno, non preoccupatevi del denaro, dei regali o di quelle stupide pubblicità che trasmettono in televisione, ma riscoprite l’essenza dell’illusione. Come i bambini, ritrovate la purezza e l’innocenza; non abbiate paura di “credere” in Babbo Natale perché non c’è cosa più bella dell’immaginazione e della fantasia; non abbiate nemmeno paura delle canzoncine di Natale, nonostante siano sempre le stesse ogni anno e, soprattutto, non abbiate paura di sperare perché: “ Volere, è potere”. A Natale, almeno per un giorno, date l’esempio ai più piccoli, fate capire loro che è sempre Natale, che anche gli adulti o gli adolescenti, rabbiosi e sofferenti, hanno un cuore e sanno essere buoni. Solo così, Babbo Natale non sarà vittima della criminalità organizzata, riaprirà la sua fabbrica e sconfiggerà “Equipolonord”. Perché infondo, come dicono a Napoli, è inutile disperarsi: “Stamm tutt quand ngopp a stess’ barc”.

Articolo di Volpe Francesco Junior

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